Una nuova importante valutazione condotta nell’ambito dell’iniziativa Systems Change Lab, rivela che il mondo è in difficoltà nel tentativo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, e nessuno dei 45 indicatori di azione per il clima monitorati è sulla buona strada pe gli obiettivi climatici al 2030. Ogni anno in cui i progressi non accelerano, avverte il rapporto, il divario nell’azione per il clima si amplia.
Il mondo è in difficoltà nel tentativo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e nessuno dei 45 indicatori di azione per il clima è sulla buona strada per il 2030, nonostante la maggior parte delle iniziative stia procedendo nella giusta direzione.
L’ulteriore avvertimento circa le difficoltà di conseguire l’obiettivo dell’Accordo di Parigi ed esporre comunità, economie ed ecosistemi a rischi inaccettabili, giunge dalRapporto“State of Climate Action”, pubblicato il 22 ottobre 2025n nell’ambito delSystems Change Lab, iniziativa che si propone di stimolare azioni al ritmo e nella scala necessari per affrontare alcune delle più grandi sfide mondiali:limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, arrestare la perdita di biodiversità e costruire un’economia giusta ed equa, monitorandoi progressi globali di oltre 70 cambiamenti trasformativi che possono innescare un cambiamento radicale raggiungere entro la fine di questo decennio critico ed entro il 2050 per proteggere le persone e il pianeta.
Il Rapporto, frutto dellosforzo congiunto tra ilBezos Earth Fund,Climate Analytics,ClimateWorks Foundation,Climate High-Level ChampionseWorld Resources Institute,fornisce la tabella di marcia più completa mai realizzata per colmare il divario globale nell’azione per il clima in tutti i settori chiave, offrendo una guida ai Paesi per rispettare i nuovi impegni nazionali sul clima (NDC), ilGlobal Stocktakee gli annunci allaCOP30.
Secondo gli autori del Rapporto, dalla protezione delle foreste all’eliminazione graduale del carbone, alla fine dei finanziamenti pubblici ai combustibili fossili,il mondo non riesce ad agire con sufficiente rapidità per combattere la crisi climatica e garantire un futuro vivibile.
“Tutti i sistemi stanno lampeggiando sul rosso– ha affermatoClea Schumer, Ricercatrice associata presso il World Resources Institute e co-autrice principale del rapporto –Un decennio di ritardo ha pericolosamente ridotto il percorso verso 1,5 °C. Un progresso costante non basta più: ogni anno che non riusciamo ad accelerare, il divario si allarga e la salita diventa più ripida. Semplicemente non c’è più tempo per esitazioni o mezze misure“.
Il Rapporto traduce il limite di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi inobiettivi chiari e attuabili per il 2030, il 2035 e il 2050, emonitora i progressi globali verso il loro raggiungimento nei settori responsabili della maggior parte delle emissioni:energia,edilizia, industria,trasporti,foreste e territorio,alimentazioneeagricoltura. Inoltre,valuta gli sforzi per potenziare le tecnologie di rimozione del carbonio e i finanziamenti per il clima.

Dei45 indicatori valutati:
–6 sono “fuori rotta” ovvero si muovono nella giusta direzione ma non abbastanza velocemente;
–29 sono “ben fuori rotta” ovvero si muovono nella giusta direzione ma troppo lentamente;
–5 stanno andando nella direzione sbagliata, richiedendo una correzione di rotta urgente;
–5 non hanno dati sufficienti per valutare i progressi.
Rispetto alla precedente edizione del 2023 del rapporto “State of Climate Action”, diverse tendenze chiave sono cambiate.I veicoli elettrici (EV) continuano a crescere rapidamentee hanno rappresentato un record del 22% delle vendite globali di autovetture nel 2024, rispetto al 4,4% del 2020, ma la crescita ha rallentato in alcuni mercati importanti come Europa e Stati Uniti. Di conseguenza, la quota di veicoli elettrici nelle vendite globali di autovetture –in precedenza l’unico indicatore “in linea con i piani”– èstato declassato a “fuori rotta”.
Ifinanziamenti privati per il clima, d’altro canto,sono aumentati così rapidamente che il rapporto di quest’anno ha alzato il livello di progresso da “ben fuori rotta” a “fuori rotta”. Questi fondi sono saliti da circa 870 miliardi di dollari nel 2022 alla cifra record di 1,3 trilioni di dollari nel 2023, con privati, aziende e investitori, in particolare in Cina e nell’Europa occidentale, che hanno trainato gran parte degli incrementi.
È allarmante che i progressi su alcuni degli indicatori più significativi a livello mondiale non siano cambiati nell’intervallo di tempo di pubblicazione dei due report consecutivi. I finanziamenti pubblici per i combustibili fossili sono aumentati in media di 75 miliardi di dollari all’anno dal 2014, raggiungendo oltre1,5 trilioni di dollari nel 2023. Ladeforestazione, in calo all’inizio del decennio,è di nuovo in aumento, e ilcarbone, in percentuale, per la produzione dielettricità è diminuito solo leggermente negli ultimi anni, solo perché non è stato in grado di tenere il passo con la domanda di elettricità che ha raggiunto livelli record.
“Non stiamo solo rimanendo indietro, stiamo di fatto bocciando le materie più critiche– ha affermatoSophie Boehm, Senior Research Associate presso il World Resources Institute e co-autrice principale del rapporto –Come dimostra questa pagella globale, abbiamo fatto ben poco per eliminare gradualmente il carbone o fermare la deforestazione, mentre la finanza pubblica continua a sostenere i combustibili fossili. Queste azioni non sono facoltative; sono il minimo indispensabile per combattere la crisi climatica e proteggere l’umanità“.

