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Mobilità condivisa: in Italia oltre un milione i veicoli in sharing

Il Rapporto ANIASA 2018 sulla mobilità condivisa e a noleggio conferma il graduale passaggio anche in Italia dalla proprietà all’uso dei veicoli, sottolineando al contempo che l’introduzione di una disciplina del vehicle sharing non possa più essere rinviata.

In Italia oggi la transizione dalla proprietà all’uso dei veicoli è sempre più sostenuta. Al 2018 la flotta della smart mobility, in noleggio o in sharing sulle strade italiane, ha superato quota 1 milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 900.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 130.000 quelli del noleggio a breve termine e 33.000 il car sharing.  

 È quanto emerge dal 18° Rapporto La mobilità condivisa e sostenibile in Italia” di ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, presentato il 7 maggio 2019 a Milano. 

Nel 2018 il settore del noleggio e del vehicle sharing ha registrato una crescita della flotta che ha raggiunto 1.092.000 autoveicoli (+12% sul 2017) e del fatturato, ormai vicino ai 7 miliardi di euro (+10% sul 2017), anche se nella seconda parte dell’anno con le immatricolazioni che, dopo anni di crescita in doppia cifra, hanno rallentato la corsa (482.000, +0,4%), pur confermando la significativa incidenza sull’intero mercato automotive (quasi il 25%).

I dati testimoniano l’inarrestabile evoluzione della mobilità italiana con il graduale passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli – ha dichiarato il Presidente ANIASA, Massimiliano Archiapattianche se il clima di incertezza economica e il quadro politico degli ultimi mesi stanno rallentando questa spinta innovativa. Se si apprezza sul fronte istituzionale la volontà di aggiornare un Codice della Strada fermo al 1992, che non considera l’evoluzione della sharing mobility e non contempla adeguatamente neanche il noleggio, non altrettanto può dirsi per misure poco efficaci come la normativa bonus-malus sull’auto”.

Le scelte di 77.000 Aziende di ogni dimensione e di 2.900 Pubbliche Amministrazioni che si affidano al noleggio long term, cui si aggiungono nel 2018 i 5,3 milioni di contratti per esigenze di breve termine e i 12 milioni di noleggi del car sharing, testimoniano i vantaggi della formula ormai entrata a far parte dello stile di vita di molti italiani. Senza contare la grande novità del mercato: il noleggio a lungo termine ha raggiunto i privati, automobilisti (senza partita IVA) che scelgono di rinunciare stabilmente all’acquisto dell’auto. Dai 25.000 contratti del 2017, questo canale è arrivato a 40.000 a fine 2018 e al termine di quest’anno si prevede che supererà quota 50.000.

Il 2018 è stato un anno di ulteriore crescita e di consolidamento per il vehicle sharing: è cresciuto il numero di iscritti, ormai prossimo a quota 1.800.000. A fronte di una flotta stabile a 6.600 unità, il numero di noleggi è salito di circa il 27% rispetto al 2017, raggiungendo quasi i 12 milioni di contratti. Milano e Roma si confermano regine dell’auto condivisa con 9,5 milioni di noleggi, oltre l’80% del totale.

Oggi ci si affida allo sharing per necessità di lavoro o ricreative, tutti i giorni della settimana e nelle diverse fasce orarie, con un picco di utilizzo nella fascia pre-serale (16-19). L’utilizzatore medio è uomo (63% del totale, ma si registra un progressivo aumento del pubblico femminile) e ha poco più di 35 anni.

La diffusione della mobilità a noleggio produce immediati benefici per la sicurezza sulle nostre strade grazie a veicoli di ultima generazione – correttamente manutenuti e spesso dotati di avanzati sistemi di assistenza alla guida – con un impatto concreto in termini di sostenibilità ambientale. Le vetture in locazione (tutte Euro 6) oggi possono contare su emissioni decisamente ridotte rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i più anziani d’Europa: meno della metà (se a benzina) e due terzi (se diesel) in meno di monossido di carbonio, -50% di ossido di azoto e -70% di emissioni di idrocarburi incombusti.

Per consentire a questo settore strategico per la mobilità (soprattutto cittadina) un pieno sviluppo, ANIASA ritiene che l’introduzione di una disciplina del vehicle sharing non possa più essere rinviata. Occorre adeguare la legislazione alle ormai consolidate evoluzioni del mercato, dando certezza agli operatori e ai clienti del servizio. Più in generale, vanno disciplinate le nuove forme di mobilità rese possibili dalle innovazioni tecnologiche, la cui diffusione impone di riconsiderare l’adeguatezza degli istituti e delle categorie giuridiche sulle quali si è fondata sinora la regolazione della materia.

Secondo ANIASA, c’è anche la necessità di una armonizzazione delle regole e della cornice legislativa per la gestione dei servizi nei diversi Comuni, sia per gli operatori pubblici che privati, mettendoli in grado di pianificare un’offerta integrata e di offrire regole uniformi ai cittadini che utilizzano il servizio in diverse città. In particolare, gli aspetti sui quali è necessario intervenire normativamente per dettare con assoluta priorità una disciplina uniforme riguardano l’accesso alle ZTL (zone a traffico limitato), la regolamentazione del parcheggio nelle medesime aree, l’omologazione e uniformità della segnaletica stradale di riferimento (sia orizzontale che verticale), la realizzazione di stalli di parcheggio dedicati nei centri storici dei Comuni e la possibilità di riservare almeno il 40% degli stalli di ricarica elettrica pubblica ai veicoli in car sharing.

Strategica, inoltre, in una logica di complementarietà con il trasporto pubblico nonché di utilità sociale, è la realizzazione e la capillare diffusione di vere e proprie “isole della mobilità” nei vari Comuni in cui il servizio è presente: aree dedicate, attrezzate con colonnine ricarica per le auto elettriche, in prossimità di snodi ferroviari/scambi di interconnessione con il trasporto pubblico locale, che consentano di rafforzare ulteriormente la sinergia tra pubblico e privato.

 

 

 

 

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