Ecosistema urbano, l’annuale indagine sulle performance ambientali delle città Capoluogo di provincia di Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, giunta alla 32ma conferma che la classifica è dominata dalle città del Nord Italia, mentre quelle del Sud sono sempre più in affanno.
In Italia le città sono sempre più in affanno nel raggiungere performance ambientali sostenibili e nessuna città raggiunge il punteggio del 100%, mentre cala al 54,24% la media raggiunta dai capoluoghi, registrando un -3,8% rispetto a due anni fa quando si attestava al 56,41%.
È la fotografia scattata dal “Ecosistema Urbano 2025”ilRapportodiLegambiente, realizzato con la collaborazione scientifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e dell’editoriale de Il Sole 24 Ore, sulle performance ambientali di 106 capoluoghi di provincia.
I parametri che determinano la classifica delle performance ambientali dei Comuni di Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, basate su dati comunali relativi in modo prevalente all’anno 2024, sono quest’anno 19(quest’anno non è stato preso in considerazione l’indice “vittime della strada”perché ISTAT ha cambiato le modalità di raccolta ed elaborazione di quei dati che ora sono focalizzati principalmente verso le città metropolitane e i grandi agglomerati urbani) checoprono6 componenti ambientalipresenti in città:aria,acque,rifiuti,mobilità,ambiente urbanoedenergia. È prevista l’assegnazione di unpunteggio massimo teorico di 100 punti, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità. I punteggi assegnati per ciascun indicatore identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale (non troppo utopica visto che esiste almeno un capoluogo che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ognuno degli indici considerati
Ne emerge che nessuna città raggiunge il punteggio del 100% e cala al 54,24% la media del punteggio raggiunta dai capoluoghi, registrando un -3,8% rispetto a due anni fa quando si attestava al 56,41%. Se si guarda ai singoli capoluoghi, nel 2024 sono Trento(79,78 %) eMantova(78,74%) le uniche città a superare la soglia di 75 punti e adominare la classificadi Ecosistema Urbano, ottenendo rispettivamente il primo e secondo posto. Trento torna sul gradino più alto (nel 2023 era seconda) rappresentando il meglio della vivibilità in città. Mantova ottiene la medaglia d’argento risalendo la classifica di cinque posizioni (nel 2023 era 7ma), grazie ad alcuni risultati negli indici più significativi come il calo dei consumi idrici e delle perdite idriche e la raccolta differenziata che è all’84%. Dietro di loro si piazza Bergamo, al3° postocon un punteggio del 71,82%,risalendo la classifica di ben 13 posizioni (nella passata edizione era 16esima), grazie ad un impegno costante soprattutto nel settore della raccolta differenziata e della ciclabilità.
Le altre città che rientrano nellatop tensono Bolzano, seguita da Pordenone,Reggio Emilia,Parma,Rimini,Bologna(la migliore tra le grandi città anche se perde una posizione rispetto alla passata edizione) eForlì: tutte aree urbane del nord Italia. IlSud è sempre in grande affanno, ad eccezione diCosenza(16esima)unica città del Meridione nella top 20 anche se rispetto alla passata edizione perde 3 posizioni.In fondo alla classifica ci sono 9 città del sud–Caltanissetta(97°),Caserta(98°),Catania(100°),Palermo(101°),Catanzaro(102°),Napoli(103°),Crotone(104°),Vibo Valentia(105°),Reggio Calabria(106°) – chenon arrivano a toccare il 35% del punteggio. Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria sono addiritturaal di sotto dei 25 punti su 100.

“La fotografia che emerge quest’anno da Ecosistema Urbano– ha dichiaratoMirko Laurenti, dell’ufficio scientifico di Legambiente e responsabile del Rapporto –evidenzia come le principali città del Paese fatichino a rispondere alle emergenze urbane e a programmare interventi tesi al raggiungimento di buoni livelli di sostenibilità e contrasto alla crisi climatica. Quello che manca è una strategia nazionale in grado di programmare scelte di indirizzo capaci di cambiare davvero le nostre città, rendendole più sostenibili, al passo con i tempi e vicine alle necessità dei cittadini. Per rilanciare il Paese occorre ripensare le città guardando alle emergenze di oggi, visibili dai dati, e a quelle di domani a cominciare dalla crisi climatica”.
