Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono queste le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con il Cnr-Isafom, che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici.
I disturbi forestali causati dal clima, come incendi boschivi e infestazioni di insetti, aumenteranno in Europa nel corso del prossimo secolo, alterando sostanzialmente i paesaggi forestali a livello continentale.
La previsione è contenuta nelloStudio“Climate change will increase forest disturbances in Europe throughout the 21st century”, pubblicato su Science suScienceil 5 marzo 2026 e condotto nell’ambito delProgettoRESONATE(Resilient forest for Society)da team internazionali di ricercatori affiliati divari Istituti e Centri, tra cui l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche(Cnr-Isafom)di Perugia, fornendola valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici.
Le foreste globali sono sempre più influenzate da disturbi causati dal clima, come incendi boschivi, tempeste e infestazioni di insetti, che provocano grandi picchi di mortalità degli alberi. Questi eventi possono avere un impatto profondo sui paesaggi forestali e sulla biodiversità, con conseguenze ambientali e socioeconomiche di lunga durata. Tuttavia, prevedere i disturbi futuri è difficile perché i sistemi forestali contengono complessi meccanismi di feedback che interagiscono tra loro in modo altamente dinamico. A causa di queste complesse interazioni e feedback, mancano proiezioni accurate su larga scala dei futuri modelli di disturbo forestale.
Per anticipare come potrebbero cambiare le foreste europee in questo secolo, i ricercatori hanno integrato immagini satellitari ad alta risoluzione del satellite Landsat, raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986–2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13.000 siti distribuiti in tutta Europa. Ildatabase, costituito da circa135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale (AI) in grado diproiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici.
“Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici-ha affermatoAlessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto –Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee – in particolare nell’Europa centrale e meridionale – hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”.
Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negliscenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare.
Le differenze regionali risultano marcate.L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti xilofagi (come ilbostrico). L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpitasu scala continentale, ma sono attesihotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, conimplicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi.
“I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee– ha aggiunto Collalti –Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”.

Tuttavia, lo studio sottolinea anche cometali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche.
“I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale– ha osservatoDaniela Dalmonech, anche lei ricercatrice presso il Cnr-Isafom e co-autrice dello studio –Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”.
Lo studio sottolinea un messaggio chiaro:con il riscaldamento climatico, sarà essenziale adottare misure proattive per salvaguardare le foreste europee e i benefici che esse apportano alla società.
“Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo– ha concluso Collalti –Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”.
In copertina: L’epidemia di bostrico (Ips thypographus) che ha colpito le foreste del Trentino dopo la tempesta Vaia di fine ottobre 2018, evidenziata dalla colorazione marrone degli alberi(Foto: Provincia Autonoma di Trento)
