il Rapporto e-food DOP IGP Italia, realizzato da Origin Italia in collaborazione con Fondazione Qualivita, che analizza attraverso due studi specifici il mercato digitale dell’e-commerce e del food delivery dei prodotti DOP IGP italiani, evidenzia come a fronte di un mercato maturo e stabile ci sia ancora molto da investire per promuovere al meglio e tutelare le IG italiane.
A fronte di un mercato maturo e stabile per il settore dell’e-commerce e del food delivery, sono ancora pochi i produttori DOP IG che vendono online, spesso non sfruttando appieno la vetrina che hanno a disposizione, con descrizioni carenti e foto del packaging in cui non è evidente la certificazione. Dell’importanza delle DOP IG come driver di scelta di un prodotto da parte del consumatore si sono invece accorti coloro che non li producono: in alcuni casi è stata infatti riscontrata poca trasparenza nell’utilizzo di nomi molto vicini a quelli delle DOP IG. Da parte degli operatori, sembra esserci interesse a tutelare il più possibile le IG, ma non ancora ad usarle come driver di scelta.
È quanto emerge dalRapportoe-food DOP IGP Italia, realizzato da Origin Italia,in collaborazione con Fondazione Qualivita, per analizzare attraverso due studi specifici, realizzati con il contributo del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste(MASAF), ilmercato digitale dell’e-commercee quello delfood delivery dei prodotti DOP IGP italiani, esplorando le trasformazioni delle abitudini alimentari e di spesa dei consumatori.
“Questa indagine costituisce un primo passo fondamentale e rappresenta uno strumento conoscitivo essenziale per colmare una significativa lacuna nella strategia di valorizzazione e tutela dei prodotti DOP e IGP italiani – indagine – ha affermato il Presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi – Grazie al costante impegno dell’ICQRF nella lotta alla contraffazione, esiste ora un mercato digitale dove le indicazioni geografiche possono operare in modo efficace. Per continuare a crescere, è però indispensabile che il sistema dei Consorzi di Tutela incoraggi le proprie imprese ad essere maggiormente presenti in questi canali, sviluppando una propria progettualità”.
Infatti, è stata riscontrata la presenza di prodotti che sembrano generici ma non lo sono:andrebbero in questi casi evidenziati in misura maggiore le certificazioni DOP IG con loghi, tag o altro.

Il monitoraggio sul settore e-commerce – che nel 2023 ha visto l’agroalimentare tra le prime categorie per incidenza degli acquisti online con il 25% degli utenti impegnati nella spesa alimentare (Dati Netcomm NetRetail, 2023), ha coinvolto20 piattaforme di vendita, da giganti (Amazon, Ebay,Alibaba,Coop,Conad,Esselunga, ecc) fino a marketplace specializzati e start-up emergenti, con analisi sul contesto, i numeri e le strategie di vendita delle DOP IGP. Lo studio ha previsto inoltre unmonitoraggio verticale su 10 prodotti DOP IGP per i quali è stata effettuata un’analisi quali-quantitativa all’interno di selezionate piattaforme.
Lo studio dedicato al settore food deliveryche, sebbene in flessione negli ultimi anni, gioca ancora un ruolo importante – si è basato sull’analisi di6 importanti piattaforme(tra cuiJust Eat,Deliveroo,Glovo), anche qui selezionate non solo considerando i 3 big player. Letendenze emerse sottolineano un forte orientamento a convenienza e rapidità di consegna, aspetti cruciali per il consumatore moderno.
Entrambi gli studi, inoltre, propongono interviste con operatori chiave del mercato e portano come risultati una mappatura delle piattaforme e dei prodotti DOP e IGP. Da un punto di vista quantitativo, in particolare si segnalano oltre 7.400 le referenze DOP IGP di cui oltre4.000 a Denominazione di Origine Protettae oltre3.400 a Indicazioni Geografica Protetta, con significative differenze tra le diverse categorie di prodotto. Tali numeri segnalano anche l’ampio margine di crescita per le attività dei Consorzi di tutela sia in termini di azioni promozionali sia nella creazione di canali di vendita e-commerce ufficiali per le aziende associate che al momento sono riscontrabili solo in due casi.
Per quanto riguarda lepiattaforme di food deliveryla presenza dei prodotti DOP IGP risulta ancora marginalecon pochissime offerte con segnalazione dei prodotti a Indicazione Geografica imponendo come primo passo una forte necessità di presidiare il settore.
Tra gli output degli studi su e-commerce e food delivery sono proposte analisi SWOT dei singoli settori e linee guida operative per i Consorzi di tutela,i produttori e gli operatori del settore, mirate a migliorare la promozione e la tutela delle IG nel contesto digitale.
Da un punto di vista qualitativo sono 3 i macro-elementi emersi dall’analisi delle piattaforme e-commerce e food delivery che, in maniera costruttiva, possono essere viste come “leve di miglioramento” della presenza DOP IGP nei mercati digitali per Consorzi di tutela, aziende e piattaforme digitali:
-In primis, nel totale, sonopochi i produttori DOP IGP che utilizzano la vendita online e tra di loro sono numerosi quelli in cui le vetrine dei prodotti risultano incomplete, per esempio è frequente la mancanza di foto, rendendo difficile per i consumatori valutare un acquisto di qualità.
– Un secondo aspetto critico riguarda l’errato o il mancato utilizzo di acronimi, marchi esegni distintividelle DOP IG da parte, molto spesso, delle aziende aderenti al Marketplace o delle piattaforme digitali responsabili della fase di commercializzazione al pubblico.
– Il terzo aspetto riguarda il basso utilizzo delle DOP IG come driver di scelta da parte delle piattaforme digitali: solo pochi player infatti utilizzano le certificazioni d’origine come filtri di ricerca o “tag” all’interno della selezione della spesa.
A fronte del grande lavoro svolto dall’ICQRF(Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) del MASAF per bloccare i tentativi di contraffazione, ilmiglioramento dei 3 macro elementi potrebbe aiutare Consorzi e Aziende DOP IGP nella sfida contro la presenza di prodotti generici che sfruttano la visibilità delle IG per rincorrere un posizionamento di qualità, danneggiando e
“Dagli studi emerge l’importanza di garantire un’esperienza di acquisto online efficace per i prodotti agroalimentari di qualità, attraverso un impegno significativo nella gestione delle informazioni–ha sottolineatoMauro Rosati, Direttore di Origin Italia– La trasparenza nei contenuti e nell’etichettatura dei prodotti è cruciale, poiché il consumatore non ha la possibilità di toccarli fisicamente. Le aziende, i Consorzi di tutela e le piattaforme digitali hanno l’opportunità di colmare questa distanza raccontando il percorso di tracciabilità e certificazione del prodotto, narrando la sua storia e quella dei suoi produttori per creare un legame di fiducia con i clienti. Informazioni corrette e trasparenti non solo comunicano efficacemente con il consumatore, ma permettono anche di sviluppare pienamente funzionalità importanti delle piattaforme digitali, come i motori di ricerca dei prodotti, essenziali per comprendere le richieste e trovare i prodotti desiderati”.
I risultati dello studio trovano la sintesi finale in un report con i seguenti risultati:
–Dati e numeri del settore: mappatura delle piattaforme e dei prodotti DOP e IGP in Italia.
–Interviste agli operatori di settore: casi di studio di operatori chiave del mercato.
–Analisi SWOT: punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce si e-commerce e food delivery.
–Linee guida operative: Indicazioni per il sistema nel suo complesso e per i singoli Consorzi.
