Risorse e rifiuti

Rifiuti urbani: in aumento nel 2023 dello 0,7%

Il Rapporto “Rifiuti urbani 2024”, riferito ai dati del 2023, dell’ISPRA evidenzia che di pari passo con l’aumento del PIL si è registra una stessa percentuale in crescita della produzione dei rifiuti urbani, Aumenta la raccolta differenziata, in particolare quella degli imballaggi che hanno già superato il target fissati a livello UE per il 2025, ad eccezione di quelli in plastica, prossimi a raggiungerlo. Diminuiscono i rifiuti urbani che finiscono in discariche.

Nello scenario economico dello scorso anno, con il Prodotto Interno Lordo (PIL) in aumento dello 0,7%, la produzione nazionale di rifiuti urbani, dopo il calo del precedente biennio,si attesta a quasi29,3 milioni di tonnellate con un incremento dello 0,7%.Nei 14 comuni con popolazione residente al di sopra dei 200 mila abitanti, tra 2022 e 2023 si registra una sostanziale stabilità della produzione.

Sono questi alcuni dei dati salienti delRapporto“Rifiuti Urbani 2024”dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), presentato il 19 dicembre 2024 nel corso di un evento trasmesso instreaming.

Giunto alla XXVI edizione e frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione da parte delCentro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare, con il contributo del Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA), Il Rapporto fornisce idati, aggiornati all’anno 2023 sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale, e che contiene, inoltre, le informazioni relative al monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbanae sull’applicazione del sistema tariffario.

Sintesi
Complessivamente, sul fronte dellaraccolta differenziata, si registra un valore complessivo nazionale del 66,6%,con percentuali del 73,4% al Nord, del 62,3% al Centro e del 58,9% al Sud. Sul podioBologna, che arriva quasial 73%,qualificandosi come laprima città con popolazione superiore ai 200.000 abitanti a superare l’obiettivo del 65%.Quadi il 71% dei comuni italiani ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%.A livello regionale,il Mezzogiorno ha mostrato negli ultimi anni la crescita maggiore della raccolta differenziata, tanto che lo scostamento tra Nord e Sud si è ridotto di 4,5 punti e tra Centro e Sud di 3,8.Tutte le province/città metropolitane raggiungono percentuali di raccolta differenziata superiore al 30%.
Per quanto riguarda iltrattamentoe lagestione, la percentuale diriciclaggiodei rifiuti urbani si attesta al50,8%,in crescitarispetto al precedente anno (49,2%), al di sopra dell’obiettivo del 50% previsto dalla normativa per il 2020 (al 2030 l’obiettivo è ben più ambizioso e pari al 65%).
I rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica rappresentano il 15,8% dei rifiuti urbani prodotti,attestandosi a 4,6 milioni di tonnellate,in calo rispetto ai 5,2 milioni di tonnellate del 2022.
Per il settore degliimballaggiBenegli imballaggi, uno dei flussi più monitorati dall’Europa, nel 2023 tutte le frazioni merceologiche hanno giàampiamente raggiunto i target di riciclaggio fissati a livello europeo per il 2025,ad eccezione della plastica che comunque è prossima all’obiettivo(48% a fronte di un obiettivo del 50% al 2025
NelPNRRsono stanziati2,1 miliardi di euro per investimenti nella gestione e nei progetti innovativi di economia circolare. Il Rapporto ne analizza leistanze ammessea finanziamento pernumeroetipologia.

Raccolta differenziata nelle Città
Aumenta la raccolta differenziata che si attesta al 66,6%
, con percentuali del73,4% al Nord, del62,3% al Centroe del58,9% al Sud.
È la città diBolognaa far registrareuna crescita della percentuale di raccolta differenziata di quasi 10 punti, passando dal 63,2% del 2022 al 72,9% del 2023, edèla prima città con popolazione superiore ai 200.000 abitanti a superare l’obiettivo del 65% di raccolta,attestandosi non solo oltre la percentuale media nazionale, maben al di sopra del 70%.
Nel complesso, quasi il 71% dei comuni italiani ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. Nell’ultimo anno, l’88,3% dei comuni intercetta oltre la metà dei propri rifiuti urbani in modo differenziato.
Superano il 55%o si avvicinano a tale percentualeTorino,Firenze,MessinaeVeronai cui tassi si attestano, rispettivamente, al 57,1%, 55,6%, 55,4% e 53,4%.
SegueRoma, in leggera crescita rispetto al 2022, si collocaal 46,6%,Genovasi attesta al46,1% (+3% rispetto al 2022), mentreBarieNapoli superano il 40%,rispettivamente con il 43,2% e il 41,9%. 
Per quanto riguarda le città della Sicilia,Catania passa dal 22% al 34,7%, facendo rilevare una crescita di quasi 13 punti percentuali(+26,5% in termini di aumento dei quantitativi intercettati) ePalermo si attesta al 16,9%con un leggero incremento rispetto al 15,2% del 2022.

