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Economia circolare: cresce nel 2025 ma meno delle potenzialità

Energy&Strategy Group (E&S) del POLIMI ha presentato a Ecomondo (Fiera di Rimini, 4-7 novembre 2025) la VI edizione del Rapporto sull’Economia Circolare da cui emerge che in Italia cresce il mercato e la consapevolezza dei cittadini, anche se siamo ancora lontani dalle potenzialità e ci sono lacune nella sua comprensione.

L’economia circolare nel 2025 porta in Italia un risparmio di 18,3 miliardi di euro all’anno. Si tratta di un dato in crescita rispetto al 2024 (16,4 miliardi), tuttavia siamo ancora lontani dai 119 miliardi di euro previsti al 2030. Anche su profilo di impatto ambientale abbiamo raggiunto solo il 15% del potenziale.I dati rivelano un divario tra la conoscenza delle pratiche circolari e la loro effettiva implementazione. Tra le imprese, la spesa per investimenti dedicati alla circolarità è in aumento, con una quota maggiore che investe tra i 50 e i 150 mila euro rispetto all’anno precedente. 

È quanto emerge dalCircular Economy Report 2025dell’Energy&Strategy Group(E&S) della School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla sua VI edizione, che ha per sottotitolo“Tecnologia, innovazione, nuovi modi d fare impresa «circolare»: ma il mercatoitaliano è davvero pronto?“, e presentato quest’anno il 5 novembre 2025 a Fiera di Rimini nell’ambito diEcomondo 2025, nel corso di un Convegno dedicato dal titolo “Italia circolare: persone, imprese, futuro”, a cui hanno partecipato le aziende partner della ricerca.

Evoluzione dell’Economia Circolare in Italia
Il mercato italiano sta mostrando segnali di ottimismo riguardo all’adozione dell’economia circolare, con un aumento della maturità delle pratiche circolari da 2,2 nel 2024 a 3,1 nel 2025 su una scala da 1 a 5. La percentuale di aziende intenzionate a introdurre pratiche circolari è aumentata di circa 10 punti dal 2024 al 2025, consolo il 31% del campione rappresentativo di 320 imprese in 10 settori produttivi analizzato dall’E&S Group, che si dichiara scettico riguardo all’adozione dell’economia circolare.

Investimenti e Performance Circolari
C’è un incremento significativo negli investimenti e nella misurazione delle performance circolari da parte delle aziende italiane:il 43% delle aziende ha investito tra 50.000 e 150.000 euro in pratiche circolari. La percentuale di aziende che monitorano la propria circolarità è aumentata dal 8% nel 2024 al 30% nel 2025.Il risparmio economico stimato dall’economia circolare in Italia è di oltre 18,3 miliardi di euro all’anno.

Consapevolezza dei Consumatori sull’Economia Circolare
Quest’anno E&S ha guardato anche ai cittadini. Grazie a una indagine effettuata con DOXA su circa 3.000 individui emerge che circa il 60% dei rispondenti conosce l’economia circolare e la applica nella vita quotidiana, anche se ci sono ancora lacune significative nella comprensione. La media dell’importanza attribuita all’economia circolare è di 4,2 su 5. Solo il 20% sa che l’Italia è prima in Europa per il riciclo dei rifiuti. ​

Normativa Europea e Italiana sull’Economia Circolare
Ci sono stati sviluppi normativi significativi a livello europeo e italiano che influenzano l’economia circolare. ​IlClean Industrial Dealmira aincrementare l’uso di materiali circolari dall’11,8% nel 2023 al 24% entro il 2030. ​ La pubblicazione dell’aggiornamento sul Cronoprogramma dellaStrategia italiana sull’Economia Circolareintroduce nuovi obiettivi e tempistiche. ​IlPacchetto Omnibus Imodifica la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), riducendo gli oneri di rendicontazione per le imprese. ​

Startup e Innovazione nell’Economia Circolare
Il panorama delle startup legate all’economia circolare in Italia sta crescendo, con circa150 startup attive nell’economia circolaremappate, ma rimane concentrato in alcune aree geografiche, con oltreil 30% localizzate in Lombardia. Il44% delle startup opera senza dipendenti diretti, utilizzando collaborazioni esterne, mentre i finanziamenti quelle del ciclo tecnico ammontano a oltre15 milioni di euro dal 2020 al 2025.

