18 Agosto 2022
Inquinamenti e bonifiche Malattie e cure Salute

SENTIERI: nei SIN in 8 anni eccesso di mortalità pari a 12.000 persone

SENTIERI eccesso mortalita

Nel corso del Workshop Strategico “Un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati”, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità – Dipartimento Ambiente e Salute e dal Ministero della Salute – Direzione Generale Prevenzione Sanitaria e svoltosi a Roma il 12 giugno 2018, sono stati presentati i dati aggiornati del Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento).

Coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza”, il Centro Europeo Ambiente e Salute OMS, il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio e l’Istituto di fisiologia clinica del CNR, nell’ambito del Programma Nazionale Strategico “Ambiente e Salute” promosso dal Ministero della Salute, SENTIERI riporta i risultati dello studio, iniziato oltre 10 anni fa, che analizza il rischio per la salute della popolazione residente in prossimità di 45 dei 57 siti contaminati italiani, eufemisticamente conosciuti come Siti di Interesse Nazionale (SIN), costituiti per lo più da zone industriali (attive o dimesse), portiex minierecave, discariche abusive di rifiuti pericolosi.

Ebbene, vivere in siti contaminati comporta un aumento di tumori maligni del 9% tra 0 e 24 anni. In particolare “l’eccesso di incidenza” rispetto a coetanei che vivono in zone considerate “non a rischio” è del 62% per i sarcomi dei tessuti molli66% per le leucemie mieloidi acute50% per i linfomi Non-Hodgkin. Peraltro, questi dati elaborati sul periodo 2006-2013 si riferiscono solo a quelli dove è attivo il registro tumori (28 siti sui 45 oggetto dello studio SENTIERI).

L’eccesso di incidenza di patologie oncologiche rispetto alle attese riguarda anche i giovani tra 20 e 29 anni residenti nei cosiddetti SIN, tra i quali si riscontra un eccesso del 50% di linfomi Non-Hodgkin e del 36% di tumori del testicolo – ha spiegato Ivano Iavarone, ricercatore ISS e Direttore del centro collaborativo OMS Ambiente e Salute nei siti contaminati – L’eccesso delle ospedalizzazioni dei più piccoli, è del 6-8% di bimbi e ragazzi ricoverati per qualsiasi tipo di malattia rispetto ai loro coetanei residenti in zone non contaminatePer quanto riguarda il primo anno di vita vi è un eccesso di ricoverati del 3% per patologie di origine perinatale rispetto al resto dei coetanei. E un eccesso compreso tra l’8 e il 16% per le malattie respiratorie acute ed asma tra i bambini e i giovani“.

Chi vive nei siti contaminati da amianto, raffinerie o industrie chimiche e metallurgiche ha un rischio di morte più alto del 4-5% rispetto alla popolazione generale, che in un periodo di 8 anni, si è tradotto in un eccesso di mortalità pari a 11.992 persone, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

Sono numeri degni di nota e nel complesso tracciano un quadro coerente con quello emerso dalle precedenti rilevazioni – ha sottolineato Pietro Comba, responsabile scientifico del progetto SENTIERI – Questo significa che non vi è stato ancora un generale miglioramento della situazione della contaminazione ambientale a livello nazionale“.

In 360 pagine, il rapporto SENTIERI esplora caratteristiche e problematiche di 45 Siti di Interesse Nazionale o Regionale (SIN/SIR) presenti in tutta Italia: dalle miniere del Sulcis alle acciaierie dell’Ilva, dalle raffinerie di Gela alla città di Casale Monferrato “imbiancata” dall’eternit, passando per il territorio del litorale flegreo con le sue discariche incontrollate di rifiuti pericolosi. In queste aree vivono complessivamente 6 milioni di persone, residenti in 319 comuni, e i cui dati sono stati studiati nell’arco di tempo tra il 2006 e il 2013.

Nove le tipologie di esposizione ambientale considerate: amiantoarea portualeindustria chimicadiscaricacentrale elettricainceneritoreminiera o cavaraffineriaindustria siderurgica. Sono state esaminate le associazioni tra residenza e patologie, come tumori e malformazioni congenite.
Nella popolazione residente nei siti contaminati studiati è stato stimato un eccesso di mortalità per tutte le cause pari al 4% negli uomini e al 5% per le donne – ha affermato Amerigo Zona, primo ricercatore dell’ISS – Per tutti i tumori maligni la mortalità in eccesso è stata del 3% nei maschi e del 2% nelle femmine – Nella popolazione generale un eccesso di mortalità per tutte le cause di 5.267 casi negli uomini e 6.725 nelle donne. Per tutti i tumori maligni è stata di 3.375 negli uomini e 1.910 per le donne”.

Rispetto alle precedenti edizioni dello studio SENTIERI – ha commentato all’ANSA,  il Presidente dell’ISS, Walter Ricciardi – si rilevano segnali di attenuazione degli impatti sanitari in alcuni siti nel nord del Paese, dove dai primi anni Duemila gli interventi di risanamento ambientale sono in corso. Più critica la situazione sanitaria in alcuni siti industriali del Mezzogiorno, dove la contaminazione ambientale non è diminuita per l’insufficienza degli interventi di bonifica. Gli studi e le ricerche si fanno perché devono poi tradursi in decisioni e politiche in grado di cambiare lo stato delle cose“.

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