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Voler bene all’Italia: la Campagna 2026 di Legambiente

Dal 31 maggio all’8 giugno 2026 le piazze dei piccoli comuni italiani, custodi di tradizioni, storia e bellezza del Paese, capaci di innovare e competere, pronti per dare gambe alla transizione ecologica, ad una maggior giustizia ambientale, climatica e sociale, celebreranno “Voler Bene all’Italia”, la Festa lanciata da Legambiente e dal Comitato promotore per richiamare l’attenzione su questa parte d’Italia spesso marginalizzata da politiche disattente.

Dal 31 maggio all’ 8 giugno 2064 torna la campagna di Legambiente dedicata ai piccoli comuni e ai territori marginali e montani del Belpaese. Un viaggio itinerante, dagli Appennini alle Alpi, per scoprire quelle realtà che hanno raggiunto obiettivi concreti in tema di economia e filiere circolari rinnovabili, agroecologia e gestione sostenibile delle risorse naturali, turismo attivo

Dagli Appennini alle Alpi c’è un’Italia in fermento che scommette sulla transizione ecologica ed energetica. Non solo grandi città, l’esempio arriva anche da tanti piccoli comuni (sotto i 5mila abitanti) e paesi medi (sopra i 5mila) che con le loro comunità dimostrano cosa si può fare in questi territori. Nel 2026 sono sette “le best practices targate Voler Bene all’Italia”, in prima linea nella transizione ecologica, che hanno raggiunto obiettivi concreti in tema di economia e filiere circolari rinnovabili, di agroecologia e gestione sostenibile delle risorse naturali e del turismo attivo.  Quest’anno le migliori esperienze territoriali e comunitarie hanno trovato terreno fertile inUmbria, Molise,Campania,Lazio,Marche,BasilicataePiemonte

Dalla cooperativa umbra che diceno all’overtourismall’azienda agricola lucana che punta su agroecologia eagricoltura sociale e rinnovabili, dal comune più piccolo del Lazio che affronta il tema dellagestione boschivaalle Marche e Campania dove lerinnovabili nelle aree interne generano lavoro e risparmio in bollettaallacooperativa forestalepiemontese che punta al chilometro zero dando valore al territorio, all’apiario di comunitànato in Molise.

A censirle e a farle conoscere e scoprire, con visite guidate e incontri, èLegambientecon la sua Campagna nazionale “Voler Bene all’Italiapatrocinata daUNCEM(Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani) e dallaFondazione Symbola,  giunta alla XXII edizione (31 maggio – 8 giugno 2026), la Festa nazionale dei Piccoli Comuni, a 80 anni dalla nascita della Repubblica, che farà tappa neiluoghi che dimostrano con i fatti un modello concreto di “voler bene” al proprio territorio in chiave sostenibile contrastando crisi climatica e demografica, e che quest’anno è dicata alla memoria diSimoneeAlessio Gentile, due fratelli e soci di Legambiente scomparsi prematuramente, tra i protagonisti della rinascita diCastel del Giudice(IS).

La novità del 2026 è l’avercensito per la prima volta tra le best practices anche2 comuni sopra i 5mila e i 10mila abitanti, ossiaCastellamonte (TO) con 9.849 abitanti eNarni(TR) che conta 17.588 abitanti. Alle 7 realtà di quest’anno se si sommano quelle censite lo scorso anno si arriva in tutto a 14 best practice targate “Voler bene all’Italia” mappate in 11 regioni (oltre a quelle elencate prima ci sono anche Toscana, Calabria, Puglia e Abruzzo).  

Sono storie che arrivano in gran parte dagliAppennini, la montagna abitata per eccellenza, dato che interessa 15 Regioni, 48 province e 1.601 comuni (il 20% dei Comuni italiani e il 46,5% di quelli classificati montani) per la gran parte piccoli o piccolissimi, nei quali vivono 3,9 milioni abitanti (appenail 6,6% della popolazione totale). Qui, stando anche all’ultimoMontagne Italia 2025di UNCEM, le persone che hanno trasferito la propria residenza in uno dei 3.417 comuni della Montagna italiana hanno largamente superato quelle che hanno abbandonato quegli stessi comuni con un saldo positivo che ha avvicinato le centomila unità (99.574).

