28 Settembre 2021
Acqua Risorse e consumi

WWDR 2021: il Rapporto di UN-Water per valorizzare l’acqua

Il Rapporto faro World Water Development (WWDR 2021) di UN-Water  quest’anno, riprendendo il tema della Giornata Mondiale (22 marzo), valuta lo stato attuale e le sfide per la piena valorizzazione di questa risorsa nei diversi settori identificando i modi in cui la valutazione può essere promossa come strumento che aiuta a raggiungere la sostenibilità.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo 2021), UN-Water, l’organismo di coordinamento tra Agenzie delle Nazioni Unite per tutte le questioni relative all’acqua, ha pubblicato, come da consuetudine, il Rapporto faro World Water Development (WWDR 2021), coordinato dal World Water Assessment Program dell’UNESCO con la collaborazione tra le 32 entità delle Nazioni Unite e 41 partner internazionali.

Il Rapporto, riprendendo il tema scelto per il WWD 2021, ha per titolo “Valuing Water” (Valorizzare l’acqua) per sottolineare come il valore di questa risorsa, al di là del suo prezzo, è enorme e complesso da un punto di vista familiare, alimentare e culturale, per la salute, per l’istruzione e per la salvaguardia dell’integrità del nostro ambiente naturale. Tralasciare anche uno di questi valori, comprometterebbe la capacità di salvaguardare l’acqua a benefici di tutti.

Pertanto il World Water Development 2021 valuta lo stato attuale e le sfide per valorizzare questa risorsa fondamentale secondo prospettive diverse e nei vari settori, identificando i modi con cui può essere promossa la sua valorizzazione, come strumento per conseguire la sostenibilità.

L’acqua è la nostra risorsa più preziosa, un ‘oro blu’ a cui più di 2 miliardi di persone non hanno accesso diretto – ha sottolineato Audrey Azoulay,Direttrice generale dell’UNESCO – Non solo è essenziale per la sopravvivenza, ma svolge anche un ruolo sanitario, sociale e culturale nel cuore delle società umane”.

Il valore dell’acqua per l’approvvigionamento idrico e per i servizi igienico-sanitari
L’acqua è un bisogno umano fondamentale, necessario per bere e per avere servizi igienico-sanitari, fondamentali per la vita e la salute delle persone.
L’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari sono diritti umani.
Il ruolo dell’acqua nella nostra vita quotidiana (all’interno delle famiglie, delle scuole, dei luoghi di lavoro e delle strutture sanitarie) è spesso trascurato, ma il suo valore non ha prezzo.

Per dare il giusto valore ai servizi idrici e igienico-sanitari dobbiamo tenere conto dei benefici che questi servizi apportano alle persone, come il miglioramento delle condizioni di vita e della produttività, la riduzione dei costi sanitari e il coinvolgimento nei posti di lavoro.

Ogni anno circa 829.000 persone muoiono di diarrea per aver usato acqua, impianti igienico-sanitari e per l’igiene delle mani non sicuri. Queste cause rappresentano il 60% di tutti i decessi dovuti alla diarrea a livello mondiale, che includono circa 300.000 bambini al di sotto dei cinque anni, pari al 5,3% di tutti i decessi in questa fascia di età

Le donne, e in particolare le ragazze, che si assumono l’onere di portare a casa l’acqua potabile più vicino, sono spesso le principali beneficiarie del miglioramento dei servizi. 
Secondo un Rapporto OMS-UNICEF, circa 230 milioni di persone, principalmente donne e bambine, impiegano oltre 30 minuti a viaggio per la raccolta di acqua da fonti distanti dalle rispettive abitazioni, esponendole a un rischio aggiuntivo di aggressione o di stupro. Il tempo che donne e bambine dedicano ogni giorno all’approvvigionamento idrico è di 200 milioni di ore, pari a 8,3 milioni di giorni e a 22.800 anni.

Il raggiungimento dell’accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, secondo l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 6 dell’Agenda ONU al 2030, costerebbe circa 114 miliardi di dollari all’anno. 

Il rapporto costi-benefici di tali investimenti ha dimostrato significativi ritorni positivi, ancora più elevati sull’igiene in quanto possono migliorare notevolmente i risultati di salute in molti casi con poca necessità di infrastrutture costose aggiuntive.

La pandemia di Covid-19 ha colpito più duramente le persone più vulnerabili del mondo, molte delle quali vivono in insediamenti informali e baraccopoli urbane, in assenza di di acqua sicura e disponibile, mentre l’igiene delle mani è stata indicata dall’OMS uno dei mezzi più efficaci per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus..  

Il valore dell’acqua per l’economia
Il valore dell’acqua per l’agricoltura, l’industria, le imprese e l’energia può essere valutato attraverso una prospettiva economica di input-output che quantifica rendimenti o benefici, come l’occupazione, il valore del prodotto per unità di acqua o il valore aggiunto del prodotto.

L‘agricoltura utilizza la quota maggiore (69%) delle risorse globali di acqua dolce. La sicurezza alimentare è stata a lungo una sfida per le società umane e nei prossimi decenni diventerà una questione globale sempre più pressante: si prevede che la domanda globale di cibo e altri prodotti agricoli aumenterà del 50% tra il 2012 e il 2050, trainata dalla crescita della popolazione.

