8 Agosto 2022
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Siderurgia: come decarbonizzarla per conseguire gli obiettivi climatici dell’UE

Un Rapporto del Centro Comune di Ricerca mostra che la siderurgia dell’UE si sta concentrando principalmente sulla produzione di acciaio a base di idrogeno come strategia di decarbonizzazione del settore, esplorando al contempo le possibilità di collaborazione con l’industria chimica per utilizzare la CO2 catturata nella produzione di sostanze chimiche.

Come strategia di decarbonizzazione del settore, la siderurgia dell’UE si sta concentrando principalmente sulla produzione di acciaio a base di idrogeno, esplorando nel contempo le tecnologie di cattura del carbonio e la collaborazione con l’industria chimica, per utilizzare le emissioni di CO2 nella produzione si sostanze chimiche.

Lo evidenzia il RapportoTechnologies to decarbonise the EU steel industry”, pubblicato il 15 giugno 2022 dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE, che fornisce la fotografia dell’attuale panorama della siderurgia nell’UE e analizza le tecnologie future che il settore sta esplorando per decarbonizzare i suoi processi.

Secondo il JRC, il reinvestimento in attività esistenti ad alta intensità di carbonio rischia di creare “attività incagliate”, ovvero che devono chiudere le attività prima della fine della loro vita economica e tecnica. Il recente REPowerEU, il Piano adottato dalla Commissione UE per l’affrancamento dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia, ha ribadito e sottolineato con forza la necessità di accelerare la decarbonizzazione nell’UE. La sostituzione di carbone, petrolio e gas naturale nei processi industriali, secondo la Commissione UE, ridurrà le emissioni di gas serra, rafforzerà la competitività industriale e sosterrà la leadership tecnologica internazionale dell’UE.

Il settore siderurgico dell’UE genera direttamente oltre 330.000 posti di lavoro e indirettamente altri 2,5 milioni, il che lo rende una parte fondamentale dell’economia dell’UE. La produzione di acciaio nell’UE è dominata da una manciata di Paesi. La Germania ha prodotto il 26% di tutto l’acciaio dell’UE nel 2020, seguita da Italia (15%), Francia (8%) e Spagna (8%). Poco più della metà di tutto l’acciaio prodotto nell’UE nel 2020 (56%) è stato realizzato tramite il percorso principale e il 44% tramite il riciclaggio.

Quattordici Paesi dell’UE hanno capacità di produzione primaria di acciaio. I più piccoli siti di questo tipo nell’UE hanno capacità di produzione di acciaio grezzo di poco superiori a 1 milione di tonnellate all’anno, mentre i siti più grandi hanno una capacità di circa 10 Mt/anno. Nell’UE esistono 24 di questi siti integrati di produzione dell’acciaio.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha calcolato che la siderurgia è responsabile di circa il 5% delle emissioni dell’UE e del 7% a livello globale, nonostante si siano dimezzate dal 1960. Poiché il percorso di produzione convenzionale dell’altoforno – fornace ad ossigeno di base – è ad alta intensità di CO2 (di solito con un’impronta di carbonio di 1,6-2,0 tonnellate di CO2 per tonnellata di acciaio grezzo prodotto), e la maggior parte delle acciaierie dell’UE stanno operando vicino all’efficienza ottimale, l’industria si sta ora concentrando sempre più sulla produzione di acciaio a base di idrogeno.

Diversi progetti annunciati in tutta Europa mirano a sostituire i processi di produzione dell’acciaio esistenti con nuovi impianti siderurgici basati sulla riduzione diretta del ferro utilizzando l’idrogeno. Il Piano REPowerEU evidenzia che circa il 30% della produzione di acciaio primario nell’UE dovrebbe essere decarbonizzato entro il 2030 utilizzando idrogeno rinnovabile.

Secondo la Società di consulenza ed Ente di certificazione DNV che il 14 giugno 2022 ha pubblicato la sua prima analisi previsionale sull’idrogeno, sarà proprio l’UE il precursore dell’utilizzo di idrogeno, con il settore siderurgico a fare da driver.

Il Rapporto del JRC sottolinea che nel breve e medio termine, la produzione di acciaio a basse emissioni di CO2 sarà probabilmente più costosa dell’attuale e i costi futuri della produzione di acciaio a base di idrogeno sono molto incerti, poiché dipendono dai costi futuri dell’idrogeno e dell’elettricità da rinnovabili.

Il rapporto raccoglie e confronta i risultati di diversi studi esterni che mostrano che con una forte diminuzione dei costi dell’idrogeno rinnovabile e un aumento del prezzo delle emissioni di CO2, la produzione di acciaio a base di idrogeno potrebbe diventare competitiva con gli attuali costi di produzione dell’acciaio entro il 2050.

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