Acqua

Acque: Linee guida UE per obiettivi ambientali e minerari

La Commissione UE ha pubblicato nuove Linee guida su come applicare la legislazione in materia di acque quando le autorità valutano le autorizzazioni per progetti che potrebbero influire s , tra cui l’attività mineraria e la lavorazione dei metalli.

Sostenere l’agenda dell’UE per la resilienza idrica complessiva, mantenendo elevati standard per le acque al fine di proteggere la salute umana e l’ambiente, e garantire al contempo l’accesso alle materie prime essenziali per la transizione verso un’economia pulita.

A tal fine la Commissione europea ha pubblicato il 22 maggio 2026 “Guidance for the implementation of the Water Framework Directive during the permitting of new projects and existing activities with a particular focus on the mining sector” (Linee guida per l’attuazione della Direttiva quadro sulle acque durante la fase di autorizzazione di nuovi progetti e attività esistenti, con particolare attenzione al settore minerario) per garantire un’attuazione più semplice e armonizzata delle leggi UE in materia di acque, riducendo le incertezze in merito alla conformità.

LaDirettiva quadro sulle acque è la pietra angolare della politica idrica dell’UE e la sua efficace attuazione è un punto chiave dellaStrategia per la resilienza idrica,che impone agli Stati membri di garantire che tutte le acque superficiali (laghi, fiumi, acque di transizione e costiere) e le acque sotterranee raggiungano un buono stato di qualità entro il 2015 o al più tardi entro il 2027. Tale scadenza può essere prorogata oltre il 2027 a determinate condizioni.

LaDirettiva (UE) 2026/805, in vigore dal 10 maggio 2026, ha modificato le precedenti Direttive 2000/60/CE e 2008/105/CE, introducendo modifiche rilevanti alla normativa europea sulle acque al fine di aggiornare gli standard di qualità ambientale, ampliare il controllo sugli inquinanti, compresi quelli emergenti, e rafforzare i meccanismi di monitoraggio e rendicontazione, in linea con il Green Deal europeo e il Piano d’azione per l’inquinamento zero.

Inoltre, ilPiano d’azione RESourceEUper accelerare e intensificare gli sforzi volti a garantire l’approvvigionamento dell’UE di materie prime critiche, potrebbe evidenziare impatti surisorse e standard idrici.

In un recenteRapportodell’Istituto delle Nazioni Unite per l’acqua, l’ambiente e la salute(UNU-INWEH) si sottolinea come l’enorme   fabbisogno di acqua per l’estrazione di minerali critici contribuisca alla contaminazione delle acque, alla scarsità idrica e alla conseguente perdita di mezzi di sussistenza.

La Guida spiega come valutarel’impatto ambientale dei nuovi progetti sulla qualità dell’acqua, concentrandosi su quelli che incidono sullostato chimico dei corpi idricie sullenormative europee in materia di acque, nonché sulleesenzioni introdotte con le recenti modifiche legislative, che consentonoprocedure semplificate per i progetti che comportano solo un deterioramento a breve termineo lospostamento dell’inquinamento senza un aumento netto, fornendo esempi di come tali flessibilità possano essere applicate per agevolare progetti di estrazione mineraria, lavorazione dei metalli e altre attività legate a materie prime critiche.

La Commissione UE ha precisato chele linee guida non modificano il diritto dell’UE e non sono giuridicamente vincolanti.

Le linee guida odierne sulla legislazione UE in materia di acque rientrano negli sforzi per accelerare le procedure di autorizzazione, semplificarle e velocizzarle, aumentare la competitività e raggiungere gli obiettivi strategici– ha dichiaratoJessika Roswall, Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva –mantenendo al contempo elevati standard ambientali e migliorando la resilienza idrica“.

Immagine di copertina: fonte EU Commission

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