8 Agosto 2022
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Cancro del colon: si previene anche consumando brassicacee

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Si sapeva che gli ortaggi della famiglia delle brassicacee o crucifere (cavoli, cappucci, verze, broccoli, rape, ecc.) sono ricchi di composti salutari che aiutano a combattere le principali malattie degenerative, ma molti dei meccanismi dietro di essi rimangono sconosciuti.

Ora un nuovo Studio condotto dall’Istituto Francis Crick di Londral’Istituto di ricerche biomediche più importante d’Europa che collabora con Cancer Research UK, e pubblicato sul numero di agosto della prestigiosa Rivista peer-reviewed Immunity, offre la prova concreta che i topi alimentati con una dieta ricca di indolo-3-carbinolo (I3C) che viene prodotto quando si assume le verdure del genere Brassicacee , erano protetti dall’infiammazione intestinale e dal cancro del colon, attivando una proteina chiamata recettore dell’aril idrocarburo (AhR).

Il ruolo dell’AHR nell’intestino è complesso, ma agisce soprattutto come un sensore ambientale, trasmettendo segnali alle cellule immunitarie e alle cellule epiteliali nel rivestimento dell’intestino per proteggerci dalle risposte infiammatorie ai trilioni di batteri che vivono nell’intestino.

Abbiamo studiato topi geneticamente modificati che non possono produrre o attivare l’AhR nel loro intestino, scoprendo che hanno subito sviluppato un’infiammazione intestinale progredita fino al cancro del colon – ha spiegato la D.ssa Amina Metidji del Francis Crick Institute e principale autrice dello Studio (tra gli altri co-autori, anche le due nostre connazionali Sara Omenetti e Stefania Crotta) – Tuttavia, quando abbiamo somministrato loro una dieta arricchita con I3C, non hanno sviluppato infiammazione o cancroIl dato interessante è che quando i topi il cui cancro era già in fase di sviluppo sono passati alla dieta arricchita con I3C, sono finiti con un numero significativamente inferiore di tumori, per lo più benigni”.

Studiando sia i topi che dei “mini intestini” di topi fatti con le cellule staminali, i ricercatori hanno scoperto che l’AhR è essenziale per riparare le cellule epiteliali danneggiate. Senza l’AhR, le cellule staminali intestinali non si differenziano in cellule epiteliali specializzate che assorbono i nutrienti o generano il muco protettivo, dividendosi in modo incontrollabile in grado di provocare il cancro del colon.

Osservare l’effetto profondo della dieta sull’infiammazione intestinale e sul cancro al colon è stato molto sorprendente – ha affermato Gitta Stockinger, Immunologa molecolare e coordinatrice del Gruppo al Francis Crick Institute, nonché co-autrice della ricerca – Ci riferiamo spesso a come il cancro del colon sia una malattia promossa da una dieta occidentale ricca di grassi e povera di contenuto vegetale, e i nostri risultati confermano un meccanismo alla base di questa osservazione. Molte verdure producono sostanze chimiche che mantengono l’AhR attivo nell’intestino. Promuovere le sostanze chimiche nella dieta può correggere i difetti causati da insufficiente stimolazione dell’AhR che, viceversa, può ripristinare la differenziazione delle cellule epiteliali, offrendo resistenza alle infezioni intestinali e prevenendo così il cancro del colon. Questi risultati sono motivo di ottimismo: quantunque non si possa modificare i fattori genetici che aumentano il rischio di cancro, si può però ridurre tali rischi adottando una dieta appropriata ricca di verdure”.

Oltre a correggere l’espressione genica alterata di AhR, anche l’I3C introdotto nella dieta ha avuto un effetto sorprendente sui topi non modificati con normale espressione di AhR. Mentre i topi normali nutriti con alimenti arricchiti con I3C non sviluppavano tumori durante lo studio, quelli alimentati con la normale dieta di controllo ne sviluppavano.

Questo studio sui topi suggerisce che non solo la fibra contenuta nelle verdure del genere brassicacee, come broccoli e cavoli, aiuta a ridurre il rischio di cancro intestinale, ma anche le molecole presenti in queste verdure – ha commentato il Professor Tim Key, esperto del Cancer Research UK su dieta e cancro – È un’ulteriore prova di quanto sia importante una sana dieta alimentare, ricca di verdure. Ulteriori studi aiuteranno a scoprire se le molecole di questi vegetali hanno lo stesso effetto sulle persone, ma nel frattempo ci sono già molti buoni motivi per mangiare più verdure

E non solo per la salute, ma anche per l’ambiente.

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