17 Ottobre 2021
Cambiamenti climatici Clima

NDC Rapporto di Sintesi: alcuni progressi, ma tante preoccupazioni

L’aggiornamento diffuso dall’UNFCCC sui Piani di azione nazionali per clima (NDC), presentati o aggiornati dai Paesi nell’ambito dell’Accordo di Parigi, indica che al momento, in assenza di nuovi impegni di tutte le Parti firmatarie, le emissioni si ridurrebbero al 2030 del 16% contro il 45% del taglio necessario per tenere il riscaldamento limitato a 1,5°C e il 25% per i 2°C.

A meno che le nazioni ricche non si impegnino ad affrontare subito le emissioni, il mondo è su un “percorso catastrofico” verso 2,7 °C di riscaldamento entro la fine del secolo, ben oltre la soglia di 1,5 °C, concordata dalla comunità internazionale come parte dell’Accordo di Parigi (2015).

È l’avvertimento che viene dall’aggiornamento diffuso il 17 settembre 2021 dall’UNFCCC, sui Piani di azione nazionali per il clima, ufficialmente denominati Contributi determinati a livello nazionale (NDC), presentati dai 191 Paesi firmatari dell’Accordo.

L’aggiornamento era stato richiesto dalle Parti dell’UNFCCC per essere assistite nella valutazione dei progressi dell’azione per il clima in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) di novembre a Glasgow, quando, come previsto dall’Accordo, si dovranno aggiornare i Piani per allinearli alla traiettoria in grado di centrare l’obiettivo.

Gli aggiornamenti si riferiscono ai Piani depositati alla Segreteria dell’UNFCCC al 30 luglio 2021, comprese le informazioni di 86 NDC aggiornati e nuovi presentate da 113 Parti, che complessivamente coprono circa il 59% dei Paesi firmatari dell’Accordo e rappresentano circa il 49% delle emissioni globali di gas ad effetto serra. Per questo gruppo, si prevede che le emissioni di gas serra diminuiranno del 12% nel 2030 rispetto al 2010. Le riduzioni delle emissioni necessarie indicate dall’IPCC per limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 °C sarebbero del 45% nel 2030 o del 25% per i 2 °C.

All’interno del gruppo, 70 Paesi hanno indicato obiettivi di neutralità del carbonio al 2050, che potrebbero portare a riduzioni delle emissioni ancora maggiori, di circa il 26% entro il 2030 rispetto al 2010

Mi congratulo con tutte le parti che hanno presentato NDC aggiornati o nuovi – ha affermato Patricia Espinosa, Segretaria esecutiva dell’UNFCC nel corso della Conferenza stampa di presentazione del report – La sintesi mostra che vi sono Paesi che stanno facendo progressi verso gli obiettivi di temperatura dell’Accordo di Parigi. Ciò significa che il meccanismo integrato stabilito dall’A stesso per consentire un graduale aumento dell’ambizione sta funzionando“.

Un numero considerevole dei NDC dei Paesi in via di sviluppo contiene impegni per ridurre le emissioni, che possono essere attuati solo con l’accesso a risorse finanziarie potenziate e altri supporti. L’UNFCCC suggerisce che la piena attuazione di questi componenti potrebbe consentire il picco delle emissioni globali entro il 2030. Per quanto riguarda le azioni di adattamento, che sono anche coperte in molti dei NDC disponibili, il supporto è particolarmente critico.

Questo dimostra quanto sia centrale la questione del sostegno ai Paesi in via di sviluppo – ha aggiunto la Espinosa – Dobbiamo raggiungere il picco di emissioni prima possibile e prima del 2030 e sostenere i Paesi in via di sviluppo nella costruzione della resilienza climatica. L’impegno a mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 è fondamentale per rafforzare l’azione per il clima da parte dei Paesi in via di sviluppo. Ma l’impegno assunto nel processo UNFCCC più di 10 anni fa non è stato ancora rispettato. È tempo tener fede: la COP26 è il posto giusto per farlo. I Paesi in via di sviluppo hanno bisogno di questo sostegno per agire nel modo più ambizioso possibile”. 

Il rapporto contiene anche alcuni risultati preoccupanti. Gli NDC disponibili di tutte le 191 parti prese insieme implicano un aumento considerevole delle emissioni globali di GHG nel 2030 rispetto al 2010, di circa il 16%. Questo significherebbe, secondo le ultime stime dell’IPCC, un aumento della temperatura di circa 2,7 °C entro la fine di questo secolo.

Confronto delle emissioni globali negli scenari valutati dall’IPCC nel Rapporto speciale per mantenere il riscaldamento globale a 1,5 °C con le emissioni globali totali secondo i contributi determinati a livello nazionale (NDC).

“L’aumento del 16% è un enorme motivo di preoccupazione – ha sottolineato la Segretaria UNFCCC – È in netto contrasto con le richieste della scienza per riduzioni rapide, sostenute e su larga scala delle emissioni per prevenire le conseguenze e le sofferenze climatiche più gravi, in particolare dei più vulnerabili, in tutto il mondo. Il rapporto mostra chiaramente che il quadro NDC sta aiutando le Parti ad avanzare verso l’adempimento dei loro impegni ai sensi dell’Accordo di Parigi“.

Inoltre, la Espinosa ha chiarito che le Parti possono presentare i NDC o aggiornare quelli già presentati in qualsiasi momento, anche in vista della COP26. In questo caso e al fine di garantire che la Conferenza disponga delle informazioni più aggiornate, l’UNFCCC rilascerà il 15 ottobre 2021 un altro aggiornamento che copra i NDC presentati entro il 12 ottobre 2021.

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