Cambiamenti climatici

Global Carbon Budget: con attuale trend si esaurirà in 9 anni

L’annuale Rapporto Global Carbon Budget che viene presentato durante le Conferenze della Parti (COP) della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e che monitora le emissioni di gas ad effetto serra per stimare quanta CO2 possa essere emessa in atmosfera per mantenere la temperatura ben al di sotto dei 2 °C , prevede che nel 2022 si raggiungeranno 2022 le 417,2 parti per milione, oltre il 50% al di sopra dei livelli preindustriali.

Le emissioni globali di anidride carbonica (CO2) nel 2022 raggiungeranno i 40,6 Gt/CO2 sotto la spinta delle emissioni dei combustibili fossili e cemento che sono aumentate dello 0,8% nel 2022 ed hanno raggiunto il nuovo record di 36,6 miliardi di tonnellate di CO2 (GtCO2).

Sono le stime contenute nel “Global Carbon Budget 2022”, l’annuale Rapporto giunto alla 17ma edizione che viene redatto da oltre 100 ricercatori di 80 istituti di ricerca di 15 Paesi, coordinati dal Global Carbon Project, organizzazione internazionale di scienziati che ha lo scopo di sostenere gli studi per monitorare le emissioni di gas ad effetto serra e di stimare quanta CO2 possa essere emessa in atmosfera per mantenere la temperatura ben al di sotto dei 2 °C, presentato l’11 novembre 2022 alla COP27 di Sharm el-Sheikh e contestualmente pubblicato su Earth System Science Data.

Rappresentazione schematica della perturbazione complessiva del ciclo globale del carbonio causata da attività antropogeniche, mediata a livello globale per il decennio 2009-2018.

Ne emerge che:
– le emissioni globali di CO2 sono aumentate di circa lo 0,8% nel 2022, per effetto del cambiamento di uso del suolo tra il 2021 e il 2022 e del forte aumento delle emissioni di petrolio dopo la ripresa dei viaggi post-pandemia, mentre le emissioni da uso di carbone e gas, sebbene entrambi abbiano registrato emissioni record nel 2022, sono rimaste sostanzialmente invariate;

– l’aumento delle emissioni è dovuto ad un modesto incremento di quelle degli Stati Uniti (+1,5%), ad uno più forte dell’India (+6%), mentre quelle della Cina (-0,9%) edell’UE (-0,8%) sono rimaste sostanzialmente invariate;

– gli effetti dei cambiamenti climatici hanno ridotto l’assorbimento di CO2 degli oceani di circa il 4% e di quello terrestre di circa il 17%;

– le emissioni globali dovute al cambiamento di uso del suolo dovrebbero essere di circa 3,9 GtCO2 nel 2022, si tratta di un leggero calo rispetto alle emissioni del 2021, ma c’è grande incertezza nella stima;

– tre Paesi – Indonesia, Brasile e Repubblica Democratica del Congo – sono responsabili di circa il 60% delle emissioni globali dei cambiamenti di uso del suolo (come la deforestazione);

– le concentrazioni globali di CO2 in atmosfera hanno stabilito un nuovo record di 417,2 parti per milione (ppm), in aumento di 2,5 ppm rispetto ai livelli del 2021, raggiungendo un aumento del 51% rispetto agli livelli preindustriali;

– con questo trend, il budget di carbonio restante per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C in più alla fine del secolo, l’obiettivo dell’Accordo di Parigi, si è ridotto a 380 GtCO2 e sarà esaurito in 9 anni.

Se i Governi rispondessero aumentando gli investimenti nell’energia pulita e piantando, non tagliando, alberi, le emissioni globali potrebbero iniziare rapidamente a diminuire – ha osservato Corinne Le Quéré,  Direttore del Centro Tyndall per la ricerca sui cambiamenti climatici e Docente di Scienza e politica sui cambiamenti climatici all’Università East Anglia e co-autrice del Rapporto – Siamo a un punto di svolta e non dobbiamo permettere che gli eventi mondiali ci distraggano dall’urgenza e necessità continua di ridurre le nostre emissioni per stabilizzare il clima globale e ridurre i rischi a cascata”.

Sebbene il dato che le emissioni siano rimaste sostanzialmente stabili pur con la ripresa post-pandemica, osserva Global Carbon Project, è di per sé una buona notizia, ma ci sono due importanti avvertimenti:
– in primo luogo, per raggiungere gli obiettivi climatici globali di limitare il riscaldamento  ben al di sotto dei 2 °C, le emissioni non devono solo stabilizzarsi, ma anche diminuire rapidamente, raggiungendo emissioni nette zero nella seconda metà del 21° secolo, dal momento che fintanto che le emissioni rimarranno significativamente al di sopra dello zero, il mondo continuerà a riscaldarsi;
– in secondo luogo, le incertezze relative alle emissioni di cambiamento di uso del suolo rimangono piuttosto elevate, rendendo difficile escludere uno scenario in cui queste emissioni in realtà abbiano continuato a crescere.

Quest’anno assistiamo all’ennesimo aumento delle emissioni globali di CO2 fossile, quando avremmo bisogno di un rapido declino – ha dichiarato Pierre Friedlingstein, Professore di Modellistica Matematica presso il Global Systems dell’Università di Exeter e autore principale del Rapporto – Ci sono alcuni segnali positivi, ma i leader riuniti alla COP27 dovranno intraprendere un’azione significativa se vogliamo avere qualche possibilità di limitare il riscaldamento globale prossimo a 1,5 ° C. Il Global Carbon Budget monitora i progressi dell’azione climatica, ma in questo momento non intravediamo l’azione necessaria”.

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1 commento

dal molin daniele 17 Novembre 2022 at 16:15

molto interessante, grazie ——–BIOS—bneutral

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