L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, lo studio semestrale che incrocia le informazioni riportate sulle etichette di oltre 139 mila prodotti di largo consumoin vendita nella grande distribuzione rilevati da NielsenIQ, ha individuato ben 4.595 prodotti Dop, Doc e Docg nell’assortimento di supermercati e ipermercati; un insieme di prodotti che hanno sviluppato nel 2023 oltre 1,5 miliardi di euro di sell-out con un aumento del +5,6% a valore ed una diminuzione del -1,2% in volume.
Nonostante le difficili dinamiche inflattive, la spesa italiana resta attenta a sicurezza e naturalità dei prodotti e a benessere e sostenibilità.
A rilevarlo è la15ma edizionedell’Osservatorio Immagino, diffusa il 14 giugno 2024, realizzata in collaborazione con NielsenIQ da GS1 Italy, organizzazione no-profit che sviluppa e mantiene standard globali per la comunicazione tra imprese e unico ente autorizzato a rilasciare i codici a barre, che racconta ogni 6 mesi le preferenze degli italiani incrociando le informazioni riportate sulle etichette dioltre 139 mila prodotti di largo consumo digitalizzati a dicembre 2023 da Immagino (oltre 100 variabili tra ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) con le rilevazioni NielsenIQ, che sono responsabili dell’83,1% del giro d’affari 2023 del canale in supermercati e ipermercati su tutto il territorio nazionale.
Un’analisi minuziosa, che ha permesso anche di individuare36 claimche hanno registrato vendite positive sia a valore che a volume, resistendo alla prova dell’inflazione e ilmonitoraggio di 13 macro-fenomeni, in valore e volume, di11 panieri, tra food e non food, e2 Dossier tematici, sulla sostenibilità e sulla comunicazione in etichetta dei gusti dei prodotti alimentari.
“I prodotti dotati delle indicazioni geografiche riconosciute dalla UE sono protagonisti indiscussi del paniere di spesa italiano nonché apprezzati ambasciatori del made in Italy–ha osservato nella prefazioneMarco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy –Considerando le Dop (Denominazione di origine protetta), le Doc (Denominazione di origine controllata) e le Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), l’Osservatorio Immagino ha individuato ben 4.595 prodotti Dop, Doc e Docg nell’assortimento di supermercati e ipermercati; un insieme di prodotti che hanno sviluppato nel 2023 oltre 1,5 miliardi di euro di sell-out con un aumento del +5,6% a valore ed una diminuzione del -1,2% in volume.Ma chi compra i prodotti DOP?I principali profili di acquirenti di prodotti DOP fanno riferimento a consumatori attenti alla qualità, generalmente disposti a spendere di più per prodotti che garantiscano un elevato standard qualitativo, di eccellenza e autenticitàMa anche amanti della tradizione che apprezzano i metodi di produzione ed il legame con il territorio. Ancora, consumatori consapevoli, informati e attenti alle etichette, che cercano prodotti con certificazioni di origine e qualità, sensibili agli aspetti etici e ambientali legati alla produzione alimentare. Spesso sono anche gourmet e appassionati di cucina che cercano ingredienti di alta qualità per le loro preparazioni culinarie. Infine non va dimenticato il crescente numero di turisti e consumatori internazionali che durante i loro viaggi desiderano portare a casa un pezzo dell’esperienza gastronomica vissuta”.
Questo ruolo da prim’attori non esime i DOP, però, dagli effetti della riallocazione del budget della spesa domestica delle famiglie italiane. Infatti, nel corso del 2023, ilcarrello dei prodotti italiani ha accusato un -4,5% dei volumi a fronte di un aumento del +7,4% del giro d’affari, con un’offerta in contrazione del -1,2% e una domanda in crescita del +8,6%. L’andamento annuo divergente tra valori e volumi si ritrova in 6 delle 7 indicazioni rilevate dall’Osservatorio Immagino, con un’accentuazione maggiore del calo dei volumi per il claim “prodotto in Italia”. È andata controcorrente solo laDOP(Denominazione di origine protetta), l’unica ad aver chiuso il2023 con volumi maggiori rispetto all’anno precedente (+1,6% a volume e +9,1% a valore).

I clienti di supermercati e ipermercati possono scegliere tra10.420 prodotti che specificano sulle etichette le loro provenienze regionali. Quest’ampia offerta, che rappresenta il 10,9% della numerica presente in questo canale, ha chiuso il 2023 conun aumento del +5,2% del valore delle vendite, riuscendo a superare i 3 miliardi di euro (7,7% di incidenza sul totale alimentare rilevato). Invece levendite in volume sono arretrate del -3,7%, anche a causa di una componente push negativa per il -1,4% e nonostante una componente pull in crescita del +6,6%.
Tutte leregioni hanno accresciuto il loro giro d’affari. Il trend più rilevante è stato quello delMolise(+9,2% a volume e +17,3% a valore), seguito daPuglia (+0,9% a volume e +12,8% a valore),Valle d’Aosta(+6,2% a volume e +12,7% a valore),Sardegna(-06% a volume e +12,7% a valore),Basilicata(+4,3% a volume e +12,0% a valore).
“In generale,i prodotti DOP attraggono un pubblico variegato ma accomunato dalla ricerca di autenticità, qualità superiore e rispetto delle tradizioni– ha concluso Cuppini –Questo tipo di consumatore riconosce e apprezza il valore aggiunto che tali prodotti portano alla tavola, rendendo il loro acquisto una scelta consapevole e significativa, spesso guidata da un bagaglio di informazioni veicolate dalle etichette che arricchisce il valore del prodotto. In sintesi, i dati delle etichette dei beni di largo consumo sono vitali per garantire quei valori di trasparenza e sicurezza tanto ricercati dal cliente, oltre a rappresentare una risorsa strategica da preservare per le aziende nel mercato competitivo attuale”.
Uno dei Dossier ha riguardato lecaratteristiche del gusto segnalato in etichetta. Ne sono state segnalate 13, su 2.468 referenze che anticipano già sulle etichette l’esperienza di gusto che offriranno al momento del consumo dei prodotti, che rappresentano il 2,9% del totale alimentare rilevato, con un giro di affari di oltre 793 milioni di euro (+9,0 rispetto all’anno precedente). Il claim “fruttato” è quello che ha avuto il trend più brillante (+24,4% a valore e +5,7% a volume), trainato dacaffè macinato e altri infusie, solo a valore, anche daolio extravergine di oliva.