Inoltre, in molte regioni del mondo, l’acqua prelevata per la produzione alimentare è il principale motore del degrado ambientale, compreso l’esaurimento delle falde acquifere, la riduzione dei flussi fluviali, la scomparsa degli habitat della fauna selvatica e l’inquinamento.

La valorizzazione dell’acqua per la produzione alimentare dovrebbe prendere in considerazione non solo l’uso diretto economicamente vantaggioso dell’acqua, ma anche i benefici economici, socioculturali o ambientali associati all’acqua, che troppo spesso non vengono considerati. Alcuni di questi vantaggi includono il raggiungimento della sicurezza alimentare e il miglioramento della nutrizione, l’adattamento dei cambiamenti nei modelli di consumo, la creazione di posti di lavoro , la capacità di sostentamento soprattutto per i piccoli agricoltori, il contributo ad alleviare la povertà e il rilancio delle economie rurali, il sostegno alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici e la fornitura di molteplici usi dei servizi idrici.

Il valore dell’acqua per la sicurezza alimentare è alto ma raramente quantificato, ed è spesso un imperativo politico indipendentemente da altri valori.

Il settore industriale e quello energetico, insieme, prelevano il 19% dell’acqua dolce del mondo, e a causa del loro concentrarsi sulla monetizzazione tendono ad attribuire valore a certi aspetti dell’acqua, escludendone altri.

La monetizzazione più semplice è il prezzo per metro cubo di acqua prelevata, più il costo per il trattamento e lo smaltimento delle acque reflue. Tuttavia, è importante riconoscere che la produttività economica complessiva dell’acqua nei settori dell’energia, dell’industria porta anche a vari vantaggi collaterali, come la creazione di posti di lavoro, il valore del prodotto per unità di acqua o il valore aggiunto del prodotto. 

Ad esempio, l’economia circolare valuterà l’acqua nella misura in cui ogni litro viene riutilizzato più e più volte, facendo sì che l’acqua stessa diventi quasi parte dell’infrastruttura piuttosto che una risorsa di consumo.

La valutazione inadeguata dell’acqua per la generazione di energia, le attività industriali e agricole e gli usi domestici ha determinato un uso inefficiente dell’acqua, a scarichi elevati di sostanze inquinanti e a sistemi di acqua dolce e marina degradati, con conseguenti livelli elevati di stress idrico.

Il valore dell’acqua per l’ambiente
L’ambiente è centrale per il ciclo dell’acqua e parte integrante di tutti gli aspetti della sua gestione. Tutta l’acqua ha origine nell’ambiente e vi ritorna con gli inquinanti prodotti dall’uomo.

Si calcola che i servizi ecosistemici correlati all’acqua abbiano un valore di 29.000 miliardi di dollari all’anno. La mancanza di azione rispetto al degrado e alla perdita di ecosistemi causa costi elevati. Secondo l’OCSE, tra il 1997 e il 2011 il mondo ha perso un importo stimato tra i 4.000 e i 20.000 miliardi di dollari ogni anno in mancati servizi ecosistemici in ragione dei cambiamenti dell’uso del suolo e tra i 6.000 e gli 11.000 miliardi di dollari ogni anno a causa del degrado dei terreni.

Il valore dell’acqua per l’ambiente può essere espresso in termini del ruolo che svolge nel fornire benefici per le persone, ad esempio per l’uso potabile, irriguo o industriale, per affrontare situazioni meteorologiche estreme come le inondazioni o per aiutare a far fronte agli inquinamenti.

L’interfaccia ambiente-acqua può essere gestita in modo proattivo per affrontare le sfide legate all’acqua attraverso “soluzioni basate sulla natura“, approccio che si incentra sul concetto che le infrastrutture naturali possono funzionare allo stesso modo delle infrastrutture costruite, offrendo importanti vantaggi alle persone come la conservazione della biodiversità, la pesca, le attività ricreative e il turismo e riducendo, al contempo, i costi operativi legati all’acqua.

Circa 380 miliardi di m3 di acqua potrebbero essere recuperati dalle acque reflue prodotte e si prevede che tale recupero possa arrivare entro il 2030 a 470 miliardi e a 574 miliardi entro il 2050, con benefici economici e ambientali, come il recupero di nutrienti e minerali e la riduzione dell’eutrofizzazione.

L’ambiente dovrebbe essere riconosciuto come un bene che deve essere mantenuto e gestito, pensando ai molteplici servizi che offre; la definizione dei valori ambientali mediante approcci basati sulla monetizzazione sarebbe riduttiva e mercificherebbe la natura.
Pertanto, è fondamentale che i valori ambientali includano diverse prospettive di valutazione economica

Il valore culturale dell’acqua
La natura spesso immateriale di alcuni valori socioculturali attribuiti all’acqua sfida regolarmente qualsiasi tentativo di quantificazione ma, tuttavia, può essere considerata tra i valori più elevati.

