Acqua Mari e oceani

One Ocean Summit: le iniziative lanciate dall’UE

In occasione di One Ocean Summit  (Brest, 9-11 febbraio 2022), organizzato dalla Presidenza francese dell’UE, Ursula von der Leyen ha annunciato tre iniziative chiave europee a tutela dell’oceano e dei mari: una coalizione internazionale per proteggere la biodiversità in alto mare; un progetto informatico su grande scala che consente ai ricercatori di creare simulazioni digitali degli oceani del mondo; una missione di ricerca per far rivivere l’oceano e le acque dell’UE entro il 2030.

L’oceano copre oltre il 70% del nostro pianeta, ci nutre, regola il nostro clima e genera la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo. L’oceano funge anche da base per gran parte dell’economia mondiale, sostenendo settori dal turismo alla pesca al trasporto marittimo internazionale. Tuttavia, l’oceano è minacciato dai cambiamenti iclimatico, dall’inquinamento da plastica e dall’eccessivo sfruttamento delle risorse marine.

Al fine di mobilitare la comunità internazionale ad intraprendere azioni concrete per mitigare gli impatti sull’oceano, la Francia, che detiene la Presidenza di turno del Consiglio europeo ha organizzato un One Planet Summit for the Ocean (Brest, 9-11 febbraio 2022), con il sostegno delle Nazioni Unite nell’ambito del Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile (2021-2030).

Intervenendo nella giornata conclusiva, la Presidente della Commissione UE ha annunciato 3 iniziative chiave da parte dell’Unione europea: una nuova coalizione internazionale per proteggere la biodiversità in alto mare; un progetto informatico su grande scala che consente ai ricercatori di creare simulazioni digitali degli oceani del mondo; una missione di ricerca dell’Ue per far rivivere i nostri oceani e le nostre acque entro il 2030.

“La nostra missione di proteggere gli oceani deve essere ampia quanto la nostra responsabilità condivisa – ha dichiarato Ursula von der Leyen Ecco perché oggi siamo venuti a Brest per unire le forze e invertire la tendenza. L’Europa, quale potenza marittima, può dare un contributo enorme. Ma è solo insieme che potremo rafforzare la protezione dei nostri oceani e farli brulicare nuovamente di vita”.

La Coalizione dalla grande ambizione sulla biodiversità nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale verticeProtecting the Ocean: Time for Action” riunisce le parti che si impegnano, al più alto livello politico, a raggiungere un risultato ambizioso nei negoziati in corso su un Trattato d’alto mare (BBNJ Treaty) sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Protezione della biodiversità marina
L’iniziativa sottolinea il ruolo dell’UE quale attore di primo piano in materia di conservazione dell’ambiente marino a livello mondiale. Le zone non soggette a giurisdizione nazionale costituiscono il 95 % degli oceani e la loro biodiversità offre inestimabili vantaggi ecologici e socio-economici al genere umano. Tuttavia, queste vaste aree sono sempre più vulnerabili a minacce quali l’inquinamento, lo sfruttamento eccessivo e gli effetti dei cambiamenti climatici. I negoziati delle Nazioni Unite in corso rappresentano un’opportunità unica, e l’UE sta lavorando a ritmo molto intenso per arrivare ad un accordo nel 2022. La coalizione riunisce tutti i soggetti che, come l’UE e i suoi Stati membri, aspirano a concretizzare un ambizioso trattato delle Nazioni Unite sulla diversità biologica marina nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale.

L’UE attua da lunga data una tolleranza zero nei confronti della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), altra pietra angolare della politica ambiziosa che persegue per la gestione sostenibile delle risorse marine. La pesca INN rappresenta una grave minaccia per gli stock ittici mondiali, portandone alcuni sull’orlo dell’esaurimento. Dal 2010 l’UE ha pertanto attuato una serie di misure volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN. Sulla base di tali norme, l’UE collabora con i paesi del mondo intero per promuovere la lotta contro la pesca INN e impedire che i suoi prodotti entrino nel mercato dell’UE. L’UE si avvale inoltre del sostegno dell’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) per garantire la conformità della propria flotta attraverso leggi applicabili alle autorità di controllo degli Stati membri. Oltre a dare l’esempio, l’UE fornisce anche un sostegno finanziario attraverso programmi regionali che promuovono una pesca sostenibile.

Lotta contro l’inquinamento marino
L’inquinamento, in particolare quello causato dalla plastica, rappresenta una seria minaccia per la salute degli oceani
, a livello sia mondiale che europeo, e l’UE si sta adoperando per realizzare l’ideale di un oceano pulito. Nell’affrontare l’inquinamento da plastica, l’UE persegue un duplice obiettivo: ridurre l’inquinamento da plastica e accelerare la transizione verso un’economia circolare. La direttiva sulla plastica monouso, in vigore dal 2021, stabilisce norme per l’eliminazione graduale di molti oggetti di plastica, spesso oggetto di sprechi, e per il recupero degli attrezzi da pesca persi in mare. La legislazione rappresenta una tappa fondamentale verso l’eliminazione dei rifiuti marini nell’UE. Inoltre, l’UE auspica con convinzione il raggiungimento di un accordo internazionale sulla plastica e sta lavorando alla creazione di un comitato per un accordo mondiale nel contesto dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente del febbraio di quest’anno. Si tratta dell’unica risposta efficace e a lungo termine al problema mondiale dei rifiuti marini. L’UE sta inoltre sensibilizzando attivamente l’opinione pubblica, dando così slancio alla lotta contro i rifiuti marini. Insieme alle Nazioni Unite e a una serie di organizzazioni della società civile, l’UE organizza #EUBeachCleanup, una campagna mondiale a favore degli oceani in occasione della quale decine di migliaia di volontari si attivano ogni anno per rimuovere i rifiuti dalle spiagge e dalle vie navigabili interne.

