6 Dicembre 2022
Economia e finanza Scienze e ricerca

Global Innovation Index 2022: Svizzera, USA e Svezia sul podio

Nell’edizione di quest’anno del Global Innovation Index dell’Agenzia delle Nazioni Unite WIPO, l’Italia risale di un posto (28°) nella classifica, penalizzata per lo più dallo scarso ruolo delle istituzioni.

Svizzera, Stati Uniti, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi sono le economie più innovative del mondo, con la Cina sulla soglia della top 10, ma anche altre economie emergenti, tra cui India e Turchia, mostrano risultati in costante crescita, mentre l’Italia occupa il 28° posto su 132 economie analizzate.

È quanto emerge dal Rapporto Global Innovation Index (GII) 2022” presentato dalla World Intellectual Property Organization (WIPO), una delle Agenzie specializzate delle Nazioni Unite il cui fine è di incoraggiare l’attività creativa e promuovere la protezione della proprietà intellettuale nel mondo , nel corso di una Conferenza stampa, svoltasi il 29 settembre 2022.

Il rapporto mostra che gli investimenti in ricerca e lo sviluppo (R&S) che guidano l’attività innovativa a livello mondiale hanno continuato a crescere nel 2021, nonostante la pandemia di COVID-19, ma stanno emergendo sfide nel tradurre gli investimenti nell’innovazione in impatto.

Il GII rileva che la crescita della produttività, normalmente stimolata da una maggiore innovazione, è di fatto stagnante e che l’attuale progresso tecnologico e l’adozione di nuove tecnologie mostrano segni di rallentamento, nonostante il recente fiorire della spesa in ricerca e sviluppo e degli investimenti in capitale di rischio. Tuttavia, con un supporto più attento agli ecosistemi dell’innovazione, potrebbe decollare una nuova era di crescita guidata dalle ondate di innovazione dell’Era Digitale e dele Scienze Profonde.

Il GII di quest’anno rileva che l’innovazione è a un bivio mentre emergiamo dalla pandemia – ha affermato Daren Tang, Direttore generale della WIPO – Mentre gli investimenti nell’innovazione sono aumentati nel 2020 e nel 2021, le prospettive per il 2022 sono offuscate non solo dalle incertezze globali, ma anche dalla continua sottoperformance della produttività guidata dall’innovazione. Ecco perché dobbiamo prestare maggiore attenzione non solo a investire in innovazione, ma a come si traduce in impatto economico e sociale. Per il successo la qualità e il valore diventeranno fondamentali quanto la quantità e la scala”.

Tra i risultati chiave del GII 2022:
– Le principali aziende che spendono in ricerca e sviluppo a livello globale hanno aumentato la loro spesa di quasi il 10% a oltre 900 miliardi di dollari nel 2021, un valore superiore rispetto al 2019, anno prima della pandemia. Questo aumento è stato trainato principalmente da quattro settori: hardware ICT e apparecchiature elettrichesoftware e servizi ICT; prodotti farmaceutici e biotecnologici; costruzioni e metalli industriali.

– Gli investimenti in ricerca e sviluppo globale nel 2020 sono cresciuti a un tasso del 3,3%, ma sono rallentati rispetto al tasso di crescita storicamente elevato del 6,1% registrato nel 2019. Gli stanziamenti di bilancio dei Governi delle principali economie in ricerca e sviluppo hanno mostrato una forte crescita nel 2020, ma nel 2021 il quadro è più vario, con spese in crescita nella Repubblica di Corea e in Germania, ma in calo negli Stati Uniti e in Giappone.

– Gli accordi di venture capital (VC) sono esplosi del 46% nel 2021, registrando livelli paragonabili agli anni del boom di Internet alla fine degli anni ’90. Le regioni dell’America Latina e dei Caraibi e dell’Africa registrano la crescita più forte di VC. Tuttavia, le prospettive dei VC per il 2022 sono più sobrie; l’inasprimento delle politiche monetarie e l’effetto sul capitale di rischio porteranno ad una loro decelerazione.

