Erion, il più importante Sistema multi-consortile di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) che si occupa della gestione dei rifiuti e coordina 6 consorzi di settore (WEEE, Professional, Energy, Packaging, Care e Textiles), ha riunito in un Forum istituzioni, imprese e stakeholder del settore, per discutere il ruolo strategico dell’economia circolare nel nuovo quadro normativo che è stato annunciato dalla Presidente della Commissione UE.
In vista dell’avvio dei lavori sulCircular Economy Act, annunciato dalla Presidente della Commissione UEUrsula von der Leyen negli Orientamenti politici presentati al Parlamento europeo lo scorso luglio, la “nuova normativa sull’economia circolare, che contribuirà a generare la domanda di materiali secondari sul mercato e a creare un mercato unico dei rifiuti”, si è svolto il 10 giugno a Roma il “Forum Erion sui modelli circolari per la crescita”, evento organizzato dal più importante Sistema multi-consortile di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) che si occupa della gestione dei rifiuti e coordina 6 consorzi di settore (Erion WEEE,Professional, Energy,Packaging,CareeTextiles), e che ha riunito istituzioni, imprese e stakeholder del settore, perdiscutere il ruolo strategico dell’economia circolare nel quadro normativo che sarà delineato dalla Commissione UE.
A seguito del lancio del Clean Industrial Deale del Net Zero Industry Act, il Forum organizzato da Erion ha voluto rappresentare un’occasione di discussione tra attori pubblici e privati: non solo un bilancio dell’esistente, ma un confronto propositivo:
– Cosa suggerire oggi alla Commissione Europea?
– Quali priorità mettere al centro delle nuove policy industriali e ambientali?
“La circolarità non può più essere vista soltanto come un obiettivo ambientale,va intesa come asset industriale strategico per rafforzare l’autonomia produttiva europea, creare nuova occupazione e accelerare la decarbonizzazione– ha sottolineato Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali di Erion –Operiamo in un quadro normativo troppo frammentato e complesso, che scoraggia le imprese e ostacola la circolazione dei rifiuti da cui ricavare Materie Prime Critiche”.
I dati parlano chiaro: l’Italia è al vertice dell’economia circolare in Europa e con untasso di utilizzo circolare dei materiali al 20,8%(contro l’11,8% della media UE) supera Paesi come Francia (17,6%), Germania (13,9%) e Spagna (8,5%). Dal 2010, l’Italia ha guadagnato 5 posizioni nella classifica europea della circolarità, posizionandosi tra i migliori 27 Paesi UE. Eppure, a fronte di questi risultati, l’industria italiana fatica a tradurre questa leadership in sviluppo economico e industriale concreto.
Un paradosso su cui Erion ha voluto puntare i riflettori, proponendo 5 leve strategiche da rafforzare per colmare il gap:
1. sviluppare una politica di filiera integrata per la gestione dei rifiuti: è necessario costruire un ecosistema connesso, che superi l’attuale approccio frammentato in cui ogni attore opera in modo indipendente, per adottare un modello di filiera che assicuri all’industria del riciclo un flusso adeguato di prodotti a fine vita da trasformare in materie prime e un efficiente mercato di sbocco per queste ultime;
2.implementare un mercato unico dei rifiuti; serve armonizzare le normative europee per facilitare la circolazione dei rifiuti e dei materiali riciclati tra Paesi UE, ridurre i costi e favorire lo sviluppo di una filiera industriale competitiva a livello sovranazionale. Inoltre, è necessario migliorare l’architettura normativa dell’end of waste, ampliandone il raggio d’azione e omogeneizzandone l’applicazione negli Stati Membri;
3.costruire modelli di raccolta efficienti ed armonizzati: è fondamentale uniformare i sistemi di raccolta dei rifiuti, adottando le migliori pratiche e investendo in infrastrutture moderne per garantire quantità e qualità elevate di materiali da riciclare;
4.valorizzare le competenze dei sistemi EPR: i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore hanno una approfondita conoscenza dei processi delle filiere di competenza e comprendono le problematiche degli attori coinvolti, potendo così facilitare una gestione integrata ed efficace dei prodotti a fine utilizzo, con particolare attenzione al riciclo di Materie Prime Strategiche;
5.incrementare la cultura dell’economia circolare: per far funzionare bene il sistema del riciclo, è essenziale un cambiamento culturale rilevante. Serve investire per educare cittadini e imprese sull’importanza del riciclo, promuovendo comportamenti sostenibili attraverso campagne informative incisive e progetti di formazione innovativi.
Nel corso dell’evento, è stato sottolineato chel’economia circolare non è solo una risposta all’emergenza climatica, ma anche una leva per la competitività europea,per la creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto (-7% rispetto al 2019) e per la riduzione della dipendenza da Materie Prime Critiche provenienti da Paesi terzi. In Italia, questa dipendenza è ancora elevata: 48% nel 2023, più del doppio della media europea (22%).
In apertura del Forum, il Presidente di ErionAndrea Flutteroe Luca CampadelloInnovation Manager di Erion, hanno presentato ilBilancio di sostenibilità 2024 da cui emerge che il sistema ha gestito su tutto il territorio nazionale, un totale di 268.350 tonnellate di rifiuti, in crescita del 6% rispetto al 2023. Di questi: 237.728 tonnellate di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) Domestici, 4.358 tonnellate di RAEE Professionali, 5.719 tonnellate di Rifiuti di Batterie e 20.545* tonnellate Rifiuti di Imballaggi. Un impegno che ha permesso di evitare l’emissione in atmosfera di 795.000 tonnellate di CO2eq (corrispondenti alle emissioni prodotte da un’auto che percorre circa 110 mila giri intorno all’equatore), con un risparmio di 332 milioni kWh di energia (pari al consumo medio di circa 123 mila famiglie italiane in un anno) e 1,4 milioni m3 di acqua (corrispondenti al consumo idrico medio di circa 9 mila famiglie italiane in un anno).
Allo stesso tempo, i 6 Consorzi hanno distribuito un valore economico pari a 135.271.370€, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente.
