Eurostat ha pubblicato i dati sull’economia circolare in UE da cui emerge che l’Italia nel 2023 ha avuto un tasso di circolarità del 20,8%, superata solo dai Paesi Bassi, non distante dall’obiettivo europeo al 2030 (23,2%) previsto dal Piano d’azione per l’economia circolare.
Nel 2023 il tasso di utilizzo circolare dei materiali o “tasso di circolarità”, che misura il contributo dei materiali riciclati all’uso complessivo dei materiali, è stato dell’11,8%, in aumento dello 0,3%, la percentuale più alta finora registrata.
Lo rilevaEurostat che ha pubblicato il 13 novembre 2024 idatidettagliati sull’economia circolare.
A livello di Paesi iltasso di circolarità più elevatonel 2023 è stato registrato neiPaesi Bassi(30,6%), seguiti daItalia(20,8%) eMalta(19,8%), mentre quello più basso inRomania(1,3%),Irlanda(2,3%) eFinlandia(2,4%).

Nella valutazione deitipi di materiali, il tasso di circolarità a livello UE è stato più elevato peri minerali metallicicon il 24,7% (+2,2% rispetto al 2022), seguito daiminerali non metallicicon il 13,6% (+0,3%), dallabiomassacon il 10,1% (+0,7%) e daimateriali/vettori di energia fossile,comprensivi delleplastiche,con il 3,4% (+0,6%).
In base alPiano d’azione per l’economia circolareil tasso di utilizzo circolare dei materiali nell’UE entro il 2030 dovrà raggiungere il 23,2%.
Le risorse materiali sono essenziali per il funzionamento delle nostre economie e per il mantenimento dei nostri stili di vita. Tuttavia, l’estrazione di tali risorse e i conseguenti scarichi di residui e rifiuti possono creare rischi per l’ambiente e la salute umana.
Lo scopo di un’economia circolare è quello di mantenere il valore di prodotti, materiali e risorse il più a lungo possibile restituendoli al ciclo del prodotto dopo che hanno raggiunto la fine del loro ciclo di vita, riducendo al minimo la generazione di rifiuti. Quando il loro ciclo di vita termina, i prodotti possono essere riciclati, inceneriti o scartati come rifiuti residui. Questi flussi di materiali sono una parte essenziale, anche se non l’unica, dell’economia circolare. Meno prodotti scartiamo e più ricicliamo, meno materiali estraiamo, a vantaggio del nostro ambiente.

Per quantificare e studiare il flusso di materiali naturali e il loro utilizzo nell’economia, Eurostat utilizza conti di flusso di materiali per l’intera economia. Questi flussi di materiali escludono acqua e aria.
Eurostat raccoglie le seguenti variabili dei flussi di materiali:
– estrazioni nazionali di materiali, suddivisi in biomassa, minerali metallici, minerali non metallici e materiali/vettori di energia fossile;
– importazioni ed esportazioni di materiali;
– output nazionali trasformati ed emissioni nell’aria.
Alcuni indicatori derivati dai conti dei flussi di materiali dell’intera economia sono:
– consumo interno di materiali che misura la quantità totale di materie prime estratte dal territorio di un paese, più tutte le importazioni fisiche e meno tutte le esportazioni fisiche;
– produttività delle risorse, il rapporto tra il prodotto interno lordo (PIL) generato per unità di materiale nazionale consumato (DMC), che indica la capacità dell’economia UE di creare ricchezza con meno estrazioni di risorse naturali, o di creare più ricchezza con la stessa quantità di estrazioni (decoupling);
–impronta materiale, anche chiamataconsumo di materie prime, che misura la domanda mondiale di estrazioni di materiali innescata dal consumo e dagli investimenti nell’UE.
