Inquinamenti e bonifiche

Inquinamento atmosferico: in 4 mesi del 2026 oltre i limiti del 2030

Secondo un report realizzato da ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) insieme a Kyoto Club e Clean Cities Campaign, nei primi quattro mesi del 2026, numerose città italiane hanno già superato i limiti di inquinamento atmosferico europei previsti per il 2030.

A soli 4 mesi dall’inizio del 2026, numerose città italiane risultano già oltre o prossime ai nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria che entreranno in vigore nel 2030.

È quanto emerge dai dati elaborati dall’Osservatorio Mobilità Urbana SostenibilediClean Cities CampaigneKyoto Club, in collaborazione conISDE(Associazione medici per l’ambiente) –Italiache li ha pubblicati sul propriosito, richiamando l’attenzione suilivelli ancora troppo elevati di Pm10, Pm2.5 e biossido di azoto, superando o molto vicini ai limiti previsti dalla nuova Direttiva che entrerà in vigore nel 2030.

 “La nuova Direttiva europea rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica– ha sottolineato il Presidente di ISDE-Italia,Roberto Romizima i dati dimostrano che senza interventi strutturali molte città rischiano di non riuscire a rispettare i parametri previsti entro il 2030“.

Le tabelle, costruite sui dati delle ARPA regionali aggiornati a fine aprile 2026, evidenziano come molte stazioni abbiano già superato il numero massimo di giorni consentiti dalle future soglie europee e, ancor più, dalle raccomandazioni dell’OMS.

NO2: traffico urbano ancora fuori controllo
Per ilbiossido di azoto(NO2), inquinante strettamente legato al traffico veicolare e in particolare ai motori diesel, la situazione più critica si registra a Palermo, Napoli, Torino, Genova e Milano.

La centralina di Palermo – Di Blasi ha già registrato 60 giorni oltre i 50 µg/m³, ben oltre il limite europeo previsto dal 2030, che consente un massimo di 18 superamenti annuali. Napoli – Ente Ferrovie è a 36 giorni, Torino Rebaudengo e Genova Via Buozzi a 34, mentre Milano Marche raggiunge 24 giorni.

Ancora più impressionante il confronto con le indicazioni dell’OMS, che raccomanda di non superare i 25 µg/m³ per più di 3-4 giorni all’anno. Palermo ha già accumulato 110 giorni oltre questa soglia, Milano Marche 119, Torino Rebaudengo 116 e Catania Viale Vittorio Veneto 117.

Le medie annuali restano anch’esse molto elevate: Palermo registra una media di 48 µg/m³ dall’inizio dell’anno, Milano Marche 44, Torino Rebaudengo 44 e Genova Via Buozzi 42, valori lontanissimi dalla soglia OMS di 10 µg/m³ e ben superiori anche al futuro limite europeo di 20 µg/m³.

PM2,5: polveri fini oltre i limiti già in primavera
Anche per ilPM2,5la situazione appare preoccupante. Secondo la nuova Direttiva europea, dal 2030 il limite giornaliero di 25 µg/m³ non potrà essere superato per più di 18 giorni all’anno. Eppure molte città hanno già ampiamente oltrepassato questa soglia entro aprile.

Padova Mandria registra 52 giorni oltre il limite, Milano Marche 50, Milano Pascal 49, Torino Rubino 48 e Torino Rebaudengo 47. Seguono Modena Parco Ferrari con 44 giorni e Parma Cittadella con 42.

Le raccomandazioni OMS risultano ancora più lontane: il valore guida di 15 µg/m³ è stato superato per 83 giorni a Torino Rebaudengo, 81 a Milano Marche, 80 a Padova Mandria e 78 a Verona Giarol Grande.

Le medie annuali confermano un’esposizione cronica elevata: Milano Marche e Venezia Parco Bissuola raggiungono 27 µg/m³, Padova Mandria 26 e Torino Rebaudengo 25, quando l’OMS raccomanda una media annua inferiore a 5 µg/m³.

PM10: superamenti diffusi nella Pianura Padana
Il quadro del PM10 continua a riflettere la particolare vulnerabilità della Pianura Padana. Le stazioni più critiche risultano Milano Marche, Verona Corso Milano e Modena Giardini.

Milano Marche ha già registrato 49 giorni oltre i 45 µg/m³, Verona Corso Milano 43 e Modena Giardini 40. Anche Venezia Tagliamento, Vicenza Quartiere Italia e Vicenza San Felice mostrano livelli molto elevati.

Rispetto all’attuale normativa italiana, che consente fino a 35 superamenti del limite di 50 µg/m³, alcune centraline sono già oltre soglia dopo appena quattro mesi: Milano Marche è a 41 superamenti, Verona Corso Milano a 40 e Modena Giardini a 35.

Le medie annuali confermano una situazione strutturale: Milano Marche registra 42 µg/m³, Verona Corso Milano 41 e Brescia Villaggio Sereno 39, molto al di sopra delle indicazioni OMS che raccomandano una media annua inferiore a 15 µg/m³.

L’Associazione ricorda comel’inquinamento atmosferico sia associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e neurologiche, oltre a rappresentare uno dei principali fattori di mortalità prematura in Europa.

Per ISDE- Italia è necessarioaccelerare le politiche di transizione ecologica urbana, puntando in particolare su: riduzione del traffico privato motorizzato; rafforzamento del trasporto pubblico; sviluppo della mobilità attiva; efficientamento energetico degli edifici; progressiva eliminazione delle fonti fossili; incremento del verde urbano.

Senza un cambiamento immediato e sostanziale delle politiche riguardo all’inquinamento atmosferico, non sarà possibile rientrare nei parametri della Direttiva europea entro il 2030, né prevenire gli effetti sanitari conseguenti– ha sottolineatoPaolo Bortolotti, coordinatore del progetto “Cambiamo aria” –La qualità dell’aria deve diventare una priorità sanitaria oltre che ambientale perché i costi umani, sociali ed economici dell’inquinamento sono enormemente superiori agli investimenti necessari per prevenirlo“.

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