Anche quest’anno la nostra campagna nazionale Voler Bene all’Italia che si festeggia dal 31 maggio all’8 giugno in concomitanza alla Festa della Repubblica che celebra i primi 80 anni, si fa promotrice di quei cantieri della transizione ecologica che stanno traghettando l’Italia verso un futuro più green e più giusto– ha commentato Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente – Si tratta di buone pratiche che sono già attive o si stanno sviluppando nei diversi territori a partireda quelli montani e collinari, che rappresentano ancora oggi la spina dorsale del Paese. Sono esperienze che raccontano la grande forza generativa in termini di valorizzazione, economia, lavoro e occupazione che queste esperienze anno. Una contro narrazione concreta rispetto a chi vede gli impianti, ad esempio per produrre energia rinnovabile, come un attacco al territorio, invece di considerarli una scelta strategica, positiva e necessaria per le comunità e per il Paese”.

“La transizione ecologica – commenta Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente – è la risposta più efficace per combattere la crisi demografica e climatica che colpisce gran parte delle aree interne e montane favorendo al tempo stesso uno sviluppo locale sostenibile. Non dimentichiamo inoltre che porta benefici economici e sociali per i territori generando nuovi posti lavoro, sviluppo sostenibile, rilancio dei servizi territoriali. Alla luce di ciò, torniamo anche a ribadire che i piccoli comuni e più in generale le aree interne del Paese non devono essere lasciate sole, servono finanziamenti e interventi per rafforzare i servizi dei territori, ridurre la marginalità e il disagio insediativo, per creare lavoro e migliorare la protezione delle persone e dei territori resi sempre più fragili dall’impatto della crisi climatica”.

Il turismo sostenibile che fa bene al territorio
Tornando alle 7 migliori esperienze 2026 targateVoler Bene all’Italia, c’è Stifone, frazione diNarni (TR), in Umbria, da dove il 31 maggio è partita la campagna di Voler Bene all’Italia per parlare di turismo attivo e sostenibile a partire dall’esempio della Cooperativa socialeComunità Parco Gole del Nera“, che stacontrastando l’overtourism attraverso una gestione partecipata e sostenibile. In un solo anno di attività ha accolto oltre 41.000 visitatori, creatooccupazione per 20 persone, quasi tuttigiovani molti dei quali appartenenti a categorie svantaggiate. Nel 1892, Stifone era entrato nella storia dell’energia italiana con la costruzione di uno dei primi impianti idroelettrici del Paese, a seguire, fu edificata anche una seconda centrale, quella della Morica.

L’apiario di comunità
Altra best practice arriva dall’Alto Molise da Castel Giudice(IS), piccolo comune montano conosciuto per i progetti di rigenerazione urbana, agricoltura biologica e per l’apiario di comunità. Quest’ultimo, voluto dal Comune, da Legambiente e dalla rete di apicoltori che operano nelle aree interne dell’appennino molisano-abruzzese, è l’esito di una unione di intenti tra diversi soggetti, pubblici, privati e associativi, che hanno portato avanti i valori della tradizione rurale e che, insieme, sviluppano economia sostenibile e tutela del territorio e della biodiversità. L’apiario di comunità sarà il tema dell’iniziativa di Voler Bene all’Italia in programma sabato 2 giugno alle ore 11.00 dal titolo “Miele in comunità: smielatura in piazza in ricordo di Simone e Alessio Gentile”, si potrà anche donare per una raccolta fondi e ricevere il miele prodotto in giornata.

Rinnovabili in Campania e nelle Marche
Nelle Marche e in Campania la transizione ecologica delle aree interne passa anche dalle rinnovabili e dai sistemi di accumulo. ASerrapetrona(MC) dove è stato realizzato nel 2014il primo impianto eolico delle Marche voluto dai comuni, con Veler Bene all’Italia venerdì 5 giugno ore 15.00 (Mulino del Borgo) si discuterà di come le filiere rinnovabili e la gestione sostenibile del bosco hanno promosso l’economia locale compresa quella turistica.

