28 Settembre 2021
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Restauro e conservazione: 100 Italian Architectural Conservation Stories

Presentato nel corso di un evento online il Rapporto realizzato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo,con la partnership diAssorestauro, e in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche e il Commissario per la Ricostruzione Sisma 2016, che racconta l’alta competenza sviluppata dal nostro Paese nel campo del restauro e della conservazione architettonica.

Per l’Italia il patrimonio storico-culturale è un elemento importante della nostra identità e la base di una nuova economia. Il nostro Paese rappresenta il laboratorio mondiale delle tecnologie e competenze per la conservazione e per il restauro. Questo vale in particolare per l’azione in corso nelle aree del cratere ed è anche un atto dovuto per la nostra identità e per il nostro futuro. L’Italia ha le energie per superare la crisi che stiamo attraversando e lo dimostrano queste realtà virtuose e innovative che sono la migliore risposta per costruire insieme – come afferma il Manifesto di Assisi  – un’economia e una società più a misura d’uomo e per questo più capace di guardare al futuro”.

È quel che detto il Presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci, introducendo la presentazione del Rapporto100 Italian Architectural Conservation Stories”, presentato in streaming il 3 marzo 2021 e realizzato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo con la partnership di Assorestauro e in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche e il Commissario per la Ricostruzione Sisma 2016.

Il report attraverso 100 storie di innovazione e qualità racconta l’alta competenza sviluppata dal nostro Paese nel campo del recupero e restauro architettonico del patrimonio storico, che oltre a dare lustro internazionale al nostro Paese, sono chiamate oggi a dare un contributo importante alla ricostruzione del più grande cantiere di restauro del mondo: quello dei crateri dei terremoti che hanno colpito il centro Italia.

Cento storie di innovazione, sostenibilità e bellezza: un’occasione unica per mettere a sistema una filiera made in Italy fatta di competenze, tecnologie e materiali sviluppati dal mondo dell’impresa e da quello della ricerca e dell’Università. I nostri restauri sono apprezzati e premiati in tutto il mondo. Non è un caso se nel 2020 il più prestigioso riconoscimento europeo, l’European Heritage Award e di recente il Grand Prix, hanno premiato un’esperienza italiana. Parliamo dell’intervento sulla Basilica di Santa Maria di Collemaggio distrutta durante il terremoto de L’Aquila. Un cantiere il cui valore risiede nelle tecnologie innovative impiegate e nell’aver tenuta aperta e in sicurezza, per tutta la durata dei lavori, la fruizione della Basilica. L’intervento è stato interamente sostenuto da Eni S.p.A. e tra le aziende fornitrici di materiali è presente Fassa Bortolo. L’Appennino centrale, colpito dagli eventi sismici del 2009 e del 2016-17, è il più grande cantiere di restauro in Europa con L’Aquila come labo

Nella ricostruzione dei borghi del Centro Italia colpito dal sisma 2016, il recupero dello straordinario e rilevantissimo patrimonio immobiliare di interesse storico e artistico – ha dichiarato Giovanni Legnini, Commissario straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016 – è una sfida nella sfida, che stiamo cercando di affrontare con un approccio culturale ambizioso. Abbiamo avviato un tavolo di lavoro con il Ministero dei Beni culturali, ad esempio, per valutare una maggiorazione dei contributi per la riparazione ed il recupero degli immobili storici di proprietà privata, che in molti casi non sono attualmente sufficienti a garantire la conservazione e la sicurezza. Nello stesso tempo, d’intesa con la Cei, abbiamo accelerato la ricostruzione delle chiese e degli edifici di culto, con 928 interventi già finanziati con 470 milioni dalle Ordinanze, e in corso di realizzazione”.

Nel rapporto si dà spazio alle tante realtà che stanno sperimentando materiali e tecnologie per rendere più efficienti gli interventi di recupero, nonostante gli edifici in muratura non possano raggiungere le stesse performance delle costruzioni realizzate con materiali più moderni. C’è una forte sensibilità del nostro Paese verso l’edilizia green, dimostrata dal fatto che l’Italia è il secondo paese in Europa per numero di edifici certificati da protocolli energetico-ambientali (16 milioni di metri quadri di edilizia sostenibile). Oltre allo sviluppo di materiali e tecnologie innovative, il valore del prodotto finito di questa filiera è fortemente connesso ad altre due componenti: la specializzazione degli studi di progettazione e l’alta qualità delle maestranze. La filiera del restauro si rivolge ad un mercato già oggi consistente: basti considerare che nel 2019 in Italia ha superato il valore di 638 milioni di euro, stando all’analisi effettuata dal CRESME, riferita ai soli valori dei bandi pubblicati.