Un oceano di soluzioni contro i cambiamenti climatici
Conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio significa anche attuare una transizione verso un trasporto marittimo a zero emissioni. Questo settore è l’asse portante del commercio mondiale e delle catene di approvvigionamento, ma dipende ancora quasi interamente dai combustibili ad alta intensità di carbonio. La proposta di Regolamento “Fuel-EU Maritime” sull’uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo, inserita nel Pacchetto “Fit  for 55”, introduce una norma sui combustibili che limita l’intensità delle emissioni di gas a effetto serra, mentre il regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi mira a fornire infrastrutture energetiche adeguate nei porti, a sostegno dell’obbligo di connettersi alla fornitura di energia elettrica sulla terraferma o di utilizzare tecnologie a zero emissioni quando ci si trova in porto. L’estensione del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) al settore marittimo garantirà che le emissioni prodotte dal trasporto marittimo rientrino nei limiti complessivi, oltre a creare un segnale di prezzo per promuovere la decarbonizzazione. L’ambizione dell’UE non si ferma alle frontiere dell’Unione: l’UE conduce infatti i negoziati in seno all’Organizzazione marittima internazionale (IMO) in vista di un accordo sull’obiettivo di trasporti marittimi a emissioni zero entro il 2050. Rendere più ecologici i trasporti marittimi è un obiettivo prioritario dei programmi di finanziamento dell’UE, con 1,5 miliardi di euro già investiti nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa e Orizzonte Europa, attraverso, ad esempio, il partenariato per il trasporto per vie navigabili (oltre 500 milioni di euro).

Governance degli oceani
Inoltre l’UE attribuisce alla scienza e alla tecnologia un ruolo centrale nella conservazione degli oceani. Le “missioni” sono un nuovo approccio dell’UE per affrontare le sfide sociali più rilevanti, fornendo una massa critica di risorse per la ricerca mirata. La missione “far rivivere i nostri oceani e le nostre acque entro il 2030” intende conferire agli oceani un ruolo centrale nel conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo per il 2030. La missione sosterrà i grandi progetti innovativi (i cosiddetti progetti “faro”) tesi a sviluppare e sperimentare soluzioni per la protezione del 30 % dello spazio marittimo dell’UE, il ripristino degli ecosistemi marini e fluviali, la riduzione del 50 % dei rifiuti di plastica in mare, delle perdite di nutrienti e dell’uso di pesticidi chimici, e per rendere l’economia blu climaticamente neutra e circolare.

La piattaforma digitale European Digital Twin Ocean sarà sviluppata nell’ambito di tale missione e permetterà all’UE di fare da guida nell’uso delle tecnologie informatiche per la protezione degli oceani. Sulla base di osservazioni, di modelli e dei più recenti progressi tecnologici, l’ambiente informatico della piattaforma Digital Twin Ocean permetterà di esaminare diversi scenari, migliorare la comprensione dell’ambiente marino e fornire un contributo basato sulle conoscenze al processo decisionale. La piattaforma Digital Twin Ocean permetterà un accesso aperto e illimitato ai dati marini, colmerà le lacune in termini di conoscenze e promuoverà l’integrazione delle applicazioni di previsione e modellizzazione esistenti a livello dell’UE.

La missione di ricerca Restore our Ocean and Waters by 2030, che sarà realizzata nell’ambito di Horizon Europe, con budget indicativo di 114 milioni di euro nasce per aiutare l’UU a proteggere il 30% della sua superficie marittima, marina e dolce e i suoi 25.000 km di fiumi entro il 2030, riducendo a zero i rifiuti di plastica in mare, dimezzando l’uso di sostanze chimiche e pesticidi e rendendo l’economia blu circolare e climaticamente neutra.

Accanto a questo l’UE si impegna a promuovere l’educazione agli oceani mediante azioni di sensibilizzazione e educazione agli oceani che permetta di ampliare la sensibilità e le conoscenze e di creare opportunità per mettere in pratica le nuove conoscenze acquisite. L’UE è impegnata a promuovere l’educazione agli oceani mediante azioni di sensibilizzazione e investimenti nella ricerca, di cui la coalizione EU4Ocean è un esempio. Questa iniziativa inclusiva dal basso riunisce diversi partner al fine di condividere le conoscenze e migliorare l’educazione agli oceani e la loro gestione sostenibile.

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