Buccino(SA), in Campania, si trova invecel’impianto MGTES – Magaldi Green Thermal Energy Storage, inaugurato nel settembre 2025, il primo in Italia del suo genere. Si tratta di un sistema di accumulo di energia termica basato sulla tecnologia del letto di sabbia fluidizzato che consente di immagazzinare energia termica proveniente da fonti rinnovabili o direttamente dalla rete elettrica quando i prezzi dell’energia sono bassi, per poi rilasciarla quando serve.  Qui il6 giugnoore 10.30 farà tappaVoler Bene all’Italiapremiando anche “i green workers”. L’impianto, con capacità di circa 7,5 MWh termici, alimenta i processi produttivi di I.GI S.p.A.e contribuisce alla riduzione dei consumi di gas e delle emissioni, stimate in oltre 500 tonnellate di CO₂ all’anno.

Agrocoecologia in Basilicata
ARotondella, in provincia di Matera, Voler Bene all’Italia farà tappadomenica 7 giugno, facendo scoprire la Masseria Nivaldine, un’azienda agricola ortofrutticola, viticola e olivicola con annesso laboratorio di trasformazione e fattoria didattica cheunisce agroecologia e agricoltura sociale con percorsi educativi per scuole, famiglie e gruppi finalizzati anche all’inserimento lavorativo. Qui si coltivano e conservano la biodiversità frutticola tradizionale, custodiscono due patriarchi da frutto della regione Basilicata, un vigneto sperimentale per la caratterizzazione di un vitigno autoctono, e fanno parte della rete dei produttori del Presidio Slow Food Pera Signora della Valle del Sinni.

Nel comune più piccolo del Lazio
 Nel rietino a Marcetelli, sabato6 giugnoore 11.00 presso il Centro il Ghiro, Voler Bene all’Italia ci porta nelpiù piccolo comune del Lazio(56 abitanti), nella Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia, con la più alta copertura boschiva e da dove ci si confronta sul tema come gestire il patrimonio forestale. Qui verrà presentato il rapporto “Foreste in Comune” realizzato daPEFC Italiacon il supporto diUNCEMeLegambiente.

In Piemonte la filiera del legno
Nel cuore delCanavese c’èCastellamonte, comune che dal 2023 è parte delsito UnescoSacri Monti piemontesi, si trova il Centro del Legno, un moderno centro per la trasformazione del legno che si potrà visitare lunedì8 giugnocon Voler Bene all’Italia, Uncem e PEFC Italia, e che è parte integrantedella prima lavorazione del legname di provenienza prevalentemente piemontese che produce semilavorati e prodotti finiti da opera e di pregio, quali travature, rivestimenti interni ed esterni per edifici, pavimenti rustici ed arredi per esterno. Unendo conoscenze, competenze ed esperienze con altre importanti realtà del territorio come laCooperativa Valli Unitenel Canavese, si è dato vita al progetto “Si parte dal bosco“ per offrire un servizio completo che parte dalla progettazione, ricerca e fornitura della materia prima, fino alla messa in opera. Il progetto del Centro del Legno nasce dall’esigenza di completare l’anello mancante della filiera bosco- legno in Canavese.

La transizione ecologica è la risposta più efficace per combattere la crisi demografica e climatica che colpisce gran parte delle aree interne e montane, favorendo al tempo stesso uno sviluppo locale sostenibile –ha commenta Antonio Nicoletti, Responsabile aree protette di Legambiente –Non dimentichiamo inoltre che porta benefici economici e sociali per i territori generando nuovi posti lavoro, sviluppo sostenibile, rilancio dei servizi territoriali. Alla luce di ciò, torniamo anche a ribadire che i piccoli comuni e più in generale le aree interne del Paese non devono essere lasciate sole, servono finanziamenti e interventi per rafforzare i servizi dei territori, ridurre la marginalità e il disagio insediativo, per creare lavoro e migliorare la protezione delle persone e dei territori resi sempre più fragili dall’impatto della crisi climatica”.

In copertina: Stifone, frazione del comune di Narni, in provincia di Terni, è un antico borgo di soli 40 abitanti situato a circa 70 chilometri da Roma, lungo la riva sinistra del fiume Nera.

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