17 Gennaio 2022
Energia Fonti fossili

Metano: la fuoriuscita correlata ai combustibili fossili è “imperdonabile”

Secondo il Direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia IEA che ha presentato il nuovo Rapporto dell’Agenzia che definisce una tabella di marcia per la riduzione delle emissioni fuggitive di metano correlate alle operazioni di estrazione, trasporto e distribuzione dei combustibili fossili, è imperdonabile che si permetta che vengano rilasciate enormi quantità di questo potente gas serra, quando ci sono tecnologie a costi assai limitati per ovviare al problema.

Per l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), l’azione climatica non dovrebbe concentrarsi solo sull’anidride carbonica (CO2), dal momento che le fuoriuscite di metano (gas 84 volte più potente della CO2 più potente su una scala temporale di 20 anni) durante le operazioni di estrazione, trasporto e distribuzione dei combustibili fossili potrebbero essere evitate senza eccessivi costi, fornendo il modo più efficace per limitare i cambiamenti climatici a breve termine, dal momento che il metano persiste nell’atmosfera per un tempo più breve rispetto alla CO2, il che significa che le azioni intraprese ora per ridurre le emissioni avranno un effetto più immediato sull’aumento della temperatura

È quanto emerge dal Rapporto Curtailing Methane Emissions from Fossil Fuel Operations. Pathways to a 75% cut by 2030” che l’IEA ha pubblicato il 12 ottobre 2021 con l’obiettivo di fornire approfondimenti e linee guida essenziali per i governi, le autorità di regolamentazione e l’industria energetica in vista della COP26 e oltre.

 

Basandosi sulle stime delle emissioni e sulle opzioni per affrontarle a disposizione dell’Agenzia, quali Methane Tracker e Regulatory Roadmap and Toolkit , si stima che le attività correlate ai combustibili fossili abbiano emesso quasi 120 milioni di tonnellate di metano nel 2020 a livello globale, circa un terzo di tutte le emissioni di metano da attività antropiche.

In un momento in cui ci vengono costantemente ricordati gli effetti dannosi de cambiamenti climatici, è imperdonabile che si continui a permettere a enormi quantità di metano di filtrare nell’aria dalle operazioni dei combustibili fossili – ha affermato Fatih Birol, Direttore esecutivo dell’IEA – Queste emissioni sono evitabili, le soluzioni sono comprovate e persino redditizie in molti casi. E i benefici in termini di riscaldamento a breve termine evitato sono enormi. Accolgo con favore il rinnovato impulso alla base di questo problema con il Global Methane Pledge, annunciato dall’Unione europea e dagli Stati Uniti, e esorto tutti i Paesi e le aziende a intensificare le loro azioni.

Il riferimento di Birol è all’iniziativa annunciata dal Presidente USA Joe Biden e dalla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, in occasione del MEF, Forum sull’energia e il clima delle maggiori economie mondiali (Washington, 17-18 settembre 2021) e che verrà presentata alla prossima COP26 a Glasgow, alla quale alcuni Paesi (tra cui l’Italia) hanno già annunciato la propria adesione, e il cui  obiettivo dichiarato è di ridurre le emissioni di metano in tutti i settori del 30% tra il 2020 e il 2030.

L’IEA stima che oltre il 70% delle attuali emissioni delle operazioni petrolifere e del gas possa essere prevenuto e che circa il 45% potrebbe essere evitato senza costi netti perché il valore del gas catturato è superiore al costo della misura di abbattimento. Questa quota sarebbe molto più alta al momento, visti i massimi record dei prezzi del gas naturale.

È necessaria un’azione rapida perché eventuali cali della domanda di combustibili fossili da soli non consentiranno di ottenere riduzioni abbastanza rapide delle emissioni di metano per prevenire gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici.  Nella tabella di marcia per le emissione net zero al 2050, l’IEA ha previsto che le emissioni di metano dalle operazioni di combustibili fossili diminuiscano di circa il 75% tra il 2020 e il 2030. Circa un terzo di questo calo è il risultato di una riduzione complessiva del consumo di combustibili fossili, ma la quota maggiore deriva da misure e tecnologie volte a ridurre le emissioni nei campi, negli oleodotti e nelle miniere esistenti.

Molteplici giurisdizioni in tutto il mondo hanno già utilizzato strumenti politici consolidati, inclusi i requisiti per il rilevamento e la riparazione delle perdite, gli standard tecnologici e il divieto di flaring e venting non di emergenza. Alcuni Paesi hanno incluso il metano insieme ad altri gas serra nei loro impegni nazionali di azzeramento netto, mentre altri hanno fatto annunci più mirati.

Questi governi potrebbero anche sfruttare il loro potere d’acquisto per incentivare altri paesi a intensificare le loro misure contro le emissioni, dato che oltre il 40% del petrolio e del gas prodotti in Paesi senza forti impegni per il metano viene esportato per il consumo in Paesi che hanno tali impegni.

L’IEA ha affermato che oggi il settore del petrolio e del gas ha un “ruolo critico da svolgere” come complemento all’azione dei Governi sul metano. 
Queste aziende possono affrontare rapidamente le emissioni attraverso le proprie operazioni e aiutare a diffondere le migliori pratiche in tutto il settore, estendendo i loro sforzi ad iniziative in cui sono partner non operativi – afferma l’IEA – Ciò accelererebbe molte delle azioni di abbattimento mirate dai Governi e potrebbe fornire un’ulteriore riduzione delle emissioni globali di quasi il 10%”.

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