Economia e finanzaSocietà

Utilities: sfide e opportunità della finanza sostenibile

Il position paper di Utilitalia, redatto in collaborazione con PcW e presentato l’11 ottobre 2021, analizza le sfide e le opportunità per le Utilities, derivanti dal Regolamento UE sulla Tassonomia “verde”, fornendo alle imprese una chiave per individuare le aree economiche da considerarsi sostenibili su cui operare gli investimenti.

Nel corso di un evento in streamingUtilitalia, la Federazione che riunisce le Utility dei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas, ha presentato l’11 ottobre 2021 ilPosition Paper“La finanza sostenibile e l’impatto sulle scelte di investimento delle Utilities”, redatto in collaborazione conPwC, con lo scopo di effettuare un’analisi dello stato dell’arte dell’integrazione del sistema finanziario sia relativamente a prodotti tradizionali sia a forme alternative di funding dei principali e recenti impatti normativi sullescelte di investimento delle Utilitiesderivanti dalla Taxonomy Regulation (TR) il Regolamento del 2020 che stabilisce icriteri per determinare se un’attività economica possa considerarsi ecosostenibile, al fine di individuare il grado di ecosostenibilità di un investimento.

Inoltre, la Commissione UE lo scorso aprile con laComunicazione“EU Taxonomy, Corporate Sustainability Reporting, Sustainability Preferences and Fiduciary Duties: Directing finance towards the European Green Deal” (Tassonomia UE, Informativa in materia di sostenibilità delle imprese, Preferenze di sostenibilità, Doveri fiduciari:  Indirizzare la finanza verso il Green Deal europeo) ha adottato un ambizioso pacchetto completo di misure intese a favorire i flussi di capitale verso attività sostenibili in tutta l’Unione. In Luglio ha poi adottato unatto delegatoche stabilisce una serie di iniziative per affrontare i cambiamenti climatici e le altre sfide ambientali aumentando gli investimenti nella transizione europea verso un’economia sostenibile, tra cui l’estensione degli strumenti per facilitare l’accesso alla finanza per la transizione e la maggiore inclusione delle PMI attraverso strumenti e incentivi per accedere alla finanza di transizione.

In questo contesto di evoluzione normativa e attenzione allo sviluppo sostenibile delle imprese, in particolar modo del comparto energetico, Utilitalia, vuoleaccompagnare le aziende associate nel percorso di sviluppo sostenibile al fine di cogliere sfide e opportunitàderivanti dall’evoluzione della finanza sostenibile e della crescente centralità delletematiche ambientali, sociali e gestionali(ESG) nel cotesto normativo, regolatorio e industriale.

A tale scopo sono state identificate5 aree di attenzioneutili a supportare un processo di confronto costruttivo e fornire input per le evoluzioni future della finanza sostenibile:
1.Evoluzione e implementazione della Transition Finance: la TR appare carente nell’identificare e nel dare il giusto peso alle attività che, seppur ad oggi non sono considerate totalmente o parzialmente green, permettono la transizione o comunque sono utili all’abilitazione di tecnologie coerenti con gli standard della Tassonomia. Inoltre, la TR pone dei traguardi, ambiziosi e sfidanti, ma senza una gradualità di applicazione: essere compliant alla TR, da un punto di vista tecnologico richiede un percorso articolato con numerosi investimenti per svariati anni. Tale evidenza rende necessario definire strumenti per finanziare gli asset, investimenti ed aree di business che nel breve non sono e non potranno essere TR compliant.

2.Lo stato dell’arte e l’evoluzione della Taxonomy Regulation: lascia trasparire un gap tra ciò che è stato definito congruo dalla Tassonomia e lo stato dell’arte della tecnologia, i trend di mercato ed il contesto di riferimento delle Utilities. A titolo esemplificativo si cita la mancanza di armonizzazione tra gli obiettivi di decarbonizzazione ed il progresso tecnologico e la disponibilità di gas low carbon. Inoltre si evidenzia come ad oggi non sia ancora stato definito, dalla Tassonomia, un ruolo per alcune attività che contribuiscono alla decarbonizzazione e al raggiungimento degli obiettivi climatici e che comunque sono parte integrante del business di molte utilities (i.e. per il settore energetico o delle utilities, la vendita di biogas e di energia elettrica da fonti rinnovabili contribuisce alla riduzione delle emissioni indirette e, allo stesso tempo, costituisce una parte importante delle attività delle utilities).

3.Lo stato dell’arte degli strumenti e dei canali di funding ESG: facendo specifico riferimento al settore delle utilities di medie e piccole dimensioni si denota una prevalenza di adozione di finanziamenti tramite credito bancario e non mediante mercato dei capitali. Ad oggi l’insieme di norme definite dalla Commissione Europea per l’evoluzione della finanza sostenibile è particolarmente evoluto e incentrato sui mercati dei capitali e dei Green Bond mentre è meno maturo sugli altri strumenti di finanziamento che stanno comunque prendendo piede nel mercato.

4.Classificazione e rating delle metodologie ESG e degli investimenti: appare rilevante poter disporre di una maggiore disclosure delle metodologie utilizzate e dei fattori chiave di valutazione per ogni società di rating così come di una maggiore armonizzazione nei criteri di valutazione utilizzati. La condivisione di una metodologia comune permetterebbe una maggiore comparabilità dei rating così come avviene nel mondo dei rating finanziari (Moody’s,S&P,Fitch). 5.Evoluzione della regolamentazione: fondamentale è che l’Autorità (ARERA) avvii un’attività di conciliazione della Tassonomia con la regolamentazione attuale e futura, specialmente per business quali il Servizio Idrico Integrato, la distribuzione di energia legata ai processi di decarbonizzazione e la gestione della filiera ambientale, dove sono richiesti importanti investimenti per la gestione, l’ottimizzazione e la qualità dei servizi offerti anche se non rientranti nelle definizioni date

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