Energia Inquinamenti e bonifiche

Decarbonizzazione industriale attraverso l’elettrificazione

Uno Studio realizzato da FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) con il supporto della European Climate Foundation, ha analizzato la maturità della filiera italiana per la decarbonizzazione dei processi termici industriali, evidenziando barriere e opportunità di sviluppo della catena del valore, nonché il potenziale contributo di queste soluzioni alla competitività del sistema industriale. Gli appuntamenti di FIRE a KEY (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026).

È stato presentato il 24 febbraio 2026 nel corso del Convegno “La decarbonizzazione dell’industria”, promosso da FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), l’Associazione senza scopo di lucro riconosciuta giuridicamente e attiva nel settore energetico e ambientale,  in collaborazione con il GSE, lo Studio Catena del valore delle tecnologie di elettrificazione industriale in Italia”, realizzato da FIRE con il supporto della European Climate Foundation, che offre un’analisi sistematica della filiera italiana delle tecnologie per l’elettrificazione del calore e il recupero del calore di scarto nei processi industriali, esaminandone configurazione, grado di maturità e dinamiche di mercato, con l’obiettivo di comprenderne la struttura, le dinamiche di sviluppo e il potenziale contributo alla decarbonizzazione del settore.

Il lavoro si concentra sulla catena del valore che va dai produttori di tecnologie e componenti agli installatori, dalle ESCO e società di servizi ai professionisti dell’energia, fino agli utilizzatori finali industriali, mettendo in luce barriere, opportunità, casi di successo e traiettorie evolutive percepite dagli operatori.

L’attenzione è rivolta in particolare alle tecnologie oggi disponibili per il calore a bassa e media temperatura – come pompe di calore industriali, caldaie e resistenze elettriche, sistemi di ricompressione meccanica del vapore, soluzioni di recupero da cascami termici – e alle relative filiere produttive, che in larga misura hanno una base manifatturiera europea e, in diversi segmenti, una presenza rilevante in Italia. Il focus geografico è nazionale, ma inquadrato nel contesto delle politiche e dei mercati europei.

Dal punto di vista metodologico, il lavoro è stato realizzato in 3 fasi:
– in primo luogo, è stata condotta un’ampia analisi di letteratura che ha raccolto e sistematizzato studi, rapporti, ricerche, paper scientifici e documenti di policy a livello europeo e nazionale, che ha permesso di delineare il quadro di riferimento in termini di scenari energetico-climatici, tendenze dei consumi di calore industriale, stato di maturità delle tecnologie e strumenti di supporto già in essere, nonché di identificare il ruolo potenziale dell’elettrificazione e del recupero del calore nella riduzione delle emissioni dell’industria;
– in secondo luogo, è stata realizzata un’indagine quantitativa tramite la somministrazione di un questionario online rivolto agli attori della filiera, che ha costituito una base informativa per valutare la percezione del mercato circa maturità tecnologica, potenziale di applicazione, barriere economiche, tecniche e regolatorie ed efficacia delle politiche esistenti;
– infine, è stato sviluppato un approfondimento attraverso interviste a stakeholder selezionati tra i rispondenti al questionario e tra alcuni dei principali soggetti coinvolti nella filiera (associazioni di categoria, imprese leader nella realizzazione di tecnologie per l’elettrificazione del calore e per il recupero termico, e soggetti attivi in diversi comparti industriali) che ha permesso di integrare i risultati dell’indagine con punti di vista esperienziali, esempi concreti di interventi realizzati, elementi di contesto specifici per settore e proposte operative sulle modalità più efficaci per superare le barriere e valorizzare il ruolo della filiera nazionale.

Dallo studio emerge come l’efficientamento energetico dell’industria sia oggi un tema sistemico, che richiede interventi sia da parte delle imprese, sia sulla generazione e sulle reti. ]Decarbonizzare alcuni processi industriali è già oggi possibili e con successo, conseguendo benefici in termini di sicurezza energetica, riduzione dei rischi e competitività, oltreché di minori costi energetici e carbonici – ha affermato Dario Di Santo, Direttore di FIRE e co-autore della ricerca – Per superare le barriere esistenti e supportare le imprese nell’adozione delle soluzioni legate all’elettrificazione e ai recuperi termici, considerati gli incentivi già in essere, riteniamo utile introdurre programmi di informazione e formazione per la filiera, dare seguito alle politiche già previste ma non ancora attuate, come il FER T [Ndr: si tratta dell’atteso Decreto del MASE che introduce un nuovo meccanismo di incentivazione per grandi progetti di produzione energetica da fonti rinnovabili termiche], e rivedere, pur con le cautele del caso, la struttura prezzi di elettricità e gas, che oggi non favorisce questi investimenti”.

