Il Comitato di esperti indipendenti sulla disuguaglianza globale, guidato dal Premio Nobel per l’Economia Stiglitz e nominato dalla Presidenza sudafricana di turno del G20, ha presentato in vista della prossima sessione (Johannesburg, 22-23 novembre 2025) un Rapporto in cui si denuncia l’aumento della disuguaglianza è una minaccia per la democrazia e per la coesione sociale, proponendo la costituzione di un Panel internazionale di esperti per supportare i governi e le agenzie multilaterali con valutazioni e analisi autorevoli, come avvenuto con il lavoro dell’IPCC sui cambiamenti climatici.
I leader delG20si incontreranno aJohannesburg(Sudafrica) per un vertice di due giorni (22-23 novembre 2025), ospitato dalla Presidenza sudafricana di turno del G20, il cui motto è “Solidarietà, Uguaglianza, Sostenibilità“, per discutere di sfide e priorità globali, in particolare della crescita economica sostenibile, di sviluppo e finanziamento.
Le discussioni si svolgeranno in 3 sessioni (“Una crescita economica inclusiva e sostenibile che non lasci indietro nessuno”; “Un mondo resiliente: il contributo del G20” e “Un futuro equo e giusto per tutti”), concentrandosi in particolare su argomenti qualifinanziamenti per lo sviluppo,commercio,architettura finanziaria internazionale,cambiamenti climatici,giusta transizione energetica,materiali critici,lavoro dignitosoeintelligenza artificiale.
La riunione si svolge in un contesto di sconvolgimenti geopolitici senza precedenti e con gliStati Uniti che per la prima volta hanno deciso di non partecipare, denunciando disinteresse per il Forum che si svolge per la prima volta sul Continente africano.
I temi più divisivi restanoclima ed energia,gender,materie prime critiche,geopoliticaeguerra in Ucraina. Inoltre, la Presidenza Sudafricana spinge per includere riferimenti a disuguaglianze globali e debito africano, sulla base di un Rapporto che il PresidenteCyril Ramaphosaha commissionato ad un Comitato straordinario di esperti indipendenti, guidato dal Premio Nobel per l’EconomiaJoseph Stiglitz, Professore allaColumbia Universityed Economista capo delRoosevelt Institute,che i rappresentanti dei Paesi membri del G20 hanno dichiarato di essere disponibili a discutere, anche se non sono previste soluzioni operative.
IlRapporto“G20 Extraordinary Committee of Indipendent Experts on Global Inequality” è il primo rapporto in assoluto sulla disuguaglianza, ed oltre alla Presidenza di Stiglitz si è avvalso della collaborazione di altri 5 esperti di fama mondiale (la brasilianaAdriana Abdenur, l’ugandeseWinnie Byanyima,l’indianaJayati Ghosh, i sudafricaniImraan ValodiaeWanga Zembe-Mkabile) e della consultazione con importanti economisti ed esperti di disuguaglianza di tutto il mondo.
Il rapporto, che offre un’istantanea delle forze che danno origine alla disuguaglianza e del suo stato attuale, giunge in un momento di crescente preoccupazione per “l’aumento globale dei redditi e della ricchezza nella fascia alta della scala” e per lecrescenti difficoltà che ampie fasce della popolazione devono affrontare per arrivare a fine mese. Nell’analizzare le politiche che potrebbero contribuire ad alleviare la disuguaglianza, il rapporto si focalizza in particolare a livello internazionale, tra cui ilcontenimento della concentrazione aziendalee glisforzi per riformare l’architettura fiscale internazionale, già all’ordine del giorno del G20.
“È un onore per noi presentare questo rapporto al Presidente Ramaphosa e al G20– ha dichiarato Stiglitz –Le prove disponibili sulla disuguaglianza dovrebbero preoccupare i leader di tutto il mondo. Il mondo è consapevole che ci troviamo di fronte a un’emergenza climatica; è ora di riconoscere che anche noi ci troviamo di fronte a un’emergenza di disuguaglianza. Non si tratta solo di ingiustizia e di minaccia alla coesione sociale, ma è anche un problema per le nostre economie e politiche. La nostra commissione è fermamente convinta che alcuni degli effetti peggiori della disuguaglianza siano sulla democrazia. l lavoro del Comitato ci ha mostrato che la disuguaglianza è una crisi che necessita di un’azione concertata. Il passo necessario per intraprendere questa azione è che i decisori politici, i leader politici, il settore privato, i giornalisti e il mondo accademico dispongano di informazioni e analisi accurate e tempestive sulla crisi della disuguaglianza. Per questo motivo, raccomandiamo soprattutto la creazione di un nuovoGruppo Internazionale sulla Disuguaglianza, come quello dell’IPCC sui cambiamenti climatici, riunendo competenze tecniche a livello mondiale per monitorare la disuguaglianza e valutarne le cause”.

