27 Maggio 2022
Consumi e risparmio Energia

Mercato elettrico globale: le previsioni dell’IEA

Per l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), l’economia globale rischia di dover affrontare per anni la turbolenza sul mercato elettrico innescata dai prezzi del gas, qualora i governi non adottino velocemente gli investimenti nelle energie e tecnologie pulite. Il Direttore dell’IEA: le affermazioni di politici e giornali, secondo cui i rincari sarebbero indotti dalla transizione energetica, “sono a dir poco fuorvianti”.

La domanda globale di elettricità è aumentata nel 2021, creando tensioni nei principali mercati, spingendo i prezzi a livelli senza precedenti e portando le emissioni del settore energetico a livelli record. L’elettricità è fondamentale per la vita moderna e l’elettricità pulita è fondamentale per le transizioni energetiche, ma in assenza di cambiamenti strutturali più rapidi nel settore, l’aumento della domanda nei prossimi tre anni potrebbe comportare un’ulteriore volatilità del mercato e il proseguimento di emissioni elevate di gas serra.

È l’avvertimento dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), sulla base dell’analisi dei recenti eventi, ha lanciato con il Rapporto sul Mercato Elettrico, pubblicato il 14 gennaio 2022, che che contiene le previsioni per domanda, offerta ed emissioni nei mercati elettrici globali fino al 2024.

Sospinta dalla rapida ripresa economica e da condizioni meteorologiche più estreme rispetto al 2020, con un inverno più freddo della media e un’estate più calda, l’aumento del 6% della domanda globale di elettricità dello scorso anno è stata la più grande in termini percentuali dal 2010, allorché il mondo si stava riprendendo dalla crisi finanziaria globale. In termini assoluti, l’aumento di oltre 1.500 terawattora dello scorso anno è stato il più grande di sempre.

Il forte aumento della domanda ha superato la capacità delle fonti di fornitura di elettricità di tenere il passo in alcuni mercati principali, con la carenza di gas naturale e carbone che ha portato a prezzi volatili, sconvolgimenti nella domanda ed effetti negativi su produttori di energia, rivenditori e utenti finali, in particolare in Cina , Europa e India. Circa la metà della crescita globale della domanda di elettricità dello scorso anno è avvenuta in Cina, dove la domanda è cresciuta di circa il 10%. Cina e India hanno sofferto di interruzioni di elettricità in alcuni momenti della seconda metà dell’anno a causa della carenza di carbone.

I notevoli picchi dei prezzi dell’elettricità negli ultimi tempi hanno causato difficoltà a molte famiglie e aziende in tutto il mondo e rischiano di diventare un motore di tensioni sociali e politiche – ha dichiarato il Direttore esecutivo dell’IEA, Fatih BirolI responsabili politici dovrebbero agire ora per attenuare gli impatti sui più vulnerabili e affrontare le cause sottotesei. Maggiori investimenti in tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, comprese le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e l’energia nucleare, insieme a un’espansione di reti elettriche robuste e intelligenti, possono aiutarci a uscire dalle difficoltà di oggi“.

L’indice dei prezzi dell’IEA per i principali mercati all’ingrosso dell’elettricità è quasi raddoppiato rispetto al 2020 ed è aumentato del 64% rispetto alla media 2016-2020. In Europa, i prezzi medi dell’elettricità all’ingrosso nel quarto trimestre del 2021 sono stati più di quattro volte superiori alla media del 2015-2020. Oltre all’Europa, si sono registrati forti aumenti dei prezzi anche in Giappone e India, mentre sono stati più moderati negli Stati Uniti, dove le forniture di gas hanno subito minori perturbazioni.

L’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili è cresciuta del 6% nel 2021, ma non è bastata per tenere il passo con la domanda galoppante. La produzione di carbone è cresciuta del 9%, servendo più della metà dell’aumento della domanda e raggiungendo un nuovo picco assoluto poiché i prezzi elevati del gas naturale hanno portato al passaggio dal gas al carbone. La produzione a gas è cresciuta del 2%, mentre il nucleare è aumentato del 3,5%, raggiungendo quasi i livelli del 2019. In totale, le emissioni di CO2 della produzione di energia elettrica sono aumentate del 7%, raggiungendo anche un livello record, dopo essere diminuite nei due anni precedenti.

Le emissioni dell’elettricità devono diminuire del 55% entro il 2030 per soddisfare il nostro scenario Emissioni nette zero entro il 2050, ma in assenza di un’azione politica importante da parte dei governi, tali emissioni dovrebbero rimanere intorno allo stesso livello per i prossimi tre anni – ha ricordato Birol.- Questo non solo mette in evidenza quanto siamo attualmente lontani da un percorso verso zero emissioni nette entro il 2050, ma sottolinea anche i massicci cambiamenti necessari affinché il settore elettrico svolga il suo ruolo fondamentale nella decarbonizzazione del più ampio sistema energetico”.

Fonte: IEA

Per il periodo 2022-2024, il rapporto prevede che la domanda di elettricità cresca in media del 2,7% all’anno, sebbene la pandemia di Covid-19 e gli alti prezzi dell’energia portino una certa incertezza in questa prospettiva. Le energie rinnovabili dovrebbero crescere in media dell’8% all’anno, servendo oltre il 90% della crescita della domanda netta durante questo periodo e la generazione nucleare dell’1% all’anno durante lo stesso periodo.

Come conseguenza del rallentamento della crescita della domanda di elettricità e delle significative aggiunte di energie rinnovabili, si prevede che la produzione da combustibili fossili ristagnerà nei prossimi anni, con la produzione a carbone in leggera diminuzione poiché il phase-out e il calo della competitività negli Stati Uniti e in Europa sono bilanciati dalla crescita sui mercati di Cina e India. Inoltre, la produzione a gas crescerà di circa l’1% all’anno.

In un nota diffusa il giorno prima della pubblicazione del Rapporto, il Direttore dell’IEA aveva invitato a trarre le dovute conclusioni dai rincari del prezzo del gas in corso, respingendo le affermazioni di politici e giornali secondo cui sarebbero indotti dalla transizione energetica.
Queste affermazioni sono a dir poco fuorvianti – ha affermato Birol – Questa non è una crisi delle energie rinnovabili o dell’energia pulita; questa è una crisi del mercato del gas naturale. È importante lavorare a partire da una solida base di prove sulle cause dell’attuale turbolenza del mercato”.

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