Nella sua classifica annuale delle economie mondiali per capacità di innovazione e produzione, il GII mostra alcuni cambiamenti chiave nella classifica top 10, con gli Stati Uniti che salgono al 2° posto, i Paesi Bassi al 5°° posto, Singapore al 7°, la Germania raggiunge l’8° posto e la Cina sale di un posto all’11° ed è alle porte della top 10.

Il Canada è tornato tra i primi 15 innovatori globali (15° posto), la Turchia (37°) e l’India (40°) entrano per la prima volta nella top 40. Oltre a questi, il Vietnam (48°), la Repubblica islamica dell’Iran (53°) e le Filippine (59°) sono le economie a reddito medio con la più rapida crescita del rendimento dell’innovazione fino ad oggi.

Diverse economie in via di sviluppo stanno ottenendo risultati al di sopra delle aspettative in termini di innovazione rispetto al loro livello di sviluppo economico, compresi i nuovi arrivati ​​Indonesia, Uzbekistan e Pakistan. Otto paesi che hanno superato le performance dell’innovazione provengono dall’Africa subsahariana, con Kenya, Ruanda e Mozambico in testa. In America Latina e Caraibi, Brasile, Perù e Giamaica stanno sovraperformando rispetto allo sviluppo.

Con il loro aumento in termini di prestazioni dell’innovazione all’ombra degli shock delle catene di approvvigionamento globali, Turchia e lIndia stanno arricchendo positivamente il panorama dell’innovazione globale, mentre l’Indonesia mostra un potenziale di innovazione promettente – ha dichiarato il co-editore del GII e Preside della Saïd Business School all’Università di Oxford, Soumitra Dutta. – Altri campioni regionali come Cile e Brasile in America Latina, e Sud Africa e Botwana nell’Africa subsahariana, hanno migliorato le loro prestazioni relative all’innovazione“.

L’Italia è al 28° posto, guadagnando una posizione rispetto al GII 2021, ma ritorna di fatto alla posizione del 2020, con un punteggio di 46,1. Come si legge nel profilo dedicato, il nostro Paese è frenato soprattutto dall’inadeguato ruolo delle Istituzioni, e dagli altri pilastri: “Market sophistication”, a cominciare dal credito, e “Business sophistication“, in particolare la carenza di “lavoratori della conoscenza” ovvero di persone che operano sui processi immateriali e impiegano diversi tipi di conoscenza per svolgere il proprio lavoro.

Il focus tematico del GII 2022 è: Qual è il futuro della crescita guidata dall’innovazione?

Il GII 2022 delinea la possibilità di 2 nuove ondate di innovazione:
un’ondata di innovazione dell’era digitale basata su supercalcolo, intelligenza artificiale e automazione, che è sul punto di produrre ampi impatti sulla produttività in tutti i settori e campi della ricerca scientifica;
un’ondata di innovazione Deep Science basata sulle scoperte nelle biotecnologie, nanotecnologie, nuovi materiali e altre scienze, che sta rivoluzionando le innovazioni in quattro campi di importanza fondamentale per la società: salute, cibo, ambiente e mobilità.

Tuttavia, il GII 2022 avverte che gli effetti positivi di queste due nuove ondate richiederanno tempo prima che si concretizzino; poiché devono essere superati molti ostacoli, in particolare nell’area dell’adozione e della diffusione delle tecnologie.

La produttività è al centro di ciò che vogliamo che siano domani le nostre società e le nostre economie, in particolare se vogliamo combinare livelli più elevati di uguaglianza utilizzando le risorse naturali in modo più sensato – ha concluso Bruno Lanvin, co-editore del GII e co-fondatore del Portulans InstituteOggi, una vera rivoluzione sta guidando l’innovazione, guidata dalle onde dell’era digitale e della scienza profonda. Abbiamo la responsabilità collettiva di trarre le lezioni dalle recenti crisi per mettere questa rivoluzione sulla strada giusta e orientarla verso il futuro che vogliamo”.

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