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Fondi “green”?: la maggior parte è disallineata con l’Accordo di Parigi

Secondo un’analisi pubblicata da InfluenceMap, think tank globale con sede a Londra che fornisce analisi basate sui dati a investitori, aziende e media su problematiche legate all’energia e ai cambiamenti climatici, più della metà dei fondi di investimento a tema climatico non sarebbe allineata agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ma per quelli ESG che dovrebbero avere come  benchmark di riferimento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, va ancora peggio.

Negli ultimi anni si è avuta un’enorme crescita sui mercati globali di prodotti finanziariESG(Environmental, Social, and Corporate Governance) eatema climatico, che hanno raggiunto nel 2020 il valore di 1,7 trilioni di dollari. Parallelamente, le autorità di regolamentazione sono diventate sempre più preoccupate per la qualità, la coerenza e trasparenza dei prodotti disponibili in questa categoria. 

Laricerca“Climate Funds: Are They Paris Aligned?,condotta daInfluenceMap, think tank globale con sede a Londra che fornisce analisi basate sui dati a investitori, aziende e media su problematiche legate all’energia e al cambiamento climatico, ha analizzato723 fondi, con un patrimonio complessivo di330 miliardi di dollari gestiti, di cui593 fondi“broad ESG”(con obiettivi ESG espliciti) ) e130 classificati “a tema climatico”, in base a come sono stati commercializzati e alle parole chiave nella denominazione, come low carbon, senza combustibili fossili o energia verde, scoprendo che la maggior parte di questi prodotti non è all’altezza delle richieste, tali da presupporre la necessità di una maggiore supervisione normativa.

Le metriche utilizzate per la ricerca sono un prodotto della piattaforma FinanceMap disponibile al pubblico, che valuta i gestori patrimoniali e i loro fondi in tutto il mondo in base all’allineamento climatico dei loro portafogli, nonché alle loro attività di stewardship. Il punteggio di allineamento all’Accordo di Parigi (Portfolio Paris Alignment) si basa sullo strumento PACTA (Paris Agreement Capital Transition Assessment), sviluppato da2 Degree Investing Initiativee ampiamente utilizzato che consente di misurare l’allineamento dei propri portafogli crediti corporate agli scenari climatici.

All’interno dei settori coperti da PACTA (energia, estrazione del carbone, settori a monte del petrolio e del gas, produzione automobilistica, cemento, acciaioe aviazione) che complessivamenterappresentano circa il 75% delle emissioni globali di gas serra, la metodologia si concentra solo sul segmento della catena del valore del settore stesso che è principalmente responsabile dell’impatto sul clima. Un punteggio negativo indica che il portafoglio di un fondo è sovraesposto in società i cui dati sui piani di produzione si discostano negativamente dagli scenari climatici per mantenere il riscaldamento globale alla fine del secolo a 1,75°C.

Un risultato chiave della ricerca è l’ampio spettro di termini utilizzati per descrivere le strategie a tema climatico nei fondi azionari quotati e la conseguente difficoltà, anche all’interno dei database finanziari, di confronto tra di loro. Data la relativa mancanza di standard e regolamenti che attualmente disciplinano la commercializzazione dei fondi ESG e per il clima, InfluenceMap la ricerca ha definitooltre 30 termini per raggruppare i fondi nelle due categorie principali:“broad ESG“) e “a tema climatico“.

I risultati indicano una variazione molto ampia nella performance climatica dei diversi fondi, con punteggi di Portfolio Paris Alignment chevanno da -42% a +90%. 
Dei 593fondi valutati ESG(265 miliardi di dollari di patrimonio netto totale),421 ovvero il 71% ha un punteggio di Portfolio Paris Alignment negativoche indica che le società all’interno dei loro portafogli sono disallineate rispetto agli obiettivi climatici globali.

Nella categoriafondi “a tema climatico”, dei 130 identificati (oltre 67 miliardi di dollari di patrimonio netto totale),circa il 55% (72) ha ricevuto punteggi negatividi Paris Alignment. Inoltre, i fondi a tema climatico continuano a detenere società della catena del valore della produzione di combustibili fossili per un importo complessivo di 153 milioni di dollari. InfluenceMap sottolinea che tali partecipazioni potrebbero essere fonte di preoccupazione per gli investitori, specie dopo che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) nel suo Rapporto “Net-zero al 2050”ha raccomandato l’interruzione immediata di tutte le nuove esplorazioni di combustibili fossili.

Gran parte dei fondi azionari a tema climatico analizzati nella ricerca mostra livelli di disallineamento climatico simili a quelli degli indici di mercato. I fondi disallineati sembrano quindi fornire un beneficio climatico limitato dal punto di vista del portafoglio rispetto al più ampio mercato. Ciò è in gran parte dovuto alla prevalenza di strategie passive che cercano di replicare gli indici di mercato applicando criteri di esclusione e/o ponderazione. Queste strategie si traducono inportafogli che differiscono solo marginalmente dal benchmark sottostante o sono identici con l’esclusione di alcune società di combustibili fossili. Le restanti partecipazioni di questi fondi sono quindi disallineate in modo simile all’indice di mercato monitorato.

Sebbene i risultati di cui sopra non contraddicano necessariamente la strategia e gli obiettivi dei singoli fondi analizzati, evidenziano una mancanza di coerenza e spesso scarsa trasparenza sull’allineamento di molti fondi ESG e a tema climatico con gli obiettivi climatici globali. È probabile che questo problema sia di grande preoccupazione per gli investitori di tali fondi, che potrebbero aspettarsi che i loro portafogli a tema climatico superino almeno il mercato quando li confrontano con i criteri climatici standard del settore.

“La mancanza di coerenza e chiarezza rende difficile per gli investitori accertarecon precisione se i fondi incentrati sul clima siano effettivamente allineati all’Accordo di Parigi o meno– ha affermato l’analista di InfluenceMapDaan Van Acker autore del Rapporto – Questa analisi è un ulteriore elemento di prova a favore di una regolamentazione piùfortein materia di marketing e trasparenza dei fondiESG e a tema climatico“.

InfluenceMap ha analizzato solo i fondi per i quali è stato possibile ottenere dati completi sulle partecipazioni in portafoglio di fondi che erano stati lanciati entro il mese di agosto.

 

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