La Commissione UE ha pubblicato il riesame 2025 sull’attuazione delle politiche ambientali dal titolo “Una migliore attuazione delle norme ambientali dell’UE protegge la salute umana e sostiene la crescita economica”, che comprende un’ampia gamma di informazioni sul grado di protezione, da parte degli Stati membri, della qualità dell’aria che i cittadini respirano, dell’acqua che bevono e della natura di cui godono.
Migliorare l’attuazione della legislazionedelle politiche ambientali può ridurre gli ingenti costi derivanti dalla inadeguata implementazione delle normative UE, garantendo nel contempo condizioni di parità per le imprese in tutto il mercato unico dell’UE.
A sottolinearlo è la Commissione UE che ha pubblicato il 7 luglio 2025 l‘Environmental Implementation Review (EIR 2025), il4° riesame sull’attuazione delle politiche ambientalidal titolo “Una migliore attuazione delle norme ambientali dell’UE protegge la salute umana e sostiene la crescita economica”, che comprende un’ampia gamma di informazioni sul grado di protezione, da parte degli Stati membri, della qualità dell’aria che i cittadini respirano, dell’acqua che bevono e della natura di cui godono. Inoltre, il riesame definisceazioni prioritarie concrete da migliorare in ciascuno Stato membro.
IlRapporto “Update of the costs of not implementing EU environmental law”, pubblicato lo scorso aprile dalla Direzione generale Ambiente (DG ENV) della Commissione UE, che ha preso in considerazione i costi nei tre principali ambiti del diritto ambientale dell’UE –economia circolare e rifiuti,inquinamento zeroenatura/biodiversità– ha rilevato che ilcosto della non piena attuazione del diritto e delle politiche ambientali dell’UE ammonta ad almeno 180 miliardi di euro all’anno, pari a circa l’1% del PIL dell’UE, mentre per colmare tale divario di attuazione basterebbe una cifra inferiore (122 miliardi di euro all’anno). Ciò significa che un’attuazione completa, tempestiva ed economicamente vantaggiosa del diritto ambientale dell’UE rappresenta un investimento, perché affrontare le conseguenze del degrado ambientale è molto più costoso e tali conseguenze si verificano oggi.
“Investire nell’attuazione del diritto ambientale è un ottimo rapporto qualità-prezzo– ha dichiaratoJessika Roswall, Commissaria UE per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva –Si tratta di un promemoria tempestivo del fatto che l’attuazione e la competitività vanno di pari passo per proteggere il nostro ambiente e le riso rse di cui abbiamo bisogno per la transizione e per le generazioni future”.

Stato di attuazione
Dal riesame emerge l’urgentenecessità di migliorare l’attuazione del diritto ambientale dell’UE.
– Economia circolare: mentre alcuni Stati membri stanno compiendo buoni progressi nell’utilizzare le risorse nel modo più efficace possibile nella produzione di beni e servizi, molti rischiano ancora di non raggiungere gli obiettivi di riciclaggio per il 2025. Ad esempio, la relazione rileva che diversi Stati membri dovrebbero migliorare la prevenzione dei rifiuti e ripristinare le discariche non conformi alle norme.
– Acqua: per conseguire gli obiettivi dell’UE in materia di qualità e quantità dell’acqua dolce e per attenuare il crescente rischio di carenza idrica e siccità, è necessaria un’azione urgente. Gli Stati membri devono utilizzare meglio i fondi dell’UE disponibili per raccogliere e trattare le acque reflue urbane.
– Biodiversità:la perdita di biodiversità continua a prevalere sulla ripresa. Ciò è dovuto principalmente alcambiamento dell’uso del suolo a fini agricoli e all’intensificazione dell’agricoltura. Gli Stati membri devono migliorare l’integrazione della protezione della natura in tutte le altre politiche e accelerare l’attuazione della legislazione sulla natura.
– Inquinamento atmosferico: nonostante i notevoli progressi, il livello di inquinanti atmosfericiè ancora troppo elevato in molti Stati membri. Ciò desta grave preoccupazione per la salute dei cittadini. La qualità dell’aria può essere migliorata passando a una mobilità sostenibile alimentata da fonti rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica e introducendo tecniche agricole a basse emissioni, anche per il bestiame, il letame e la gestione dei fertilizzanti.
– Clima: glisforzi di adattamento in ciascuno Stato membro devono essere intensificatiper far fronte ai crescenti impatti dei cambiamenti climatici. Sebbene l’UE sia riuscita a dissociare le emissioni di gas a effetto serra dalla crescita economica, diversi Stati membri incontrano difficoltà nell’attuazione del sistema di scambio di quote di emissione per l’edilizia, il trasporto su strada e la piccola industria.
Investimenti, capitale umano e buona governance
La Commissione ha messo a disposizione degli Stati membri diversi fondi dell’UE per coprire il loro fabbisogno di investimenti, pari acirca 122 miliardi di euro all’anno, per tutti gli obiettivi e le priorità ambientali. La maggior parte degli Stati membri deve utilizzare ulteriormente tali fondi per rafforzare la capacità degli Stati membri di realizzare un’attuazione efficace. In termini di governance ambientale, vi è ancora spazio per la maggior parte degli Stati membri per migliorare ulteriormente l’accesso del pubblico ai tribunali per contestare decisioni, atti o omissioni, in particolare nei settori della pianificazione relativi all’acqua, alla natura e/o alla qualità dell’aria.
Oltre al riesame, la Commissione UE ha pubblicato le schede sintetiche dei singoli Paesi, tra cui ovviamente quello dedicato all’Italia.
Vi si legge che il nostro Paese ha un capitale naturale molto diversificato e ricco. L’elevata densità di popolazione in alcune aree determina pressioni ambientali.Gravi problemi di inquinamento atmosferico si verificano soprattutto nel bacino del Po.
IlSud soffre di carenze infrastrutturali nella gestione idrica e dei rifiuti. La Corte di giustizia europea ha comminato multe per oltre806 milioni di euro per inosservanza del diritto ambientale dell’UE.

Le principali sfide
– Inquinamento. L’Italia ha compiuto alcuni progressi nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici, mapersistono superamenti dei valori limite sia per il PM10 che per l’NO2. Circa il 30% del Piano di Ripresa e Resilienza (RRP) è destinato a misure per l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile.
L’Italia ha compiutoprogressi limitati nella riduzione del numero di agglomerati non conformi in materia di trattamento delle acque reflue, con sanzioni pecuniarie della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) irrogate per due delle quattro procedure di infrazione in corso.
–Natura e Biodiversità. Alcuni siti marini devono ancora essere designati nella rete Natura 2000. È inoltre necessariomigliorare lo stato di conservazione di habitat e specie, utilizzando i quadri di azione prioritari per integrare meglio i fondi UE.
–Governance e Investimenti. Il divario complessivo degli investimenti ambientali in Italia è diminuito e ora ammonta a circa 8,29 miliardi di euro all’anno, pari allo 0,43% del PIL (inferiore alla media UE), con le quote più elevate destinate all’economia circolare e all’acqua.
L’Italia devemigliorare la propria capacità amministrativa per sostenere la transizione verde, anche attraverso il coordinamento tra i livelli nazionale, regionale e locale.
