Manifestazioni e celebrazioni

IYRP: 2026 Anno internazionale dei pascoli e dei pastori

Le Nazioni Unite hanno deciso che il 2026 è l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori (IYRP) per sensibilizzare e valorizzare il contributo fondamentale dei pascoli e dei pastori ai sistemi agroalimentari sostenibili, alla conservazione della biodiversità e alla resilienza climatica.

Con Risoluzione del 15 marzo 2022 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA76) ha dichiarato il 2026 Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori-IYRP (International Year of Rangelands and Pastoralists), con l’obiettivo di sensibilizzare sul ruolo fondamentale che i pascoli e i pastori svolgono per la sicurezza alimentare, l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici, la salute degli ecosistemi e i mezzi di sussistenza rurali sostenibili.

L’approvazione della risoluzione è il punto di arrivo di un percorso IYRP cresciuto nel corso di diversi anni, fino a diventare una coalizione globale 409 organizzazioni pastorali e di supporto, Basandosi su questi sforzi, il governo della Mongolia e altri 60 paesi co-promotori hanno sviluppato e presentato la risoluzione all’UNGA che ha pienamente riconosciuto l’importanza della risoluzione IYRP per affrontare la biodiversità globale, il cambiamento climatico e le questioni socio-economiche.

La risoluzione riconosce che “il Pastoralismo è una forma di vita dinamica, connessa a ecosistemi, culture, identità, conoscenze tradizionali ed esperienze storiche diverse di convivenza con la natura”. Vi si afferma altresì che “pascoli sani sono vitali per contribuire alla crescita economica, a mezzi di sussistenza resilienti e allo sviluppo sostenibile della pastorizia“. Chiede in tal senso alla FAO di facilitare la dichiarazione di un Anno Internazionale di Pascoli e Pastori, per il 2026.

Perché l’IYRP:
– i pascoli coprono il 54% della superficie terrestre del mondo e rappresentano quindi il nostro ecosistema più grande, ma anche il più minacciato e meno protetto;
– la pastorizia è un sistema di produzione animale presente in varie forme nel 75% dei paesi del mondo.
– la pastorizia sostiene oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo, garantendo i mezzi di sussistenza, in particolare nelle aree più remote del pianeta;
– la pastorizia genera un’ampia gamma di servizi ecosistemici (sequestro fino al 30% del carbonio organico nel suolo, fertilizzazione, biodiversità e conservazione del suolo, prevenzione degli incendi boschivi, ecc.);
-I pastori gestiscono circa 1 miliardo di animali in tutto il mondo, da pecore e capre a bovini, camelidi, yak, cavalli, renne e bufali, contribuendo a preservare un patrimonio culturale e i saperi locali e indigeni;
– gli animali da pascolo trasformano la vegetazione, generalmente marginale e che non può essere consumata dall’uomo, in cibo sano e poco costoso, dotato di proteine di alta qualità, utile sia per il mercato interno che per quello di esportazione, contribuendo così alla sicurezza alimentare globale;

I sistemi pastorali sono sotto pressione a causa della crescente concorrenza da parte di altri usi del suolo.Negli ultimi 100 anni, i pastori hanno subito numerose ingiustizie come l’espropriazione dei loro pascoli tradizionali e l’interruzione o eliminazione delle loro tradizionali vie di transumanza. Eppure queste comunità continuano a sopravvivere e ad applicare conoscenze e abilità che sono fondamentali per uno sviluppo sostenibile, di fronte alla crescente incertezza che tutti stiamo vivendo.

Mentre la produzione zootecnica industriale, sedentaria ed intensiva ha una grande impronta ecologica in termini di emissione di CO2 ed utilizzo eccessivo di risorse idriche, è stato scientificamente dimostrato che i sistemi pastorali hanno una impronta ecologica irrisoria.

Le lacune esistenti nei dati sui pascoli e pastori devono essere colmate, orientando politiche consapevoli e investimenti responsabili, anche per affrontare la sfida del ricambio generazionale e delle donne pastori.

In qualità di agenzia guida, la FAO è stata designata a coordinare gli eventi celebrativi a livello mondiale per dimostrare come i pascoli e i pastori contribuiscano a economie rurali resilienti, alla sicurezza alimentare, alle soluzioni climatiche e alla conservazione e al ripristino degli ecosistemi.

Dobbiamo ascoltare e incoraggiare donne, giovani e organizzazioni pastorali a partecipare alle decisioni che plasmano le loro terre e i loro mezzi di sussistenza – ha affermato il Direttore Generale della FAO QU Dongyu , in occasione dell’evento di lancio dell’IYRP – Troppo spesso, le loro voci rimangono inascoltate o ignorate, e il loro contributo sottovalutato. Dobbiamo salvaguardare i pascoli attraverso una governance responsabile, il ripristino e gli investimenti, e sostenere le persone che li gestiscono. Per tutto l’anno, la FAO lavorerà a stretto contatto con i governi e tutti i partner per promuovere il lavoro sui pascoli e sui pastori nell’ambito dell’obiettivo generale dei Quattro Migliori: migliore produzione, migliore nutrizione, migliore ambiente e una vita migliore, senza lasciare indietro nessuno“.

Il Pastoralist Knowledge Hub della FAO fungerà da archivio tecnico e forum neutrale per colmare le lacune esistenti nei dibattiti politici globali sulla pastorizia. Focalizzandosi sulla conoscenza, inclusi letteratura, strumenti tecnici, valutazioni e ricerche, l’hub faciliterà un processo decisionale informato e basato sull’evidenza e promuoverà politiche favorevoli alla pastorizia. Al contempo. promuovendo partnership e impegnandosi in dialoghi politici efficaci, l’hub garantirà che le questioni inerenti alla pastorizia siano integrate nei dibattiti politici chiave affinché migliori la comprensione e il sostegno per le comunità pastorali.

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