Scadenze e Selezioni per l’Adozione
Il nuovoPiano di lavoro per l’ecodesignprevede scadenze specifiche per l’adozione di requisiti minimi progettuali per vari prodotti: al 2026 per 19 prodotti energy-related; 16 prodotti entreranno nelnuovo Working Plan ESPR. Ogni prodotto dovrà avere un Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) per fornireinformazioni sul ciclo di vita

Evoluzione della Strategia UE sulla Bioeconomia
La revisione dellaStrategia europea per la bioeconomia(sarà ufficialmente presentata il12 novembre 2025) mira a rafforzare la competitività dell’UE nel settore. ​ Mentre la proposta diDirettiva sul monitoraggio e la resilienza del suoloè stata votata definitivamente dal Parlamento europeo il 23 ottobre 2025

Novità Normative in Italia sull’Economia Circolare
L’aggiornamento del Cronoprogramma della Strategia Nazionale sull’Economia Circolare introduce misure e obiettivi chiave. Il cronoprogramma include 104 target, con 53 nuovi obiettivi. I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono stati aggiornati per vari settori, con scadenze specifiche. ​ I regolamenti End-of-Waste sono fondamentali per promuovere l’economia circolare in Italia. ​

Progetti Faro di Economia Circolare
I Progetti Faro rappresentano un’importante iniziativa del PNRR per sostenere l’economia circolare. Sono stati stanziati 600 milioni di euro per quattro linee di intervento: 274 progetti sono stati candidati, con 187 ammessi e 171 avviati entro marzo 2024.  La distribuzione geografica dei progetti mostra un’allocazione del 53% nel Centro-Sud. ​

Maturità delle Aziende Italiane nell’Economia Circolare
Le aziende italiane mostrano un aumento della maturità nell’adozione di pratiche circolari:
– il livello medio di maturità è aumentato da 2,2 a 3,1 su 5 dal 2024 al 2025;
– il 31% delle aziende è classificato come “adopters“, mentre il 34% come “next adopters“. ​
Settori come Waste-to-Energy e imballaggi mostrano le quote più alte di adozione. ​

Sensibilità dei Consumatori verso l’Economia Circolare
I consumatori mostrano una crescente consapevolezza e interesse per l’economia circolare. ​
Circa il 60% dei cittadini conosce l’economia circolare e cerca di applicarla nella vita quotidiana.
Il 54% preferisce acquistare prodotti nuovi, ma il 46% opta per modalità di consumo circolari. ​
La motivazione economica è il principale driver per il consumo circolare, con il 41% degli intervistati che cerca risparmi. ​

Il Ciclo Biologico nell’Economia Circolare
Il ciclo biologico è fondamentale per reintegrare materiali nella biosfera attraverso la bioeconomia.
Labioeconomia coinvolge settori come agroalimentare e bioindustria, promuovendo un uso sostenibile delle risorse.
Le bonifiche e la rigenerazione dei suoli sono cruciali per il recupero di terreni contaminati.
La normativa italiana prevede procedure per la bonifica e il ripristino ambientale, con oltre 36.000 siti in procedura di bonifica.

Tecniche di Bonifica del Suolo
Il Soil Washing e la Multi Phase Extraction sono tecniche innovative per la bonifica dei suoli contaminati:
– ilSoil Washingutilizza soluzioni acquose per rimuovere inquinanti dal suolo, restituendo terreno ripulito e riutilizzabile;
– laMulti Phase Extractionestrae simultaneamente liquidi e vapori inquinanti da suoli e acque sotterranee contaminati. ​
Queste tecniche riducono il volume di terreno da smaltire, abbattendo i costi di trasporto e conferimento in discarica. Offrendo un approccio sostenibile e coerente con la rigenerazione del suolo, restituendo valore e funzione al terreno. ​

Princìpi dell’Agricoltura Rigenerativa
L’agricoltura rigenerativa mira a rigenerare ecosistemi e migliorare la biodiversità. ​ Promuove la fertilità del suolo e limita l’erosione attraverso pratiche agricole innovative. Riduce l’uso di sostanze chimiche di sintesi e valorizza gli scarti del territorio Favorisce relazioni dignitose tra esseri viventi e promuove la conoscenza come bene collettivo. Integra allevamento e rotazione delle colture per migliorare la fertilità del suolo. ​

Ruolo delle Bioraffinerie nella Bioeconomia
Le bioraffinerie trasformano biomassa rinnovabile in prodotti chimici e materiali sostenibili. Attualmente, il 90% delle materie prime per l’industria chimica europea proviene da risorse fossili. Si punta a coprire il 30% delle materie prime chimiche con fonti rinnovabili entro il 2030. ​ In Europa operano quasi 3500 impianti di bioraffineria, con il 40% dedicato alla produzione di biometano. Le bioraffinerie chimiche producono sostanze ad alto valore aggiunto come cosmetici e farmaceutici. ​In Italia, le bioraffinerie si concentrano su materie prime oleaginose (32%) e amidacee (24%). ​

“Nonostante il parziale cambio di rotta imposto dal Clean Industrial Deal, che nel post Green Deal affianca al percorso di decarbonizzazione la più stringente tutela della competitività dell’industria europea – commentaVittorio Chiesa, Direttore di E&S – il riconoscimento del ruolo dell’economia circolare per il raggiungimento dei target al 2030 e al 2050 non risulta compromesso. Anzi, le recenti evoluzioni normative indicano un rinnovato interesse”.

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