AgroalimentareBiodiversità e conservazione

Pascoli estensivi: determinanti per gli habitat protetti in Europa

Un documento informativo dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, a supporto della Strategia zootecnica dell’UE annunciata entro l’anno, sottolinea che i pascoli estensivi sono fondamentali per il mantenimento di una parte significativa degli ambienti naturali protetti in Europa.

Le pressioni economiche e il progresso tecnologico hanno portato a una forte transizione verso sistemi moderni di allevamento intensivo, con il bestiame ricoverato in stalla per la maggior parte o per tutto l’anno. Circa il 10-15% del totale dei ruminanti (bovini, ovini e caprini) dell’UE-27, corrispondente a circa 7,8 milioni di capi, sarebbe sufficiente a gestire i 35 milioni di ettari di habitat protetti dipendenti dal pascolo. Il numero di allevamenti estensivi e misti è diminuito di oltre il 70% tra il 2010 e il 2020, aumentando il rischio di abbandono degli habitat.

È l’allarme che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha lanciato con la pubblicazione delbriefingExtensive livestock systems and nature in Europe”,  a sostegno dello sviluppo dellaStrategia zootecnica dell’UE, prevista entro l’anno e per la quale si è appena concluso un invito a presentare contributi (Call forEvidence) aperto a tutti i portatori di interessi, della politica agricola comune (PAC), nonché dell’attuazione della Strategia UE per la biodiversità al 2030e delRegolamento sul ripristino della Natura, tenendo conto che il 2026 è stato proclamato dalle Nazioni UniteAnno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori

Il documento evidenzia chegli habitat dell’UE che potrebbero beneficiare del pascolo o dello sfalcio occupano una superficie considerevole: almeno 35 milioni di ettari, pari a circa il 22% della superficie agricola totale ufficiale.

L’AEA ha stimato che circail 10-15% del totale dei ruminanti (bovini, ovini e caprini) dell’UE-27 sarebbe sufficiente a gestire l’area degli habitat protetti dipendenti dal pascolo, se distribuito in modo appropriato. Ciò corrisponde a circa 7,8 milioni di animali nei 27 Paesi dell’UE.

Il declino del pascolo estensivo in Europa
Secondo un’analisi della Commissione europea, il numero di allevamenti estensivi e misti è diminuito di oltre il 70% tra il 2010 e il 2020. Inoltre, una grande parte dei sistemi di allevamento intensivo è concentrata nelle aree più produttive dell’UE, mentre i sistemi di pascolo estensivo si trovano per lo più in regioni meno produttive e più remote.  

Il declino dei sistemi di allevamento estensivo e la potenziale incompatibilità geografica tra la distribuzione del bestiame e quella degli habitat aumentano il rischio di abbandono di tipologie di habitat che dipendono dal pascolo o dallo sfalcio per sopravvivere.

Relazione tra le pratiche di utilizzo del suolo nel tempo e la ricchezza di specie

Il pascolo contribuisce a proteggere gli ecosistemi e le specie
Ilpascolo del bestiame domestico(come bovini, ovini, caprini e equini) ha tradizionalmente svolto unruolo importante nel plasmare gli ecosistemi europei e nel ridurre il rischio di incendi boschivi. Il bestiame domestico ha sostituito il ruolo un tempo svolto dai grandi erbivori selvatici, come l’uro, il bisonte o il cavallo selvatico.

Gli animali al pascolo contribuiscono a creare una vegetazione strutturalmente diversificata, con un mix di foreste dense e rade, e aree dominate da arbusti ed erbe. Ilpascolo ha favorito e continua a preservare le praterie e i fiori selvatici ad esse associati. Igrandi erbivori creano spazi aperti calpestando e scavando alla ricerca di cibo, e il lorosterco rappresenta una fonte di cibo fondamentale per molti insetti e uccelli.

Glihabitat di prateriarappresentano un esempio chiave della necessità di un pascolo estensivo (o sfalcio) in Europa per contribuire alla conservazione di numerose specie minacciate. Ad esempio,il 92% delle specie di farfalle protette dalla legislazione europea dipende da praterie gestite in modo estensivo. Inoltre, gliuccelli di prato che dipendono da habitat di prateria permanente costituiscono un’alta percentuale di tutti gli uccelli protetti. Glihabitat seminaturali europei ospitano una grande parte delle specie endemiche del continente: il 18,1% delle piante vascolari endemiche d’Europa si trova negli ecosistemi di prateria e il 15,5% nelle brughiere e negli habitat arbustivi.

Quando l’agricoltura (e la silvicoltura) si intensificano, tuttavia, la biodiversità diminuisce fino a raggiungere valori molto bassi, con conseguente perdita di diversità degli habitat.Se l’agricoltura tornasse a pratiche a bassa intensità, potrebbe essere ripristinata la diversità di specie e di habitat.

In copertina: foto di Exe-Marie Rapersu Unsplash

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.