Nel corso di un evento collaterale della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità (CBD-COP16) di Cali, ETIFOR- Valuing Nature, Società di consulenza ambientale che lavora con enti e aziende per migliorare i benefici economici, ambientali e sociali di politiche, progetti e investimenti, ha presentato il 25 ottobre 2024 il primo Rapporto che analizza lo stato attuale dell’integrazione della biodiversità nelle aziende italiane.
Oltre 4.000 imprese in Italia saranno obbligate alla rendicontazione dalla Direttiva UE sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD), approvata a fine agosto che richiede alle aziende di adattare le proprie strategie per monitorare e rendicontare aspetti legati alla sostenibilità, inclusa la biodiversità, che avrà, comunque, effetti a cascata su tutte le PMI che in Italia sono più del 75% (760.000 imprese).
Si tratta di un fronte su cui c’è ancora molto da lavorare: solo il 25% delle aziende valuta attualmente il proprio impatto sulla biodiversità; il 48% prevede di integrarla nelle proprie strategie entro i prossimi cinque anni; il 33% include già la biodiversità nella propria rendicontazione, ma solamente il 19% ha adottato gli standard ESRS di informativa sulla sostenibilità ambientale come richiesto dalla CSRD.
È quanto emerge dal primo Rapporto su biodiversità e settore privato in Italia, realizzato da ETIFOR – Valuing Nature, Società di consulenza ambientale che lavora con enti e aziende per migliorare i benefici economici, ambientali e sociali di politiche, progetti e investimenti, in collaborazione con l’Università di Padova, che è stato presentato il 25 ottobre 2024 a Cali (Colombia) dove è in corso la Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità (CBD-COP16), che analizza lo stato attuale dell’integrazione della biodiversità nelle aziende italiane.
La COP16 sarà un evento cruciale per le aziende e gli altri stakeholder, in quanto definirà le regole e le aspettative relative al ruolo del settore privato nella protezione della biodiversità. Le aziende hanno sempre più bisogno di valutare e ridurre al minimo il loro impatto sull’ambiente naturale, integrando queste considerazioni nelle loro operazioni e segnalando i loro effetti per supportare gli sforzi di conservazione globali. La COP16 potrebbe introdurre nuove normative o obblighi per vari settori, tra cui agricoltura, silvicoltura, pesca, turismo, energia e finanza.
“Il settore privato svolge un ruolo fondamentale nella perdita di biodiversità, dato che la maggior parte delle aziende impatta, più o meno direttamente e consapevolmente, sugli habitat e provoca inquinamento, pur dipendendo, in molti casi, proprio dai servizi ecosistemici forniti dalla natura – ha spiegato l’Amministratore delegato di Etifor, Alessandro Leonardi – Se queste realtà non proteggono e ripristinano gli ecosistemi, rischiano di affrontare costi operativi più elevati, interruzioni nella catena di approvvigionamento e una crescente instabilità economica”.
Salvaguardare o ripristinare gli ecosistemi e la loro ricchezza di specie non solo consente di non intaccare il benessere di intere comunità e filiere produttive globali, ma può determinare importanti benefici economici: dall’Impact Assessment Study del 2023, realizzato a supporto della Nature Restoration Law dalla Commissione UE, emerge che, solo in Italia, paese tra i più ricchi di biodiversità in Europa, ma con quasi il 20% degli ecosistemi in stato critico, si
Attualmente, nel nostro Paese le conseguenze della perdita di biodiversità nel nostro Paese sono stimate dalla Commissione europea in circa 3 miliardi di euro all’anno di mancato valore generato, prevalentemente legati all’agricoltura, alla pesca e alla rete idrica.
I dati della survey condotta da ETIFOR mostrano che in Italia solo il 25% delle imprese valuta attivamente il proprio impatto sulla biodiversità, anche se il 48% prevede di farlo nei prossimi 5 anni. Il 33% include già la biodiversità nella propria rendicontazione, ma solamente il 19% ha adottato gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) richiesti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

Le Raccomandazione chiave del Rapporto:
1. La biodiversità come priorità economica e strategica;
2. Implementare una strategia positiva per la natura all’interno di ciascuna organizzazione;
3. Adattarsi al panorama normativo in evoluzione per ottenere un vantaggio competitivo;
4. Sfruttare strumenti finanziari innovativi per finanziare la biodiversità;
5. Investire in soluzioni basate sulla natura (NbS)rappresenta un’opportunità per trasformare i costi percepiti in benefici economici;
6. Incentivare gli investimenti privati nella biodiversità attraverso misure fiscali e partenariati pubblico-privato;
7. Allineare le politiche di reporting e di regolamentazione per favorire la trasparenza e l’azione.
In sintesi, integrare la biodiversità nelle strategie aziendali non è solo un obbligo morale o normativo, ma rappresenta una leva economica fondamentale per garantire la resilienza a lungo termine delle imprese italiane. Il futuro delle imprese è strettamente legato alla loro capacità di gestire i rischi ambientali e di cogliere le opportunità offerte dalle soluzioni basate sulla natura e dalla finanza sostenibile. Un approccio proattivo, supportato da misure fiscali incentivi, trasparenza normativa e strumenti finanziari innovativi consentiranno alle imprese di guidare la transizione verso un modello economico che non solo protegge, ma valorizza la biodiversità.
“Sulla base della nostra esperienza diretta nel seguire il settore privato nei processi di adeguamento, misurazione e compensazione, invitiamo le imprese – ha concluso Leonardi – a integrare il prima possibile la biodiversità come parte centrale delle strategie aziendali per ridurre i rischi operativi e cogliere le nuove opportunità, sfruttando soprattutto le certificazioni e investendo in Soluzioni basate sulla natura (Nbs). Ai decisori politici ricordiamo invece che la cooperazione tra pubblico e privato è essenziale per mobilitare le risorse necessarie e garantire che gli sforzi di conservazione siano efficaci e impattanti su tutta la collettività”.
