Acqua Inquinamenti e bonifiche

Acque reflue industriali: aumentano le emissioni nei sistemi fognari

Il Rapporto dell’AEA sul trattamento delle acque reflue industriali segnala che sono diminuite le emissioni dirette nei corpi idrici di inquinanti degli impianti industriali, ma sono in aumento quelle immesse nei sistemi fognari, aumentando la pressione sulle infrastrutture di trattamento delle acque reflue urbane.

Le emissioni dirette rilasciate nei corpi idrici dai grandi siti industriali europei sono diminuite negli ultimi anni per molti inquinanti, ma il trasferimento dell’inquinamento industriale attraverso i sistemi fognari agli impianti di trattamento delle acque reflue urbane è leggermente aumentato, facendo pressione sulle infrastrutture di trattamento delle acque reflue urbane.

Poiché legislazione dell’UE tiene traccia delle emissioni delle grandi industrie, l’entità delle emissioni di molti piccoli impianti rimane in gran parte sconosciuta a livello europeo.

È quanto emerge dal RapportoIndustrial waste water treatment – pressures on Europe’s environment” (Trattamento delle acque reflue industriali – pressioni sull’ambiente europeo) che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato il 20 marzo 2019, sulla base dei dati del 2016 riportati nel Registro Europeo delle emissioni e trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR), un data-base sulle emissioni di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo rilasciate da complessi industriali di tutta Europa.

Nel 2016 circa 3.600 impianti hanno segnalato di aver rilasciato inquinanti direttamente o indirettamente nei corpi idrici e nei sistemi fognari e successivamente negli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, secondo la Direttiva 91/271/CE (UWWTP). Sono tenute all’invio dei dati solo le strutture che scaricano inquinanti al di sopra di determinate soglie.

Dal Rapporto si evidenzia che i settori industriali con attività su larga scala tendono ad avere una percentuale più elevata di emissioni dirette nelle acque, il che richiederebbe un trattamento sul posto più intenso. Cartiere, industrie siderurgiche e metallurgiche, impianti di approvvigionamento energetico e industrie chimiche sono i settori più coinvolti.

I settori con impianti relativamente più piccoli e/o con acque reflue meno inquinate, come le industrie manifatturiere dell’alimentazione e delle bevande, tendono ad inserire percentuali più elevate dei loro scarichi nel sistema fognario, spesso con un carico di sostanze inquinanti simile a quelle da fonti domestiche.

Le maggiori pressioni ambientali causate dalle emissioni dirette di inquinanti nei corpi idrici, valutate utilizzando un sistema di ponderazione dell’eco-tossicità, provengono da grandi e piccole centrali termiche, forni a coke e impianti di produzione chimica.

Secondo una recente valutazione dell’AEA sullo stato delle acque in Europa, solo il 40% circa dei corpi idrici superficiali europei è in buono stato ecologico e il 38% dei corpi idrici superficiali ha un buono stato chimico.

Sulla base delle valutazioni nazionali, tuttavia, nella maggior parte dei Paesi le grandi fonti industriali di inquinamento sono considerate solo una fonte relativamente piccola di inquinamento per i corpi idrici. I dati suggeriscono che le strutture industriali non regolamentate dalla legislazione dell’UE, cioè i siti più piccoli, possono attualmente esercitare una maggiore pressione sulla qualità dell’acqua rispetto alle grandi installazioni assoggettate alla legislazione.

Infine, il Rapporto identifica diverse ulteriori importanti lacune nella conoscenza e fornisce una serie di raccomandazioni progettate per supportare i responsabili politici e migliorare i meccanismi di segnalazione esistenti da parte degli operatori dell’UWWTP e dei Paesi europei.

In copertina: foto di Peter Vadocz, WaterPIX /EEA

 

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