Il Rapporto conferma la qualità della filiera italiana del restauro che è riconosciuta a livello mondiale e vede tra i protagonisti anche le Marche, che sulle tecniche per la ricostruzione e sui nuovi materiali possono contare su una filiera che ha maturato negli anni competenze e buone pratiche – ha sottolineato Gino Sabatini, Presidente Camera di Commercio delle Marche – Mi auguro che il prossimo passo sia l’output, perché le 100 storie presentate da Symbola diventino l’inizio di un percorso di trasferimento di esperienze e conoscenze in grado anche di supportare le future politiche di difesa dei beni culturali del nostro Paese”.

Il rapporto restituisce una foto d’insieme di tutto il settore. Particolarmente ricco il segmento legato allo sviluppo di materiali e tecnologie innovative per la messa in sicurezza dell’edilizia storica. Ambito di particolare rilievo per un Paese come l’Italia, sismico quasi nella sua interezza. Una competenza sviluppatasi attorno alla metà degli anni ’80, quando molte imprese iniziarono a industrializzare sistemi studiati nelle università permettendo così la diffusione di tecniche di consolidamento e d’irrigidimento degli impalcati, delle strutture orizzontali in legno, delle strutture verticali in muratura. Le prime applicazioni al mondo di materiali compositi per il rinforzo strutturale nel campo del recupero e restauro architettonico sono state realizzate in quegli anni proprio in Italia. 

Ampio spazio viene dato poi agli istituti di ricerca e formazione. Parliamo di istituti di indiscussa rilevanza internazionale, dall’Opificio delle pietre dure di Firenze all’Istituto Centrale del Restauro di Roma. A questi istituti si sono aggiunti nel tempo numerosi importanti dipartimenti e facoltà di architettura, a partire dall’Università “La Sapienza” di Roma che nel 1919 fondò la prima Facoltà di Architettura al mondo ad avere un insegnamento accademico legato all’ambito del restauro dei monumenti, mettendo insieme discipline legate all’ingegneria, alle belle arti e agli studi umanistici. Ed è proprio per queste specificità che l’ICCROM (Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali), emanazione dell’UNESCO, ha istituito la sua sede in Italia, a Roma nel 1959. Di questa filiera fanno parte anche alcuni autorevoli soggetti istituzionali e privati che hanno come mission quella di promuovere le nostre pratiche di eccellenza nel mondo. Da un lato c’è l’impegno dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) che, in collaborazione all’Istituto Centrale del Restauro, ha portato alla nascita e alla crescita nel mondo di centri di ricerca e formazione su modello di quello italiano: dalla Siria all’Egitto, fino, più di recente, in Bolivia. In parallelo, anche l’impegno di Assorestauro, l’Associazione di categoria che dal 2005 rappresenta tutto il settore della conservazione del patrimonio materiale in Italia, incaricata dall’Association for Preservation Technology-Europechapter di sviluppare la propria sezione europea. Un’azione che accanto alla partecipazione alle principali fiere di settore, ha visto il moltiplicarsi all’estero di cantieri pilota per facilitare collaborazioni tra professionalità italiane e locali e favorito la nascita di importanti scuole di restauro in Russia, in Turchia e a Cuba.

L’Italia, grazie al suo immenso patrimonio storico ha sviluppato una competenza unica nelle tecnologie e nelle pratiche dedicate al recupero e al restauro – ha commentato Paolo Fassa, Presidente di Fassa Bortolo – La nostra Azienda ha contribuito all’evoluzione di questo know-how e vuole continuare a farlo, non solo attraverso investimenti tecnologici ma anche sostenendo ricerche come quelle di Fondazione Symbola, che grazie al racconto di queste buone pratiche contribuiscono al miglioramento dell’intero settore”.

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