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Xylella fastidiosa: i principali risultati della ricerca europea

Xylella fastidiosa

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha giustamente richiamato l’attenzione sulle minacce alla conservazione della biodiversità provocate dall’introduzione di specie aliene invasive (IAS) ovvero quelle specie animali e vegetali trasportate dall’uomo, in maniera volontaria o accidentale, al di fuori della loro area di origine.

E se le specie animali aliene sono quelle che suscitano la maggior attenzione dei media per la visibilità della loro presenza, deve essere data adeguata comunicazione anche dei pericoli provocati dall’introduzione di specie vegetali, come ha evidenziato il caso della Xylella fastidiosa, introdotta con ogni probabilità tramite importazioni di essenze florovivaistiche dalla Costa Rica.
Il batterio responsabile del “Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO)”, patologia che a partire dal 2013 ha colpito gli alberi di olivo in Italia, soprattutto in Puglia, sta causando, infatti, ingenti danni ambientali ed economici all’olivicoltura nazionale, per la cui lotta ed eradicazione è in corso un duro confronto con la Commissione UE, che ha portato al recente deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea.

Come avevamo annunciato, nei giorni scorsi (23 maggio 2018), inoltre, il Comitato europeo per la salute delle piante (PAFF) ha approvato, con il voto contrario dell’Italia e l’astensione della Spagna, la proposta della Commissione UE di estendere di 20km. più a nord dell’attuale area di quarantena ovvero della fascia di contenimento che taglia la penisola salentina dalla costa adriatica poco sotto Bari a quella ionica vicino a Taranto.

Se in 5 anni non siamo ancora riusciti a eliminare quella che per l’eurodeputato e membro dell’Académie d’Agriculture de France, Joseph-Marie Bové, è “la peggior emergenza fitosanitaria mondiale”, è altrettanto vero che oggi le conoscenze sulla genomica e patogenicità del batterio, presupposti indispensabili per una efficace lotta e conseguente eradicazione della malattia, sono molto avanzate.

Nei giorni scorsi è stata messa online per il download la “Ricerca europea su Xylella fastidiosa” che include i principali risultati della ricerca svolta finora dai due Progetti finanziati dalla Commissione UE attraverso il Programma Horizon 2020:
– XF-ACTORS ((Xylella Fastidiosa Active Containment Through a multidisciplinary- Oriented Research Strategy) progetto multi-attore della durata di 4 anni iniziato a novembre 2016 e interamente dedicato alla ricerca sulla Xylella fastidiosa, che riunisce un consorzio internazionale di 29 partner provenienti da tutto il mondo e integra le competenze in diversi campi di ricerca (patologia vegetale, entomologia, modellizzazione, valutazione del rischio, scienze sociali) con il coinvolgimento attivo di agricoltori e vivaisti;
– 
POnTE (Pest Organism Threatening Europeprogetto multi-attore della durata di 4 anni, iniziato nel novembre 2015, che affronta i parassiti alieni che minacciano l’agricoltura e le foreste dell’UE, con patogeni/ parassiti target tra cui quelli della Xylella fastidiosa.

Il documento riprende i contributi apportati dai ricercatori dei progetti alla “Conferenza europea su Xylella fastidiosa”, tenutasi a Palma di Maiorca (Spagna) lo scorso novembre 2017, organizzata in 8 sessioni, che ha coperto tutti gli aspetti relativi al batterio, e che ha visto la partecipazione di oltre 260 partecipanti provenienti da 20 paesi dell’UE e 14 non UE tra ricercatori, autorità nazionali e organizzazioni internazionali, funzionari dell’EFSA e dell’UE, parti interessate, settore privato e stampa.

Il documento fornisce un’istantanea degli attuali programmi di ricerca dell’UE e un aggiornamento dei risultati più rilevanti relativi a questo patogeno emergente realizzato da entrambi i progetti: la genetica e la biologia del patogeno, i vettori, le piante ospiti, i modelli di diffusione, diagnosi e diagnosi precoce, modellizzazione e strumenti per valutazione del rischio.

