Biodiversità e conservazione

NbS: fino a 32 milioni di posti di lavoro al 2030

Un rapporto congiunto di ILO, IUNC e UNEP, presentato alla CBD-COP16 in Arabia Saudita, prevede che le soluzioni basate sulla natura (NbS) per proteggere, conservare, ripristinare, utilizzare in modo sostenibile e gestire gli ecosistemi terrestri, di acqua dolce, costieri e marini, naturali o modificati, oltre che affrontare le crisi interconnesse del clima e della biodiversità, sono in grado di offrire al contempo importanti benefici per il benessere e i mezzi di sussistenza umani, tra cui buoni posti di lavoro.

Investire in soluzioni basate sulla natura (NbS) potrebbe creare fino a 32 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030.

La previsione è contenuta nel RapportoDecent Work in Nature-based Solutions“, presentato alla UNCCD-COP16 in corso a Riad (2-13 dicembre 2024) e congiuntamente redatto dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC) e dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), il secondo di una serie biennale globale congiunta nell’ambito del Decennio ONU sul ripristino degli ecosistemi, che esamina non solo il numero di lavori attuali e futuri correlati alle soluzioni basate sulla natura (NbS), ma anche la qualità di tali lavori e come lavori migliori possano supportare standard più elevati di NbS, e viceversa, con l’obiettivo di migliorare la consapevolezza del loro ruolo nel mondo del lavoro e a informare le politiche globali, regionali e nazionali

Attualmente, oltre 60 milioni di persone lavorano in tutto il mondo in attività classificate come NbS, ovvero azioni volte a proteggere, conservare, ripristinare, utilizzare in modo sostenibile e gestire gli ecosistemi terrestri, di acqua dolce, costieri e marini, naturali o modificati.

Quando pianificate e implementate utilizzando un solido quadro ambientale, sociale ed economico seguendo lo standard globale della IUCN, le NbS offrono uno strumento essenziale nell’implementazione dei quadri politici sul clima e sulla biodiversità – ha affermato Stewart Maginnis, Vicedirettore generale dell’IUCN – Ciò rende le NbS un mezzo scalabile ed efficace per affrontare le crisi interconnesse del clima e della biodiversità, offrendo al contempo importanti benefici per il benessere e i mezzi di sussistenza umani, tra cui buoni posti di lavoro“.

Attraverso investimenti mirati, l’occupazione nelle NbS potrebbe aumentare fino a 32 milioni di posti di lavoro a livello globale. I maggiori guadagni si avrebbero in Africa, America Latina e negli Stati arabi, dove il numero di persone che lavorano in NbS potrebbe passare dall’attuale livello di 2,5 milioni a oltre 13 milioni entro il 2030. La quota di occupazione NbS globale in queste regioni aumenterebbe da circa l’attuale 5% ad oltre il 40%.

Stima dell’occupazione attuale e aggiuntiva al 2030 nelle varie regioni geografiche (miglia di persone)

Mentre le stime occupazionali si concentrano attualmente sulle NbS per le sfide ambientali come la mitigazione del clima e la perdita di biodiversità, nonché il degrado del territorio, esiste un potenziale inutilizzato per più infrastrutture “grigio-verde” che integrino sia le infrastrutture costruite che quelle basate sulla natura, le Nature-Based Infrastructure (NbI). Nei paesi a basso e medio reddito in cui il lavoro sulle NbS è più intensivo in termini di manodopera, vi è ampio margine per creare opportunità di lavoro per le popolazioni vulnerabili.

Con migliaia di miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali in programma per i prossimi decenni – ha osservato Mirey Atallah, Responsabile della divisione per l’adattamento climatico dell’UNEP – le NbI offrono un’eccellente opportunità di incanalare una quantità significativa di risorse nella natura e promuovere la creazione di posti di lavoro dignitosi e infrastrutture più resilienti al clima“.

Il rapporto evidenzia che, mentre i benefici complessivi della transizione verde sono positivi, gruppi specifici potrebbero subire effetti negativi sulla loro occupazione e sui loro mezzi di sostentamento. Con la crescita della domanda di NbS, mobilitare risorse aggiuntive e implementare misure di transizione giusta sarà essenziale per garantire un ampio sostegno a queste iniziative.

Principali competenze tecniche e di base richieste per le occupazioni NbS, quale emerse da un sondaggio effettuato online tra gli operatori NbS (% di risposte)

Le lacune nelle competenze sia tecniche che di base pongono barriere, con la maggior parte dei lavori NbS esistenti classificati come ruoli di media competenza, ma con la loro crescita si prevede che i ruoli più qualificati aumenteranno, sottolineando la necessità di uno sviluppo di competenze mirato per scalare i progetti e migliorare la qualità del lavoro.

Le raccomandazioni chiave del rapporto:
rafforzare i quadri politici e allineare le NbS nelle politiche nazionali;
investire nello sviluppo delle competenze delle forze lavoro;
– promuovere i diritti e l’inclusività nei lavori NbS
;- rafforzare la ricerca e la raccolta dati per informare meglio il processo decisionale.

Ci auguriamo che questo rapporto contribuisca al dialogo globale sull’importanza del lavoro dignitoso nella protezione, nel ripristino e nella gestione sostenibile dei nostri ecosistemi – ha concluso a sua volta Moustapha Kamal Gueye, Direttore dell’ILO per il Priority Action Programme on Just transitionsCi auguriamo inoltre che fornisca indicazioni ai decisori politici e ai professionisti su come sfruttare le opportunità di lavoro durante la pianificazione e l’implementazione di NbS“.

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