Criticità urbane
Smogerete idrica colabrodorestano le principali criticità da affrontare per i capoluoghi di provincia. Diminuiscono troppo lentamente le città con perdite d’acqua superiori o uguali al 50%: 20 quest’anno (erano 24 nel 2023 e 27 nel 2022). Nel 2024, inoltre,cala la media della superficie urbana dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità– 10,39 metri equivalenti ogni 100 abitanti (11,02 m eq/100 ab nella passata edizione e 10,69 due anni fa) – così comediminuisce sia l’estensione media delle isole pedonalinei comuni capoluogo passando dai 50,7 mq ogni 100 abitanti della scorsa edizione agli attuali 48,6 mq sia quella delle zone a traffico limitato che nel 2024 si attesta a 368,3 m² ogni 100 abitanti rispetto ai 406,9 della scorsa edizione. Stando aidati ISPRAsulconsumo di suolototale dei capoluoghi, dal 2018 al 2023 è pari a circa 4500ha, a fronte di un calo del numero degli abitanti (NdR:il 24 novembre 2025 verrà presentato il Rapporto 2025). Ne deriva una crescita del suolo impermeabilizzato per ogni abitante delle città, sempre su base quinquennale, pari a +6,3 mq/ab dal 2018 al 2023 (+3,5% rispetto al 2018), con forti variazioni da città a città.
Buone notizie
Tra i segnali positivi che emergono dal nuovo report Ecosistema Urbano, c’è laraccolta differenziata(RD) che per la prima volta, tra i capoluoghi,supera la media del 65%.Inoltre, sono ben15 i capoluoghi che sono oltre l’80% di RD. Cresce il numero dei passeggeri trasportati dal servizio pubblico locale (TPL) nelle città capoluogo, anche se leperformance generali sono ancora lontane dai livelli europei. Tra le città a prova di servizi TPL c’èMilanocon 424 passeggeri nel 2024 rispetto ai 415 dello scorso anno, i 357 del 2022 e ai 303 del 2021. AncheRomamostra lievi segnali incoraggianti salendo dai 259 viaggi pro-capite all’anno della passata edizione ai 277 di quest’anno.Venezia resta la miglioresebbene in calo, interrompendo una crescita costante, mentre Firenze prosegue a migliorare (sale dai 225 dello scorso anno ai 247 passeggeri/ ab/anno).
Priorità una legge nazionale per la rigenerazione urbana
Di fronte a questi dati, Legambiente lancia un appello al Governo chiedendo di approvare al più presto una legge nazionale per una vera rigenerazione urbana, potente deterrente anche per il consumo di nuovo suolo agricolo, e di avviare una stabilizzazione definitiva dei bonus per le ristrutturazioni edilizie senza farli scendere al di sotto del 50%. Intervento, quest’ultimo, da inserire nella legge di bilancio in discussione con le dovuta premialità per l’efficientamento energetico e per le classi sociali più deboli. La proroga di un anno sui bonus edilizi al 50% per la prima casa, che ha ottenuto il primo semaforo verde in questi giorni, è importante ma in questo modo è solo una soluzione tampone. Il Paese ha bisogno di città sostenibili, resilienti, efficienti, a zero emissioni, capaci di mettere davvero al centro la rigenerazione urbana anche per contrastare la crisi climatica in termini di adattamento e mitigazione. È su questo tema che si svolge una partita chiave anche per dare concretezza alla Direttiva case green per abbassare strutturalmente la bolletta energetica di famiglie e imprese. Temi e proposte presentate in sintesi oggi a Roma, al Palazzo Senatorio, nel corso della presentazione del report Ecosistema Urbano 2025 che quest’anno raccoglie diversi contributi a firma di esperti del settore e docenti proprio sulla rigenerazione urbana, citando anche esempi virtuosi in Italia e all’estero come Milano (riqualificazione ex area Ansaldo in un polo culturale e creativo); Bologna (avvio a quartieri misti che uniscano residenze, servizi e attività produttive leggere); Pisa (interventi riqualificazione urbana tra cui il Parco urbano di Cisanello), Lucca (messa a dimora di nuovi alberi in plessi scolastici).
“Le città italiane si stanno lentamente trasformando – ha commentato il Presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani –Sono tanti e visibili i cantieri della transizione ecologica, ma sono ancora troppi i problemi irrisolti a partire dalla mitigazione e l’adattamento delle città agli impatti della crisi climatica così come il reperimento delle risorse finanziare dopo la conclusione del PNRR. Il Paese ha bisogno di interventi normativi e strumenti per facilitare una rigenerazione urbana adeguata alla sfida climatica a partire da una legge nazionale che fermi il consumo di suolo che non è causato dal fotovoltaico a terra, oggi vietato per legge, ma da altre infrastrutture. Serve anche rivedere il sistema dei bonus edilizi per rispettare gli obiettivi della direttiva case green. Senza dimenticare che occorre anche una consapevolezza tra gli amministratori locali che devono avere il coraggio di rompere gli schemi insieme a una nuova presa di coscienza nella cittadinanza che non si deve opporre alle opere della transizione ecologica. Le città italiane possono diventare un concreto campo d’azione di quel Clean Industrial Deal lanciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen all’inizio del suo secondo mandato, ma dobbiamo crederci di più”.
