27 Maggio 2022
Biodiversità e conservazione Cambiamenti climatici Fauna

Scienziati allarmati dal boom di scarabeo della corteccia di abete rosso

Per effetto dei cambiamenti climatici che si ripercuotono negativamente per la pianta ospite sottoposta a stress idrici estivi e alle violenze degli eventi estremi, e positivamente per il piccolo coleottero che può riprodursi più volte, le foreste europee sono di fronte ad un pericolo senza precedenti.

Nella nota congiunta di UNCEM e AIEL, di cui abbiamo notizia a proposito degli interventi da assumere nel post tempesta Vaia che lo scorso autunno ha devastato quattro Regioni in Italia (Lombardia, Trentino – Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia), radendo al suolo in pochi minuti 41.000 ettari di boschi, 16 milioni di alberi, si fa riferimento alla minaccia dello “scolitide dell’abete rosso” che “oggi rischia di compromettere anche le foreste dei territori colpiti rimaste in piedi”.

Si tratta di un coleottero della famiglia dei curculonidi, chiamato anche scarabeo della corteccia di abete rosso (Ips typographus) perché colpisce principalmente gli abeti rossi, ma attacca anche altre aghifoglie, che si riproduce nel legno malato o già morto, ad esempio alberi caduti, ceppi o tronchi tagliati, ma durante un’infestazione colpisce anche gli alberi sani, comportando addirittura la morte intere foreste.

Pur essendo indigeno europeo e non specie aliena, come il punteruolo rosso che distrugge le palme delle riviere mediterranee, questo coleottero sta conoscendo una vera e propria esplosione numerica nelle foreste dell’Europa  centrale, tant’è che nel 2018 è stato responsabile della distruzione di circa 40 milioni di m3 di legno proprio nella regione.

Non si conoscono le cause naturali di queste improvvisi aumenti a cui seguono altrettanto repentini cali, ma gli studiosi ritengono che sia necessario conoscere meglio il ciclo di vita dello scarabeo, in considerazione dei cambiamenti climatici attesi che avranno conseguenze sia per l’albero ospite che per il parassita.  L’aumento previsto delle temperature causerà un maggiore fabbisogno di per l’albero ospite.acqua per l’abete rosso in combinazione con il previsto calo delle precipitazioni estive, favorendo così la predisposizione rosso ad essere attaccato, mentre lo scarabeo avrebbe la possibilità di anticipare il ciclo riproduttivo, aumentandone il numero, senza contare che gli eventi estremi più frequenti e violenti, come è avvenuto con Vaia in Italia, offrirebbero una maggior quantità di cibo alle fameliche larve.

In questo contesto, gli scienziati dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL di Birmensdorf in Svizzera hanno modellato lo sviluppo dell’Ips typographus, considerando diversi scenari climatici, al fine di prevedere come potrebbe svilupparsi in futuro la probabilità d’infestazione degli abeti rossi nei vari cantoni elvetici. Il risultato è stato che se si dovesse continuare con le attuali emissioni alla fine del secolo lo sfarfallamento primaverile del coleottero inizierebbe in media 20 giorni prima, e alle alte quote sino ad oltre un mese prima, con conseguente aumento del numero di generazioni annuali: sicuramente 3, mentre la quarta è risultata “improbabile”!.

Sulla Rivista Trend in Ecology and Evolution è stato pubblicato lo StudioBark beetle population dynamics in the Anthropocene: challenges and solutions” condotto sui boschi della Germania da ricercatori del Dipartimento di ecologia animale e biologia tropicale dell’Università di Würzburg, del  Max Planck Institute for Chemical Ecology di Jena e del Bavarian Forest National Park, al fine elaborare misure per proteggere le le foreste dagli scarabei di corteccia.
Sappiamo ancora molto poco su ciò che provoca le variazioni nelle popolazioni di scarabei della corteccia – ha dichiarato Peter Biedermann principale autore dello Studio – È urgente creare le basi scientifiche adesso  per consentire ai funzionari forestali e ai politici di approntare efficaci misure di risposta alle future epidemie di coleotteri”.

Secondo Biedermann, la domanda più importante è se sia un approccio praticabile nelle foreste naturali o nelle zone boschive non fare alcunché in caso di boom demografico di insetti nocivi.

Gli aumenti previsti nella frequenza e nell’intensità di eventi meteorologici estremi indeboliranno ulteriormente le zone boschive tedesche – ha sottolineato Jörg Müller, Professore presso il Dipartimento di ecologia animale e biologia tropicale all’Università di Würzburg e vicedirettore del Parco Nazionale della Foresta Bavarese e co-autore dello Studio – Pertanto, dovremmo essere pronti ad affrontare i crescenti problemi di diffusione dello scarabeo della corteccia di abete rosso“.

Secondo i ricercatori tedeschi sono innumerevoli i fattori che influenzano la dimensione della popolazione di insetti come lo scarabeo della corteccia: nemici naturali, agenti patogeni, competizione interspecifica e intraspecifica, strutture paesaggistiche, popolazione arborea, resilienza dell’ospite preferito, temperatura e precipitazioni. Secondo Müller, non è noto in gran parte quale ruolo svolga ciascun fattore nella dinamica della popolazione degli insetti forestali

Panoramica delle variabili che determinano l’aumento degli insetti forestali e i loro effetti.

Per ovviare alla mancanza di conoscenze, gli scienziati germanici suggeriscono di mettere in comune i dati di tutto il mondo, identificando le lacune nella conoscenza della dinamica della popolazione di tale scarabeo e di altri insetti forestali e utilizzandoli come base per rispondere a domande chiave sull’interazione di vari fattori attraverso nuovi sondaggi di dati. In una seconda fase, le osservazioni dei risultati saranno testate durante studi sperimentali sul campo per ricavare raccomandazioni per l’azione.

Gli scienziati ritengono che il supporto da parte di funzionari forestali ed enti pubblici, nonché i finanziamenti siano essenziali. A loro avviso, questo sostegno è necessario per raggiungere l’ambizioso obiettivo di far luce sullo sviluppo delle popolazioni di scarabei come di altri insetti forestali. Questo nuovo approccio potrebbe contribuire ad avviare un’efficace gestione del controllo dei parassiti nelle foreste.

Immagine di copertina: Lo scarabeo della corteccia di abete rosso (fotodi Rainer Simonis / Nationalpark Bayerischer Wald)

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