18 Agosto 2022
Acqua Risorse e consumi

WWDR 2022: la soluzione alle crisi idriche sta sotto i nostri piedi

Secondo l’ultima edizione del World Water Development Report (WWDR 2022) delle Nazioni Unite pubblicato dall’UNESCO alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo 2022) che ha per tema “Groundwater: rendere visibile quel che non si vede”, il vasto potenziale delle acque sotterranee e la necessità di gestirle in modo sostenibile non possono più essere trascurate.

Come da consuetudine, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua è stato diffuso il 21 marzo 2022, durante la Giornata di apertura del Forum Mondiale dell’Acqua (Dakar, 21 -27 marzo 2022), l’annuale World Water Development Report (WWDR 2022), coordinato dal World Water Assessment Program (WWAP)dell’UNESCO, con la collaborazione tra 32 organizzazioni delle Nazioni Unite e 41 partner, che quest’anno si concentra, in analogia con il tema della Giornata, su “Acque sotterranee: rendere visibile quel che non si vede” (Groundwater: Making the Invisible Visible), ponendo l’attenzione sul ruolo, sulle sfide e sulle opportunità specifiche che esse presentano nel contesto della valorizzazione, della gestione e della governance delle risorse idriche a livello mondiale.

Le acque sotterranee, che rappresentano all’incirca il 99% delle acque dolci allo stato liquido della Terra e sono distribuite sull’intero pianeta, seppure irregolarmente, possono garantire alle società enormi vantaggi sociali, economici e ambientali, anche in relazione all’adattamento ai cambiamenti climatici. Dalle acque sotterranee proviene già la metà del volume dei prelievi idrici per uso domestico effettuati dalla popolazione globale e circa il 25% di tutti quelli destinati all’irrigazione, che alimentano il 38% delle terre irrigate a livello mondiale.

A livello globale, si prevede che l’uso dell’acqua aumenterà di circa l’1% all’anno nei prossimi 30 anni. La nostra dipendenza complessiva dalle acque sotterranee dovrebbe aumentare man mano che la disponibilità di acqua superficiale diventa sempre più limitata a causa dei cambiamenti climatici.

Tuttavia, nonostante la sua enorme importanza, questa risorsa naturale viene spesso trascurata e di conseguenza sottovalutata, mal gestita e addirittura sovrasfruttata. In un contesto di crescente scarsità idrica in numerose aree del mondo, non è più possibile ignorare l’enorme potenziale delle acque sotterranee e la necessità di una gestione attenta di questa risorsa.

Le acque sotterranee offrono molteplici servizi, la cui capacità dipende dalle caratteristiche specifiche della loro collocazione geografica, ed è influenzata in modo dinamico dai processi naturali e umani in corso. Tali servizi includono:
servizi di approvvigionamento, che consentono il prelievo di acque sotterranee per l’uso (umano) dell’acqua;
servizi di regolazione, che riflettono la capacità degli acquiferi di regolare i regimi di quantità e qualità delle acque sotterranee;
servizi di supporto, a sostegno degli ecosistemi dipendenti dalle acque sotterranee (GDE nell’acronimo inglese) e di altri elementi ambientali a queste collegati;
servizi culturali, relativi alle attività di intrattenimento, alle tradizioni e ai valori religiosi o spirituali, associati a particolari aree piuttosto che ad acquiferi specifici.

Le acque sotterranee offrono, inoltre, diverse opportunità aggiuntive, quali ad esempio la crescita della produzione di energia geotermica, l’incremento delle capacità di stoccaggio al fine di migliorare la sicurezza idrica e l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici.

La riduzione delle riserve di acque sotterranee si verifica quando il deflusso supera la ricarica.  Per quanto la variabilità del clima e i cambiamenti climatici svolgano certamente un ruolo rilevante in questo senso, nella maggior parte dei casi l’impoverimento delle riserve di acque sotterranee nel lungo periodo è conseguenza di prelievi intensivi. A livello globale, si registra un tasso aggregato di riduzione delle riserve di acque sotterranee particolarmente elevato: secondo le stime, all’inizio di questo secolo le cifre oscillavano tra 100 e 200 chilometri cubi all’anno (una percentuale compresa tra il 15% e il 25% circa del totale dei prelievi di acque sotterranee).

L’inquinamento delle acque sotterranee riduce la possibilità di utilizzo delle stesse come acqua potabile, e al contempo influenza negativamente gli ecosistemi che da esse dipendono. Sono numerose le fonti antropogeniche di inquinamento delle acque sotterranee: esse si collocano per la maggior parte sulle superfici dei terreni o nelle immediate vicinanze; tuttavia numerose altre fonti immettono sostanze inquinanti al di sotto della superficie, a profondità talvolta considerevoli.

L’inquinamento derivante dall’agricoltura è molto comune; si tratta di una fonte diffusa di inquinamento che spesso causa la presenza di notevoli quantitativi di nitrati, pesticidi e altri fitofarmaci. L’inquinamento delle acque sotterranee è un processo praticamente irreversibile: una volta inquinati, gli acquiferi tendono a rimanere in tale condizione.

