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Materie prime critiche: riciclare i rifiuti elettronici è fondamentale!

In occasione dell’International E-Waste Dayche quest’anno aveva per focus le Materie Prime Critiche, FutuRaM, progetto finanziato dall’UE, in collaborazione con WEEE Forum ha diffuso un Rapporto con dati completi in tutta l’UE che tracciano le AEE dalla prima vendita fino al trattamento e al recupero a fine vita, delineando come l’Europa possa recuperare una maggiore quantità di questi materiali essenziali attraverso il miglioramento della raccolta, della progettazione e del riciclaggio dei RAEE.

– Nel 2022 sono state prodotte 10,7 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, ovvero circa 20 kg a persona.

–Nei rifiuti elettronici erano presenti 29 materie prime critiche; circa 1,0 milioni di tonnellate.

–Nel 2022 il 54% dei RAEE è stato gestito in modo conforme; il 46% al di fuori dei canali conformi.

–Nel 2022 sono state recuperate 0,4 milioni di tonnellate di CRMS dal trattamento conforme, tra cui Cu 162 kt, Al 207 kt, Si 12 kt, W 1 kt, Pd 2 t.

–Leproiezioni al 2050 (che riflettono gli scenari di business as usual, recupero e circolarità) prevedono: 12,5–19 Mt di RAEE, 1,2–1,9 Mt di CRM incorporati, 0,9–1,5 Mt di CRM recuperati.

Sono alcuni degli highlight delRapporto“2050 Critical Raw Materials Outlook”, pubblicato in occasione dell’International E-Waste Day(14 ottobre 2025), giunto quest’anno alla VIII edizione con il focus sulleMaterie Prime Critiche, daFutuRaM(Future Availability of Secondary Raw Materials), Progettoeuropeo per sviluppare una base di conoscenze sulle materie prime secondarie (2RM), sulla disponibilità e la recuperabilità delle materie prime secondarie (2RM) all’interno dell’Unione Europea (UE), con particolare attenzione alle materie prime critiche (CRM, in collaborazione con  WEEE Forum, il più grande centro di competenza multinazionale al mondo per quanto riguarda il know-how operativo relativo alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Mentre la domanda europea di materie prime essenziali cresce di pari passo con le tensioni geopolitiche e i rischi di approvvigionamento, l’analisi di FutuRaM offre set di dati completi in tutta l’UE che tracciano le AEE dalla prima vendita fino al trattamento e al recupero a fine vita, delineando come l’Europa possa recuperare una maggiore quantità di questi materiali essenziali attraverso il miglioramento della raccolta, della progettazione e del riciclaggio dei RAEE.

Secondo il rapporto, telefoni, computer portatili, server, cavi, elettrodomestici e altri prodotti elettronici scartati nell’UE27+4 (Regno Unito, Svizzera, Islanda e Norvegia)contengono ogni anno circa 1 milione di tonnellate di materie prime critiche (CRM), metalli e minerali essenziali per alimentare le tecnologie verdi, le infrastrutture digitali e la difesa moderna, pari al peso di 50.000 container standard da 20 tonnellate ciascuno, sufficienti a formare una linea da Parigi a Zurigo.  

I dati più recenti in sintesi (UE27+4 nel 2022) 
– 10,7 milioni di tonnellate di RAEE generate, circa 20 kg a persona
.
–Nei rifiuti elettronici sono presenti 29 materie prime critiche.
–Un milione di tonnellate di materie prime critiche incorporate in quel flusso.
–Il 54% (5,7 milioni di tonnellate) è gestito in conformità alle norme UE; il 46% (5,0 milioni di tonnellate) al di fuori dei canali conformi.

Dal trattamento conforme sono state recuperate circa 400.000 tonnellate di materie prime critiche, tra cui:
–162.000 tonnellate di rame. 
– 207.000 tonnellate di alluminio.
–12.000 tonnellate di silicio.
–1.000 tonnellate di tungsteno.
–2 tonnellate di palladio. 

Anche all’interno di sistemi conformi,sono andate perse circa 100.000 tonnellate di materie prime essenziali, in gran parte elementi di terre rare contenuti in magneti e polveri fluorescenti. 

I percorsi non conformi hanno causato gravi perdite:
–3,3 milioni di tonnellate mescolate a rottami metallici (recupero parziale nella migliore delle ipotesi). 
–700.000 tonnellate di rifiuti elettronici smaltiti in discarica o inceneriti; 400.000 tonnellate esportate per il riutilizzo. 
–Il resto è senza documenti.

Ma non c’è solo il problema economico correlato al mancato recupero di materie prime critiche, perché è altrettante pesante l’impatto sanitario che deriva dalla non corretta gestione dei RAEE, in particolare dellebatterie per l’elevato contenuto di piombo.

L’esposizione al piombo continua a rappresentare una grave minaccia per la salute globale. È causa dicirca 1,5 milioni di decessi all’anno, principalmenteper malattie cardiovascolari, e provocadanni neurologiciecomportamentali irreversibili, soprattutto nei bambini. I bambini piccoli assorbono una quantità di piombo significativamente maggiore rispetto agli adulti, con conseguenteriduzione del QI,difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali. L’esposizione al piombo danneggia anche il feto in via di sviluppo.

In occasione dellaXIII Settimana internazionale per la prevenzione dell’avvelenamento da piombo(19 -25 ottobre 2025), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) che quest’anno ha per focus “Nessun livello di sicurezza: agisci ora per porre fine all’esposizione al piombo” per ricordare i rischi inaccettabili dell’esposizione al piombo e la necessità di agire per proteggere la salute dei bambini, IlSegretariato delle Convenzioni di Basilea, Rotterdam e Stoccolma(BRS), insieme ai partner –RawMaterials Knowledge and Innovation Community dell’Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia(EIT RawMaterials – Academy), l’Università KU Leuven(KUL) in Belgio, l’Unione internazionale delle telecomunicazioni(ITU), ilWorld Resources Forum(WRF), hanno lanciato la versione aggiornata del MOOC “E-waste Challenge”, aggiornato sulla sfida dei rifiuti elettronici, che  include nuovi materiali e un corso sulla valutazione della conformità degli standard sui rifiuti elettronici, e rivolto a studenti, ricercatori, decisori politici, professionisti, imprenditori, operatori del riciclaggio e funzionari governativi.

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