La raccolta differenziata nelle Regioni
A dimostrazione che le regioni del Mezzogiorno sono quelle che hanno mostrato negli ultimi anni la crescita maggiore della raccolta differenziata, analizzando gli andamenti delle percentuali di raccolta nel periodo 2019-2023,lo scostamento tra Nord e Sud si è ridotto di 4,5 punti e tra Centro e Sud di 3,8.
Le percentuali più alte si registrano inVeneto (77,7%) e in Emilia-Romagna (77,1%). Seguono Sardegna (76,3%), Trentino-Alto Adige (75,3%), Lombardia (73,9%) e Friuli-Venezia Giulia (72,5%).Il Friuli-Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna, che nell’ultimo anno supera la Sardegna e il Trentino Alto Adige avvicinandosi alla percentuale del Veneto, sono quelle che fanno registrare la maggiore progressione della percentuale di raccolta, con incrementi rispettivamente pari a 5 e 3,1 punti rispetto ai valori del 2022.
Superano l’obiettivo del 65% anche Marche (72,1%), Valle d’Aosta (69,4%), Umbria (68,3%), Piemonte (67,9%), e Toscana (66,6%); prossime all’obiettivo la Basilicata (64,9%) e l’Abruzzo (64,6%).

La raccolta differenziata nelle province
Tutte le province/città metropolitane raggiungono percentuali di raccolta differenziata superiori al 30%.I livelli più elevati di raccolta differenziata si confermano perTrevisoche nel 2023 raggiungel’89,1%, seguito daMantova (87%),Belluno (85,8%)ePordenone (85,4%).Superiori o prossimi all’80%sono anche i tassi delle province diReggio Emilia (83,3%),Forlì-Cesena (81,7%),Oristano (81,3%),Trento (81,2%),Bergamo (80,5%),Novara (80,4%),Monza/Brianza (79,9%)eParma (79,7%).

Gestione dei rifiuti
La percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani si attesta al 50,8%,in crescita rispetto alla percentuale dell’anno precedente anno (49,2%), al di sopra dell’obiettivo del 50% previsto dalla normativa per il 2020(al 2030 l’obiettivo è ben più ambizioso e pari al 65%).
Gli impianti di gestione dei rifiuti urbani, operativi nel 2023, sono 656 di cui oltre la metà sono dedicati al trattamento della frazione organica della raccolta differenziata,anche se non tutte le regioni ancora dispongono di strutture sufficienti a trattare i quantitativi prodotti. Il recupero di questa frazione viene effettuato, in maniera prevalente, negli impianti di trattamento integrato anaerobico/aerobico, che passanoda 51 a 61 con il 56,8% dei quantitativi trattati, seguito dagli impianti di compostaggio (36,9%); la restante quota del 6,3% è gestita negli impianti di digestione anaerobica.
La percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani si attesta al 50,8%,in crescita rispetto alla percentuale del precedente anno (49,2%),al di sopra dell’obiettivo del 50% previsto dalla normativa per il 2020(al 2030 l’obiettivo è ben più ambizioso e pari al 65%).
I rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica rappresentano il 15,8% dei rifiuti urbani prodotti(in calo del 10,8% rispetto al 2022). Occorre pertanto ridurre ancora questa forma di smaltimento per raggiungere gli obiettivi europei, che fissano uno smaltimento massimo dei rifiuti urbani pari al 10% della produzione, a partire dal 2035.

Rifiuti da imballaggio
Buone notizie per il settore degliimballaggierifiuti di imballaggio,uno dei flussi più monitorati dall’Europa.
Nel 2023 tutte le frazioni merceologiche hanno già ampiamente raggiunto i target di riciclaggio fissati a livello europeo per il 2025, ad eccezione della plastica che comunque è prossima all’obiettivo (48% a fronte di un obiettivo del 50% al 2025). Grazie alle misure messe in atto a livello nazionale, si registra, per questa frazione, un aumento di oltre il 4% rispetto al 2020.
Si spera che lo sviluppo di nuove tecnologie di trattamento possa contribuire all’aumento del riciclaggio, soprattutto per quelle tipologie di rifiuti che sono attualmente difficilmente recuperabili.

Import ed export rifiuti
Nel 2023 è stato esportato il 4,6% dei rifiuti urbani prodotti, 1,4 milioni di tonnellate, a fronte di 319 mila tonnellate rifiuti importati. Campania, Lombardia e Calabria sono le regioni che esportano maggiormente i propri quantitativi. Danimarca, Paesi Bassi, e Germania i Paesi cui destiniamo più rifiuti urbani. La Francia è il Paese da cui proviene il maggior quantitativo di rifiuti urbani, 101 mila tonnellate, corrispondente al 31,7% del totale importato; seguono la Svizzera con il 27,4% e la Germania con il 17,1% del totale. Leregioni che importano i maggiori quantitativisonoLombardiaeLiguria.

Costi e misure del PNRR
Nel 2023 in crescita il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani con 197 euro/abitante(nel 2022 era stato 192,3). AlCentro il costo più elevato con 233,6 euro/abitante, segue ilSud con 211,4 euro/abitantee infine ilNord con un costo pari a 173,3 euro/abitante.
Per realizzare l’economia circolare e raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi fissati dalla normativa europea, è fondamentaleaccelerare il miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti, in particolare in alcune aree del Paese,potenziando le infrastrutture per la raccolta differenziata e le modalità di gestione.
A tale scopo nel PNRR sono stati stanziati 2,1 miliardi di euro per investimenti nella gestione dei rifiuti e nei progetti innovativi di economia circolare. Nel Rapporto sono contenute ed analizzate le istanze ammesse a finanziamento per numero e tipologia.

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