Nello studio si evidenzia che in Europa i tassi di elettrificazione dei consumi finali globali sono molto variabili: l’Italia si colloca leggermente sotto la media UE27 (22,3% vs 23%). Per contro, il tasso di elettrificazione industriale dell’Italia è tra i più elevati in Europa (39% nel 2022), il più alto tra i paesi più grandi e al di sopra alla media UE27 pari a 33,3%.

Spostandosi sul potenziale delle elettro-tecnologie, questo varia in base al settore: nei comparti a bassa temperatura (alimentare, cartario) l’elettrificazione è già possibile con le tecnologie attuali, mentre, nei settori hard-to-abate, come la siderurgia, l’applicazione delle soluzioni elettriche è invece ancora limitata. Si evidenzia che i settori hard-to-abate hanno un ruolo fondamentale nel tessuto industriale italiano, generando il 5% del valore aggiunto lordo nazionale mentre, se si considera l’impatto emissivo, tali industrie risultano responsabili di circa il 20% delle emissioni complessive di CO2 dirette (scope 1) a livello nazionale. Per questo lo studio evidenzia anche l’importanza dei programmi di ricerca e sviluppo, in particolare per supportare progetti pilota e accelerare l’introduzione di soluzioni idonee a decarbonizzare anche processi ad alta temperatura.

Dallo Studio emerge la solidità della filiera produttiva italiana. Per quanto concerne le pompe di calore, l’Italia detiene una posizione di primato nella componentistica, con il 60% dei componenti delle pompe di calore, in uncontesto continentale dove la filiera realizzativa oscilla tra l’85% e il 90%. Il dato sottolinea come la decarbonizzazione dell’industria, oltre a essere un obiettivo ambientale, rappresenti anche un’opportunità di politica industriale per rafforzare l’autonomia strategica e la competitività economica dell’Europa e dell’Italia, riducendo la dipendenza da tecnologie extra-UE. Per quanto riguarda l’assemblaggiol’Italia è il secondo Paese dopo la Germania in Europa sia per valore occupazionale sia per valore della produzione.

Dall’indagine rivolta ai stakeholder del settore è emerso che:
– le principali barriere per l’elettrificazione sono la diffidenza degli utilizzatori e dei manutentori nei confronti di tecnologie poco conosciute, la scarsa propensione di alcune imprese al risparmio energetico e all’adozione di sistemi di monitoraggio e la capacità inadeguata della rete elettrica;
– sono considerate più efficaci nel favorire lo sviluppo della filiera le politiche rivolte a supportare ricerca e sviluppo, i meccanismi di incentivazione per le imprese e quelli legati al costo del carbonio (per esempio, ETS);
– in ottica orizzonte 2030 sono considerate necessarie politiche volte alla formazione del personale delle imprese e degli operatori di filiera e alla digitalizzazione, coerentemente con l’esigenza di superare le prime due barriere citate sopra;
– gli interventi di elettrificazione dei consumi si accompagnano a benefici non energetici, come la riduzione della CO2, con i relativi impatti sui costi, e dell’inquinamento, oltre ad un miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti;
– fra le leve che potrebbero stimolare le imprese ad adottare le soluzioni considerate nello studio si segnalano gli obiettivi delle politiche di decarbonizzazione, la volontà di proporsi come realtà sostenibili e la convenienza crescente di alcune elettrotecnologie rispetto alle controparti tradizionali.

Fonte: Slide di presentazione del Rapporto da parte di Diego Moretti Consulente FIRE e co-autore del Rapporto.

Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (i cosiddetti Certificati Bianchi) è unanimemente riconosciuto dagli operatori come uno degli strumenti più efficaci a supporto dell’efficienza energetica, ma necessita di un continuo miglioramento ed adattamento alla nuova generazione di interventi legati all’elettrificazione e al recupero termico.