I processi di governance delle acque sotterranee prevedono l’attuazione di misure di gestione e pianificazione, nonché di politiche idriche. La governance si svolge su molteplici scale e livelli geografici, ad esempio a livello regionale e transfrontaliero. La gestione delle acque sotterranee, d’altro canto, è orientata all’azione: si concentra su attività pratiche e su interventi quotidiani e si svolge prevalentemente a livello micro e meso.

Poiché le acque sotterranee vengono spesso considerate come una risorsa privata (ovvero strettamente legata alla proprietà del relativo terreno e in alcune giurisdizioni come vera e propria proprietà privata), la regolamentazione e la governance o gestione dall’alto presentano delle difficoltà. È essenziale che i governi assumano appieno il proprio ruolo di custodi delle risorse, essendo le acque sotterranee un bene comune.

Le leggi e le norme nazionali regolamentano l’accesso alle acque sotterranee e le attività umane che possono avere un impatto sulla loro qualità. Ulteriori strumenti giuridici rilevanti sono quelli che:
garantiscono l’accesso alle risorse idriche per necessità essenziali, nel rispetto del diritto umano all’acqua;
consentono l’accesso alle acque sotterranee per fini di sostentamento e di produzione su piccola scala;
regolano quegli usi dei terreni che possono essere dannosi per i naturali processi di ricarica e di deflusso delle acque sotterranee;
regolano la costituzione e il funzionamento di associazioni di utenti di acque sotterranee in merito alle responsabilità relative all’assegnazione, al monitoraggio e alla formulazione di politiche.

I quadri giuridici devono inoltre prevedere la protezione delle aree di deflusso e di ricarica, così come delle aree circostanti i pozzi per l’approvvigionamento idrico, oltre alle norme relative al rendimento sostenibile, ai controlli dei prelievi e ai regolamenti sull’uso congiunto. In alcune giurisdizioni le acque sotterranee sono soggette a regolamenti che riguardano anche le acque superficiali, inclusi i fiumi. In caso di conflitto tra i diritti relativi alle acque sotterranee e quelli riguardanti le acque superficiali (ad esempio nel caso di un corso d’acqua che si stia prosciugando a causa di intense attività di pompaggio delle acque sotterranee nelle vicinanze, e viceversa), è prevista una modalità di gestione congiunta.

Sempre più risorse idriche vengono inquinate, sfruttate eccessivamente e prosciugate dall’uomo, a volte con conseguenze irreversibili – ha dichiarato Audrey Azoulay, la Direttrice generale dell’UNESCOSfruttare in modo più intelligente il potenziale delle risorse idriche sotterranee ancora scarsamente sviluppate e proteggerle dall’inquinamento e dallo sfruttamento eccessivo è essenziale per soddisfare i bisogni fondamentali di una popolazione mondiale in costante aumento e per affrontare la crisi climatica ed energetica globale“.

Cosa bisogna fare per sbloccare l’enorme potenziale delle acque sotterranee?

1. Raccogliere dati. Il Rapporto solleva la questione della mancanza di dati sulle acque sotterranee e sottolinea che il monitoraggio delle acque sotterranee è spesso un’ “area trascurata“. Per migliorare ciò, l’acquisizione di dati e informazioni, che di solito è sotto la responsabilità delle agenzie sotterranee nazionali (e locali), potrebbe essere integrata dal settore privato. In particolare, le industrie petrolifere, del gas e mineraria possiedono già una grande quantità di dati, informazioni e conoscenze sulla composizione dei domini più profondi sotterranei, comprese le falde acquifere. Per quanto riguarda la responsabilità sociale d’impresa, le aziende private sono fortemente incoraggiate a condividere questi dati e informazioni con i professionisti del settore pubblico.

2. Rafforzare le normative ambientali. Poiché l’inquinamento delle acque sotterranee è praticamente irreversibile, deve essere evitato. Gli sforzi di contrasto e il perseguimento degli inquinatori, tuttavia, sono spesso impegnativi a causa della natura invisibile delle acque sotterranee. La prevenzione della contaminazione delle acque sotterranee richiede un uso appropriato del suolo e normative ambientali adeguate, in particolare nelle aree di ricarica delle falde acquifere. È imperativo che i governi assumano il loro ruolo di custodi delle risorse in considerazione degli aspetti di bene comune delle acque sotterranee per garantire che l’accesso alle acque sotterranee e il profitto che ne consegue siano distribuiti in modo equo e che la risorsa rimanga disponibile per le generazioni future.

3. Rafforzare le risorse umane, materiali e finanziarie. In molti paesi, la generale mancanza di professionisti delle acque sotterranee tra il personale delle istituzioni e dei governi locali e nazionali, nonché mandati, finanziamenti e supporto insufficienti ai dipartimenti o alle agenzie delle acque sotterranee, ostacolano una gestione efficace delle acque sotterranee. È fondamentale che i governi si impegnino a costruire, sostenere e mantenere la competenza istituzionale relativa alle acque sotterranee.

Migliorare il modo in cui utilizziamo e gestiamo le acque sotterranee è una priorità urgente se vogliamo raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030 – ha sottolineato Gilbert F. Houngbo, Presidente di UN-Water e Presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) – I decisori devono iniziare a tenere pienamente conto dei modi vitali in cui le acque sotterranee possono contribuire a garantire la resilienza vitale e le attività umane in un futuro in cui il clima sta diventando sempre più imprevedibile”.

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