La cultura influenza direttamente il modo in cui i valori dell’acqua vengono percepiti, assunti ​​e utilizzati. Pertanto, la percezione dei valori attribuiti all’acqua e ai relativi benefici può essere altamente soggettiva. Quindi, per dare valore all’acqua è estremamente importante comprendere il background culturale e in che modo la cultura influenza il modo in cui viene utilizzata. 

Il valorei dell’acqua per il benessere umano, quindi, va oltre il suo ruolo nel sostenere le funzioni essenziali per la vita, per includere la salute mentale, il benessere spirituale, l’equilibrio emotivo e la felicità. Ad esempio, l’acqua nei paesaggi ha dei valori estetici che contribuiscono alla salute mentale.

Non sorprende che la soddisfazione e la felicità della vita dipendono in larga misura dall’acqua: l’acqua può attrarre le persone per ragioni spirituali o per la bellezza paesaggistica, per la sua importanza per la fauna selvatica o la ricreazione. Per alcuni
individui l’acqua è vista come un dono di cui di cui prendersi cura, mentre altri abbracciano una visione che accentua l’importanza dell’acqua per l’ambiente e la fauna selvatica. Il rapporto acqua-luogo, spesso viene classificato come “valore relazionale”, e può essere forte in molte culture indigene.
Ma l’acqua può costituire fonte di conflitti per la sua gestione, che possono essere risolti attraverso la cooperazione internazionale.

Il valore delle infrastrutture idrauliche
Il valore dell’acqua per la società è supportato dalle infrastrutture idrauliche che servono per immagazzinare o indirizzare i flussi.

Entro il 2030, gli investimenti in infrastrutture idriche e igienico-sanitarie dovranno essere di circa Secondo l’OCSE, entro il 2030 gli investimenti in infrastrutture igienico-sanitarie e per la fornitura idrica dovranno raggiungere una cifra compresa tra 900 e 1.500 miliardi di dollari all’anno, pari a circa il 20% del totale necessario per tutte le tipologie di investimenti infrastrutturali. Circa il 70% di questi investimenti infrastrutturali sarà effettuato nel Sud del mondo, con un’ampia quota nelle aree urbane in rapida crescita. Nei Paesi sviluppati saranno necessari grandi investimenti per la ristrutturazione e l’aggiornamento di quelle esistenti.

Un recente studio della Banca mondiale ha rilevato che appena il 35% delle aziende di servizi pubblici è in grado di coprire i costi di esercizio e di manutenzione attraverso i ricavi generati dalle tariffe, mentre solamente il 14% è in grado di coprire tutti i costi economici relativi alla fornitura dei servizi. Una percentuale addirittura inferiore di queste aziende è in grado di coprire i costi del capitale originari, spesso pari, se non addirittura superiori, ai costi di esercizio e manutenzione.

Considerando le somme ingenti di denaro da investite nelle infrastrutture idriche, ci si potrebbe ragionevolmente aspettare che la valutazione dei costi e dei benefici sia ben sviluppata, standardizzata, almeno in una certa misura, e ampiamente applicata. Ma non è così, sottolinea UN Water, e i benefici di ritorno per la società spesso non vengono quantificati. L’analisi si concentra principalmente su costi e rendimenti finanziari, omettendo per lo più i costi indiretti, e in particolare i costi sociali e ambientali, che sono trattati come esternalità.  Ad esempio, il rischio e la resilienza legati all’acqua possono avere valori molto alti: la capacità delle infrastrutture idriche di continuare a fornire i propri benefici in circostanze sia ordinarie che straordinarie può essere definita valore di resilienza e riflette i costi evitati dai guasti di sistema o dalla velocità di ripristino. 
Inoltre, la valutazione dell’infrastruttura idrica troppo spesso si concentra su un tipo di analisi costi-benefici, senza tener conto che il suo valore va oltre il costo dell’infrastruttura stessa per includere i vari vantaggi che fornisce. Fondamentale, in tal senso, è che sia in atto una good governance che assicuri anche una piena ed effettiva partecipazione di genere di tutti gli stakeholder al processo decisionale, consentendo a ciascuno di esprimere i propri valori. 

Il Rapporto dedica anche un’analisi di prospettive a livello regionale. Per quanto riguarda la Regione Paneuropea, si sottolinea che lo sviluppo normativo, come quello in atto nell’UE, evidenzia la crescente consapevolezza del valore dell’acqua. Tuttavia, gli sforzi volti ad assegnare all’acqua il suo giusto valore, soprattutto in contesti transfrontalieri, risultano ancora di portata limitata e spesso basati su approcci differenti. Gli approcci consolidati che si propongono di assegnare valore all’acqua dal punto di vista quantitativo nel contesto transfrontaliero, si concentrano principalmente su aspetti specifici relativi alla gestione delle risorse idriche a livello transfrontaliero, come nel caso della gestione delle inondazioni, della riduzione del rischio di disastri, dei sistemi di allerta precoce e dei servizi ecosistemici. Gli investimenti in sistemi di raccolta dei dati vengono considerati di importanza vitale; pur costituendo un costo aggiuntivo, questo può comunque essere compensato dai vantaggi di una cooperazione efficace.

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