Di seguito i principali risultati.
– Sequenziamento genomico di Xylella fastidiosa: sono stati ottenuti i primi genomi completi da numerosi isolati europei, in grado di gettare nuova luce sulla diversità genetica di X. fastidiosa, e sulle possibili vie d’introduzione (sulla base delle correlazioni genetiche con altri ceppi) all’interno dell’UE.

– È stata dimostrata la patogenicità dei ceppi europei di X. fastidiosa, ovvero la correlazione fra il batterio e la malattia, per i principali ospiti infetti (olivo, oleandro e poligala a foglie di mirto), in Italia e in Francia.

– Sviluppo di procedure diagnostiche comuni e armonizzate; sono state condotte ampie validazioni interlaboratorio per valutare sia l’affidabilità dei diversi test diagnostici che le prestazioni dei diversi laboratori, da cui test comparativi è stato possibile selezionare un panel di protocolli raccomandati, per l’identificazione del batterio all’interno di diversi ospiti, da utilizzare a seconda della finalità e dell’area di provenienza dei campioni (area infetta, Xylella free ecc).

– Sviluppo di sensori per l’indentificazione precoce delle infezioni da Xylella (ovvero prima della manifestazione di sintomi chiari ed evidenti sulle piante di olivo – fase pre-visuale), requisito indispensabile per adeguati programmi di monitoraggio e sorveglianza.

– Valutazione del ruolo dei vettori candidati europei: La ricerca europea sul ruolo degli insetti vettori (insetti della famiglia delle sputacchine), ha confermato che Philaenus spumarius resta la specie predominante in Europa. La capacità di acquisire e trasmettere il batterio è stata dimostrata per due ulteriori specie, Neophilaenus campestris e Philaenus italosignus, confermando che tali specie possono essere vettori competenti del ceppo presente in Puglia.

– Ricerca di tratti di resistenza a Xf all’interno delle diverse cultivar di olivo: è attualmente considerata una delle linee di ricerca più promettenti ai fini di una strategia a medio termine per il controllo di X. fastidiosa, soprattutto negli areali olivicoli pugliesi, e, nel lungo periodo, a supporto di attività di incrocio mirate al trasferimento dei caratteri di resistenza nelle diverse cultivardi olivo.

– Trattamenti per la cura delle piante infette e per il controllo dei vettori: sono state avviate prove sul campo per testare la sperimentazione di diverse sostanze e formulazioni per il controllo del batterio nelle piante ospiti e per il controllo dei vettori all’interno degli oliveti, per applicazioni sia in regime di protezione integrata che di agricoltura biologica. I risultati ottenuti finora confermano le sfide da affrontare per arrivare a trattamenti curativi per le piante infette maggiormente efficaci, e supportano l’esigenza di intensificare le ricerche su nuove formulazioni e nuovi test sperimentali al fine di perseguire un controllo dei vettori più sostenibile ed efficiente.

– Nuovi approcci e tecniche molecolari: sono stati esplorati diversi approcci per sviluppare strategie di bio-controllo sostenibili, con l’obiettivo di contenere la moltiplicazione di X. fastidiosa, per mitigare la virulenza del batterio nelle piante ospiti.

– Sviluppo di diverse metodologie complementari per elaborare modelli di valutazione del rischio su scala regionale, utilizzando parametri diversi, ad esempio l’epidemiologia delle malattie X. fastidiosa, ospite/i, vettori, governance e condizioni ambientali.

– Sono state stabilite collaborazioni con agricoltori e vivaisti per portare avanti le diverse fasi dei progetti.

– È stata avviata una discussione con le parti interessate (agricoltori, vivaisti, ispettori fitosanitari e Autorità fitosanitarie), per favorire il trasferimento di conoscenze e l’implementazione delle strategie di controllo integrate.

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