Inquinamenti e bonifiche

Qualità dell’aria: 22 città su 27 hanno già superato i limiti

I dati del Progetto nazionale “Salute e Inquinamento Atmosferico nelle Città Italiane”, volto al monitoraggio sistematico della qualità dell’aria in 27 città italiane, presentati nel corso del Congresso di ISDE-Italia, indicano che ad ottobre 2025 ben 22 città avevano superato il numero massimo di giorni consentiti dalla nuova Direttiva europea per uno o più inquinanti: PM10; PM2.5; NO₂; Ozono.

In occasione della terza giornata del Congresso nazionale per la Celebrazione del 35° anniversario diISDE- Medici per l’Ambiente(Roma, 23-25 novembre 2025), nella sessione “Science and Advocacy” della terza giornata sono stati presentati i risultati del primo anno di attività del Progetto Nazionale“Salute e Inquinamento Atmosferico nelle Città Italiane”, unmonitoraggio sistematico che rappresenta oggi uno degli strumenti più avanzati e trasparenti per valutare lo stato della qualità dell’aria nelle aree urbane italiane.

Ildocumento, presentato da Paolo Bortolotti, membro della Giunta Esecutiva ISDE Italia e Coordinatore del progetto. e Marco Talluri, della RedazioneISDEnews, offre un quadro chiaro e scientificamente fondato di come l’aria che respiriamo nelle città italiane rimanga lontana daglistandard di sicurezza fissati dall’OMSe — sempre più spesso — anche dai nuovi limiti dellaDirettiva europea 2881/2024.

Bortolotti ha spiegato che l’obiettivo del progetto è semplice ma rivoluzionario:monitorare ogni mese, con criteri uniformi, i dati delle 27 città italiane più popolose, attraverso le stazioni di ARPA/APPA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA). Un lavoro che richiede:
– raccolta sistematica dei dati;
– analisi comparativa;
– elaborazione dei superamenti;
– verifica dei limiti attuali e futuri;
– comunicazione a Cittadini, Amministrazioni e Ordini dei Medici.

“Senza dati chiari non c’è prevenzione, senza prevenzione non c’è salute pubblica”, ha sottolineato Bortolotti.

Talluri, a sua volta, ha presentato in modo dettagliato i risultati delmonitoraggio fino a ottobre 2025.
Il dato più rilevante è che 22 città su 27 hanno già superato il numero massimo di giorni consentiti dalla nuova Direttiva europea per uno o più inquinanti:PM10;PM2.5;NO₂;Ozono.

In alcune città — come Napoli, Milano, Torino e Vicenza — gli sforamenti riguardano tutti e quattro i principali inquinanti, configurando unquadro di esposizione cronica multilivello.

Particolarmentecritica è la situazione mostrata dalle polveri sottili:
–superamenti in 25 stazioni della media giornaliera di PM10;
–oltre 50 superamenti in 8 città della Pianura Padana per il PM2.5.

“Le polveri fini sono responsabili di decine di migliaia di morti premature in Italia: non stiamo monitorando un semplice indicatore ambientale, ma un vero e proprio fattore di rischio sanitario”, ha spiegato Talluri.

Ilbiossido di azoto(NO₂) —inquinante fortemente correlato al traffico—supera i limiti per oltre 65 giornia:Napoli(ben168 giorni oltre soglia),Palermo,Messina,Genova.

L’ozono (O₃)continua a crescere a causa dell’aumento delle temperature estive, con superamenti enormi che si sono stati registrati a:Bergamo (67 giorni);Milano (58);Modena (55).Tre volte oltre il limite europeo di 18 giorni.

Bortolotti ha collegato i dati alleevidenze epidemiologiche:
–aumento di mortalità cardiovascolare e respiratoria;
–aggravamento delle malattie croniche;
–effetti su bambini, anziani e gruppi vulnerabili;
–aumento dei ricoveri durante gli episodi acuti.

“Ogni microgrammo in meno di PM2.5 significa salvare vite, ridurre ricoveri, risparmiare risorse. È la forma più alta di prevenzione primaria”, ha sottolineato Bortolotti.

il progetto non si limita alla raccolta dati, ma si traduce in:
–lettere ai sindaci e alle amministrazioni locali;
–comunicazioni agli Ordini dei Medici e all’ANCI;
–interventi pubblici e tavoli tecnici;
–segnalazioni alla stampa locale e nazionale;
–iniziative comuni con la rete Clean Cities Campaign, una coalizione europea di oltre 10o ONG e organizzazioni della società civile;
–supporto alle decisioni territoriali nei periodi di emergenza.

“Il nostro obiettivo è trasformare dati tecnici in scelte pubbliche, senza mediazioni opache e senza ritardi ingiustificati”, ha affermato Talluri.

Nelle conclusioni, Bortolotti ha ricordato chela prevenzione primaria dell’inquinamento atmosferico è possibile e doverosa. Richiede:
–politiche urbane visionarie;
–mobilità attiva e trasporto pubblico;
–elettrificazione delle flotte;
–efficienza energetica;
–riduzione del riscaldamento a combustione;
–più natura in città;
–maggiore alfabetizzazione sanitaria e ambientale.

 “La qualità dell’aria è un indicatore democratico: dice quanto un Paese protegge i più fragili– ha concluso Talluri –In Italia non siamo ancora dove dovremmo essere”.

In copertina: foto Diane Picchiottino su Unsplash

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