2 Dicembre 2021
Energia

WEO 2021: la transizione energetica è troppo lenta

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che ha appena pubblicato il suo Rapporto di punta “Word Energy Outlook” (WEO 2021), con l’aumento delle emissioni, dei disastri climatici e della volatilità del mercato energetico, i Governi devono inviare un segnale inequivocabile di ambizione e azione per l’energia pulita alla COP26 per accelerare la transizione.

Una nuova economia energetica sta emergendo in tutto il mondo con la diffusione di veicoli elettrici e degli impianti di energia solare ed eolica, come delle altre tecnologie per la produzione di energia pulita, che si stanno rafforzando. Ma questo progresso è ancora troppo lento per portare le emissioni globali ad una riduzione sostenuta verso lo zero netto, evidenziando la necessità di un segnale inequivocabile di ambizione e azione da parte dei Governi a Glasgow.

È l’avvertimento che viene dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che ogni anno dal 1998 pubblica il World Energy Outlook (WEO) il suo Rapporto di punta, che fornisce una visione completa di come il sistema energetico globale si è realizzato e quali sono le tendenze che potrebbero svilupparsi nei prossimi decenni e costituisce, al contempo, una guida indispensabile alle opportunità, ai benefici e ai rischi futuri in questo momento storico determinante per la transizione verso l’energia pulita.

Lo slancio mondiale dell’energia pulita, estremamente incoraggiante, si sta scontrando con l’ostinato presidio dei combustibili fossili nei nostri sistemi energetici – ha affermato Fatih Birol, Direttore esecutivo dell’IEA – I governi devono risolvere questo problema alla COP26, dando un segnale chiaro e inconfondibile che sono impegnati a potenziare rapidamente le tecnologie pulite e resilienti del futuro. I benefici sociali ed economici dell’accelerazione delle transizioni verso l’energia pulita sono enormi e i costi dell’inazione sono immensi”.

Il WEO-2021 spiega chiaramente qual è la posta in gioco e quale ruolo assumono gli impegni di riduzione delle emissioni (NDC) assunti dai governi finora, definendo  quel che è necessario fare per andare oltre questi impegni annunciati verso una traiettoria che raggiunga le emissioni nette pari a zero a livello globale entro la metà del secolo, secondo lo scenario del Rapporto dell’IEA pubblicato a maggio, coerente con il mantenimento del riscaldamento globale a 1,5 °C.

Oltre allo scenario Net Zero Emissions by 2050, il WEO 2021 esplora altri due scenari per ottenere informazioni su come il settore energetico globale potrebbe svilupparsi nei prossimi tre decenni e quali sarebbero le implicazioni.
– Lo Scenario delle Politiche Dichiarate mostra un percorso basato sulle misure energetiche e climatiche che i governi hanno effettivamente messo in atto fino ad oggi, nonché su specifiche iniziative politiche in corso di sviluppo. In questo scenario, quasi tutta la crescita netta della domanda energetica fino al 2050 è soddisfatta da fonti a basse emissioni, ma lascia le emissioni annuali ancora intorno ai livelli odierni. Di conseguenza, le temperature medie globali sono destinate ad aumentare ancora, raggiungendo nel 2100 i 2,6 °C rispetto ai livelli preindustriali.

Fonte: IEA-WEO 2021

– Lo Scenario degli impegni annunciati traccia un percorso in cui gli impegni di emissioni nette a zero vengono attuati in tempo e per intero. In questo scenario, la domanda di combustibili fossili raggiunge il picco entro il 2025 e le emissioni globali di CO2 diminuiscono del 40% entro il 2050. Tutti i settori registrano un calo, con il settore dell’elettricità di gran lunga il maggiore. L’aumento della temperatura media globale nel 2100 si mantiene a circa 2,1 °C.