Mantenere l’obiettivo di 1,5°C dell’Accordo di Parigi a portata di mano richiede un’enorme accelerazione dell’azione per il clima in ogni settore. Un riscaldamento globale superiore a 1,5°C, anche temporaneo, non farà che intensificare impatti già devastanti e aumentare il rischio di danni irreversibili. Ad esempio, entro il 2030, il mondo deve:
–Eliminare gradualmente il carbone a una velocità oltre dieci volte superiore, il che equivale a chiudere circa 360 centrali elettriche a carbone di medie dimensioni ogni anno e a bloccare tutti i progetti in corso.
–Ridurre la deforestazione nove volte più velocemente. I livelli attuali sono decisamente troppo elevati: equivalgono più o meno alla perdita permanente al 2024 di quasi 22 campi da calcio di foresta ogni minuto.
–Ampliare le reti di trasporto rapido cinque volte più velocemente, il che equivale a costruire ogni anno almeno 1.400 km (870 miglia) di corsie riservate a metropolitana leggera, metropolitana e autobus.
– Ridurre il consumo di carne bovina e di agnello nelle regioni ad alto consumo cinque volte più velocemente, il che equivale a ridurre il consumo di 2 o meno porzioni a settimana in Nord e Sud America, Australia e Nuova Zelanda.
–Aumentare la velocità di rimozione tecnologica del carbonio di oltre dieci volte, il che equivale a costruire ogni mese nove dei più grandi impianti di cattura diretta dell’aria attualmente in costruzione.
– Aumentare i finanziamenti per il clima di quasi 1 trilione di dollari all’anno, pari a circa due terzi dei finanziamenti pubblici per i combustibili fossili nel 2023.
Oltre a questi risultati preoccupanti, il rapportoevidenzia ancheincoraggianti progressi. Oltre all’aumento dei finanziamenti privati per il clima,la quota globale di elettricità da fonte solare ed eolica è più che triplicata dal 2015, rendendo il solare la fonte di energia in più rapida crescita nella storia. Gli investimenti in energia pulita hanno superato gli investimenti in combustibili fossili per il secondo anno consecutivo nel 2024.Tecnologie emergentiche un decennio fa erano solo idee o progetti pilota su piccola scala, come l’idrogeno verde e le tecnologie di rimozione dell’anidride carbonica, hanno registrato alcuni dei più significativi progressi in un solo annoe, con il giusto supporto, ci si potrebbe avvicinare ad una svolta generalizzataLa produzione di idrogeno verde, ad esempio, è più che quadruplicata in un solo anno.

“Dieci anni dopo l’Accordo di Parigi, i dati mostrano quanta strada abbiamo fatto e quanta ne dobbiamo ancora percorrere– ha affermatoKelly Levin, Responsabile della Divisione Scienza, Dati e Cambiamento dei Sistemi delBezos Earth Funde Co-Direttore delSystems Change Lab–È auspicabile che gli investimenti in energia pulita superino quelli nei combustibili fossili e che le nuove tecnologie decollino a dimostrazione del fatto che il progresso è possibile quando ambizione e investimenti si allineano. La sfida è ampliare questi successi e invertire le battute d’arresto“.
Seppure questo slancio è incoraggiante, è tuttavia ancora lontano dall’essere sufficiente.Anche mantenendo gli attuali tassi di crescita non si otterranno gli obiettivi per il 2030. Ad esempio, mentre la quota di energia solare ed eolica è cresciuta a un impressionante tasso annuo del 13% dal 2020,tale tasso deve più che raddoppiare di almeno il 29% annuo, per raggiungere l’obiettivo al 2030.
Ogni anno in cui i progressi non accelerano, avverte il rapporto,il divario nell’azione per il clima si amplia.
