21 Settembre 2021
Biodiversità e conservazione Flora

Posidonia oceanica: documentario ISPRA fa il punto su 20 anni di trapianti

Il documentario dell’ISPRA dal titolo “Posidonia oceanica prendiamocene cura”, realizzato nell’ambito del Progetto LIFE SEPOSSO, fa il punto sulle attività di monitoraggio dei 15 trapianti della pianta effettuati in Italia per ricostituire le praterie che svolgono un ruolo importante per l’ecosistema marino, per la protezione delle coste, nonché per l’assorbimento di CO2.

Il Progetto europeo SEPOSSO (Supporting Environmental governance for the POSidonia oceanica Sustainable transplanting Operations), finanziato dalla Commissione UE nell’ambito di LIFE-Natura 2000 e coordinato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è volto a migliorare la Governance italiana dei trapianti di Posidonia oceanica, habitat marino prioritario della Direttiva Habitat (1992/43/EEC), eseguiti per compensare i danni causati da opere e infrastrutture costiere.

La Posidonia oceanica, specie endemica del Mar Mediterraneo, sebbene spesso confusa con le alghe, è una fanerogama marina, ovvero una pianta organizzata in radicifusto – detto rizoma a causa dell’habitus ipogeo – e foglie, che produce fiori e frutti.

Quando la Posidonia oceanica incontra condizioni ambientali favorevoli colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate praterie, caratterizzate da densità variabile, normalmente decrescente all’aumentare della profondità, che si estendono dalla superficie fino a circa 30-35 metri di profondità, spingendosi oltre i 40 metri in acque particolarmente limpide.

Le praterie di Posidonia oceanica rappresentano una biocenosi molto complessa e ben strutturata, caratterizzata da un’elevata variabilità biologica delle comunità vegetali ed animali che la compongono, rivestendo un ruolo estremamente importante come polo di biodiversità, in quanto ospita circa il 20-25% di tutte le specie presenti nel mar Mediterraneo 

Le praterie di Posidonia oceanica costituiscono una delle componenti fondamentali dell’equilibrio e della ricchezza dell’ambiente litorale costiero mediterraneo. È noto che svolgono un ruolo fondamentale sulla dinamica costiera, trattenendo la forza del moto ondoso e delle correnti, e le foglie morte, trasportate a riva dalle correnti, costituiscono ammassi misti a sabbia che possono superare anche il metro di altezza e che rappresentano una protezione per le spiagge, attenuando i danni provocati dalle mareggiate.

Le praterie di Posidonia oceanica, inoltre, sono caratterizzate da un’elevata produzione di ossigeno, da un’elevata biomassa vegetale e da una produzione primaria tra le più alte, a livello mondiale, per l’ambiente marino. Una parte considerevole di questa produzione primaria (dal 25% all’85%) viene esportata sotto forma di foglie morte verso altri tipi di fondo, dove rappresenta una risorsa alimentare di grande importanza. La sostanza organica prodotta costituisce una fonte di cibo diretta e indiretta per numerosi organismi nonché la base di una complessa rete trofica.

Infine, proprio questa sua caratteristica di elevata produzione primaria rende l’ecosistema delle praterie di Posidonia oceanica in grado di sequestrare grandi quantità di carbonio chiamato “blue carbon” e quindi grandi quantità di anidride carbonica dall’atmosfera, riuscendo così ad ossigenare notevolmente le acque costiere.

Si calcola che l’erosione costiera, i cambiamenti climatici e le attività dell’uomo abbiano portato ad una diminuzione del 34% di Posidonia oceanica nel Mediterraneo negli ultimi 50 anni. Ma, come accade per le foreste sulla terra, anche in mare è possibile recuperare le praterie di Posidonia oceanica danneggiate.

In quali casi si effettua il trapianto? Quando le praterie subiscono danni a causa di opere e infrastrutture costiere realizzate dall’uomo, come la costruzione o l’ampliamento di porti turistici e commerciali, la messa in posa di opere di difesa costiera o l’installazione di elettrodotti e gasdotti sottomarini. Anche altre attività dell’uomo possono danneggiare la prateria, come la pesca a strascico illegale e gli ancoraggi delle imbarcazioni da diporto e delle grandi navi commerciali. Grazie al progetto LIFE SEPOSSO oggi sappiamo cosa fare per rendere i trapianti più efficaci di prima e quale processo adottare per ottenere i risultati migliori.

Dei 15 trapianti eseguiti negli ultimi 20 anni in diverse parti d’Italia per un totale di circa 30.000 m2 di praterie trapiantate e dei principali risultati conseguiti con il Progetto LIFE SEPOSSO, ci parla l’ISPRA nel documentario dal titolo “Posidonia oceanica, prendiamocene cura”.

Il quadro generale che emerge mostra punte di eccellenza e aspetti più problematici. Un focus speciale è dedicato ai 4 trapianti più estesi realizzati in Italia: Santa Marinella (Lazio), Ischia (Campania), Piombino (Toscana) e Augusta-Priolo Gargallo (Sicilia). Grazie al progetto LIFE SEPOSSO oggi sappiamo cosa fare per rendere i trapianti più efficaci di prima e quale processo adottare per ottenere i risultati migliori.

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