Per la prima volta da quando è stato pubblicato il WEO, la domanda di petrolio va verso un eventuale calo in tutti gli scenari esaminati, anche se i tempi e la velocità variano ampiamente. Se tutti gli impegni climatici annunciati oggi saranno rispettati, il mondo consumerebbe ancora 75 milioni di barili di petrolio al giorno entro il 2050, in calo rispetto ai circa 100 milioni di oggi, ma precipiterebbe a 25 milioni nello Scenario a emissioni zero entro il 2050. 
La domanda di gas naturale aumenta in tutti gli scenari nei prossimi cinque anni, ma su questa tendenza ci sono delle incertezze.

Dopo decenni di crescita, le prospettive per l’energia a carbone peggiorano nello Scenario degli impegni annunciati, un declino che potrebbe essere ulteriormente accelerato dal recente annuncio della Cina della fine del suo sostegno alla costruzione di centrali a carbone all’estero. Questa mossa potrebbe comportare la cancellazione di progetti pianificati che consentirebbe di risparmiare circa 20 miliardi di tonnellate di emissioni cumulative di CO2 fino al 2050, un importo simile al risparmio totale di emissioni dell’Unione europea che raggiunge lo zero netto entro il 2050.

Le differenze tra i risultati dello Scenario degli impegni annunciati e quelli dello Scenario Emissioni Zero Nette entro il 2050 sono sostanziose, evidenziando la necessità di impegni più ambiziosi se il mondo vuole raggiungere lo zero netto entro la metà del secolo.

Gli impegni odierni sul clima porterebbero solo al 20% delle riduzioni entro il 2030 delle emissioni che sono necessarie per mettere il mondo su un percorso verso lo zero netto entro il 2050 – ha evidenziato il Direttore dell’IEA – Raggiungere quel percorso richiede investimenti in progetti e infrastrutture di energia pulita da triplicare nel prossimo decennio. Circa il 70% di tale spesa aggiuntiva deve avvenire nelle economie emergenti e in via di sviluppo, dove i finanziamenti sono scarsi e il capitale rimane fino a sette volte più costoso rispetto alle economie avanzate“.

Gli investimenti insufficienti contribuiscono da generare incertezze sul futuro. La spesa per petrolio e gas naturale è calata a seguito dei crolli dei prezzi nel 2014-15 e di nuovo nel 2020, orientandosi verso un mondo con una domanda stagnante o addirittura in calo. Allo stesso tempo, la spesa per le transizioni verso l’energia pulita è molto al di sotto di quanto sarebbe necessario per soddisfare le esigenze future in modo sostenibile.

Esiste il rischio incombente di ulteriori turbolenze per i mercati energetici globali – ha proseguito Birol – Non stiamo investendo abbastanza per soddisfare il fabbisogno energetico futuro e le incertezze stanno preparando il terreno per un periodo di volatilità futura. Il modo per affrontare questa discrepanza è chiaro: un forte impulso agli investimenti in energia pulita, in tutte le tecnologie e in tutti i mercati. Ma questo deve avvenire in fretta“.

Il Rapporto sottolinea che l’investimento extra per raggiungere lo zero netto entro il 2050 è meno oneroso di quanto potrebbe sembrare. Oltre il 40% delle riduzioni di emissioni richieste proverrebbe da misure che si ripagano da sole, come il miglioramento dell’efficienza, la limitazione delle fuoriuscite di gas o l’installazione di impianti eolici o solari in aree dove già ora le tecnologie di generazione di elettricità sono più competitive.

Questi investimenti creano anche enormi opportunità economiche. Perseguire con successo lo zero netto creerebbe un mercato per turbine eoliche, pannelli solari, batterie agli ioni di litio, elettrolizzatori e celle a combustibile di oltre 1.000 miliardi di dollari l’anno entro il 2050, di dimensioni paragonabili all’attuale mercato del petrolio. Anche in un sistema energetico molto più elettrificato, rimangono grandi opportunità per i fornitori di carburante di produrre e fornire gas a basse emissioni di carbonio. Solo nello Scenario degli impegni annunciati ci sarebbero altri 13 milioni di lavoratori impiegati nell’energia pulita e nei settori correlati entro il 2030, mentre tale numero raddoppierebbe nello Scenario a emissioni nette zero entro il 2050.

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