Il rapporto esamina e confronta i dati più recenti sullo stato della disuguaglianza, rivelando:
–L’83% dei Paesi, che rappresentano il 90% della popolazione mondiale, rientra nella definizione di elevata disuguaglianza della Banca Mondiale, ovvero Paesi che hanno7 volte più probabilità di subire un declino democratico rispetto ai Paesi più egualitari.
–L’1% più ricco ha acquisito il 41% della nuova ricchezza dal 2000, mentre il 50% più povero dell’umanità ha aumentato la propria ricchezza solo dell’1%,secondo i dati delWorld Inequality Lab. Ciò significa chel’1% più ricco ha visto la propria ricchezza media aumentare di 1,3 milioni di dollari, mentre il 50% più povero ha visto la propria ricchezza aumentare di soli 585 dollari nello stesso periodo, a prezzi costanti del 2024.
– Ladisuguaglianza tra tutti gli individui nel mondo è diminuita negli ultimi decenni, in gran partegrazie alla crescita del reddito in Cina, ma le prospettive di ulteriori riduzioni sono incerte. Ildivario di reddito complessivo tra i paesi del Nord e del Sud del mondo rimane molto elevato.
– I nuovi dati sul notevoleaumento della ricchezza ereditata mostrano che si prevede che nei prossimi dieci anni saranno tramandati agli eredi 70 trilioni di dollari di ricchezza, una sfida importante per la mobilità sociale, l’equità e la parità di opportunità.
Il Comitato sottolinea come la disuguaglianza, soprattutto nei casi più estremi, abbia moltepliciconseguenze negative a livello economico, politico e sociale, ciascuna delle quali interagisce con le altre in modi che ne esacerbano gli effetti negativi. In particolare,l’elevata disuguaglianza di ricchezza mina sia la democrazia che il progresso economico. I recenti eventi dal 2020, tra cui ilCOVID-19, laguerra in Ucrainaei nuovi dazi e le controversie commerciali dall’inizio del 2025, stanno creando una “tempesta perfetta” che sta ulteriormente aggravando povertà e disuguaglianza.Una persona su quattro nel mondo salta regolarmente i pasti, mentrela ricchezza dei miliardari ha raggiunto il livello più alto della storia.

Il Rapporto evidenzia comediverse politiche potrebbero contribuire a ridurre le disuguaglianze a livello nazionale e internazionalee sottolinea il ruolo che il G20 può svolgere nel facilitare il coordinamento globale:
–Riformare le regole economiche internazionaliRiprogettare le norme sulla proprietà intellettuale(in particolare in relazione alle pandemie e ai cambiamenti climatici),riscrivere le norme fiscali per garantire una tassazione equa delle multinazionali e degli ultra-ricchi(tenendo conto della Convenzione fiscale delle Nazioni Unite).
–Azione nazionale. Possono essere inclusi l’esplorazione del ruolo dellaregolamentazione a favore dei lavoratori,la riduzione della concentrazione aziendale, latassazione di ingenti plusvalenze, gliinvestimenti nei servizi pubbliciepolitiche fiscali e di spesa più progressive.
–Nuovi modelli di cooperazione. Data l’attuale volatilità geopolitica, esplorare nuovi sforzi tra i paesi, ad esempio in materia ditasse, commercio e transizione verde.
Per il Comitato la proposta prioritaria per unInternational Panel on Inequality(IPI) sarebbe una “eredità permanente della Presidenza sudafricana del G20“, mentre l’organismo tecnico, incentrato su dati e analisi rilevanti per le politiche, sarebbe sostenuto da “Paesi promotori, con le agenzie multilaterali come principali stakeholder“.
“Il lavoro del Comitato ci ha mostrato che la disuguaglianza è una crisi che necessita di un’azione concertata– ha sottolineato il Presidente sudafricano Cyril Ramaphosa –Il passo necessario per intraprendere questa azione è che i decisori politici, i leader politici, il settore privato, i giornalisti e il mondo accademico dispongano di informazioni e analisi accurate e tempestive sulla crisi della disuguaglianza. Per questo motivo, raccomandiamo soprattutto la creazione di un nuovo Gruppo Internazionale sulla Disuguaglianza, sulla base dell’eccezionale lavoro svolto dall’IPCC sui cambiamenti climatici, riunendo competenze tecniche a livello mondiale per monitorare la disuguaglianza e valutarne le cause”.