Per renderlo davvero attrattivo agli occhi delle imprese e della filiera, gli stakeholder suggeriscono in particolare di:
–  valorizzare maggiormente il ruolo degli EGE (Esperti di Gestione dell’Energia) e dei professionisti dell’energia, che possono accompagnare le aziende nella progettazione degli interventi e nell’accesso ai TEE;
– ampliare le schede standard anche a interventi industriali innovativi, oggi poco rappresentati, riducendo il ricorso a richieste di chiarimento e ulteriori pratiche a consuntivo, più complesse e costose. In questa prospettiva i certificati bianchi restano uno strumento centrale, ma necessitano di un continuo miglioramento ed adattamento alla nuova generazione di interventi legati all’elettrificazione e al recupero termico.

A questi aspetti si aggiungono, per le tecnologie termiche, 2 criticità specifiche emerse con forza nelle interviste:
non è possibile incentivare pompe di calore alimentate con calore di recupero da cascami termici, ma solo pompe alimentate da fonte rinnovabile (acqua, terreno);
i requisiti DNSH (Do No Significant Harm) escludono l’uso di vari refrigeranti tuttora ampiamente diffusi, creando un disallineamento tra le specifiche del meccanismo e l’offerta reale del mercato.

In conclusione, lo studio mostra come:
l’evoluzione delle elettrotecnologie e delle soluzioni per il recupero termico nell’industria stia un po’ per volta allargando il perimetro delle imprese che possono beneficiare di queste tecnologie per ammodernare i loro processi, decarbonizzandoli incrementando la propria competitività.;
le pompe di calore rappresentino il fulcro di queste opportunità, soprattutto per i processi a temperatura medio-bassa;
l’innovazione in corso continui ad alzare il livello termico soddisfacibile e a ridurre i costi, ampliando la platea dei beneficiari;
l’accelerazione e lo stimolo ad una disponibilità crescente di soluzioni in grado di favorire lo sviluppo delle filiere europee e nazionali siano essenziali per incrementare la competitività riducendo le emissioni di gas serra e conseguire benefici non energetici sia a livello di azienda che di sistema;
sia possibile migliorare la sicurezza energetica dell’UE e dei suoi Paesi membri, riducendo la dipendenza dall’estero e l’esposizione a disponibilità e volatilità dei costi di combustibili fossili e tecnologie.

FIRE sarà presente (Pad. A5 – Stand 450) a KEY – The Energy Transition Expo 2026 (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), la Manifestazione IEG (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo dedicata alle tecnologie della transizione energetica low carbon e dell’efficienza energetica, con un ricco programma di eventi dedicati all’efficienza energetica, alla transizione digitale e agli strumenti di supporto alle politiche energetiche.

Misura e Verifica dei risparmi energetici: per scoprire come la Misura e Verifica (M&V) rappresenti lo strumento fondamentale per quantificare in modo oggettivo i risultati degli interventi di efficienza energetica, riduzione delle emissioni e uso più razionale delle risorse e come possa supportare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e di efficienza energetica (Giovedì, 5 marzo 2026, ore 14.30 – 16.00 – Sala Mimosa (pad. B6)

Certificati bianchi: le novità per target e regole. Tradizionale appuntamento organizzato in collaborazione con KEY, che illustrerà i risultati raggiunti, gli strumenti attivati dal GSE per supportare gli operatori, e le novità, nell’ottica di favorire la partecipazione allo schema da parte degli operatori. Sono destinatari principali le ESCO, le società di servizi energetici, le imprese che producono tecnologie nell’ambito dell’efficienza energetica, le organizzazioni con energy manager, i distributori di energia elettrica e gas naturale Giovedì, 5 marzo 2026, ore 16.30 – 18.00 – Efficiency Arena, pad. A7). 

L’intelligenza artificiale applicata all’efficienza energetica. Nel workshop si parlerà delle opzioni oggi disponibili per usare l’IA per l’energy management e gli sviluppi recenti. Gli interventi consentiranno di farsi un’idea dell’attuale situazione e degli sviluppi futuri delle applicazioni utili per migliorare l’uso dell’energia nelle imprese e negli enti. Un appuntamento pensato per energy manager, EGE, utility, ESCO e gli altri stakeholder coinvolti nella gestione dell’energia, decarbonizzazione e sostenibilità (Venerdì, 6 marzo 2026, ore 12.00 – 13.30 – Efficiency Arena – pad. A7)..

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