Mari e oceani

Isole e comunità costiere dell’UE: strategie per sbloccarne il valore

La Commissione UE ha adottato le sue prime due strategie olistiche dedicate alle isole e alle comunità costiere dell’UE. Si tratta del primo approccio europeo coordinato volto a valorizzare il potenziale a lungo termine di questi territori, rispondendo in modo mirato alle esigenze di circa 112 milioni di cittadini europei.

Il 10 giugno 2026, la Commissione europea ha adottato2 Strategie specifiche, una per leisole dell’UEe una per lecomunità costiere dell’UE, definendo per la prima volta unapproccio europeo coordinato a sostegno di entrambe le tipologie di territori e per sbloccarne il potenziale a lungo termine.

Le isole dell’UE rappresentano una parte integrante della geografia, della storia, della cultura e dell’economia europea. Le oltre 4.000 isole ospitano circa17 milioni di personedistribuite in16 Stati membri, tra cui3 Stati membri insulari(Cipro, Irlanda e Malta). La maggior parte delle isole dell’UE condivide sfide comuni che incidono sulla loro sostenibilità economica e sulla qualità della vita, come l’isolamento geografico, la connettività limitata, gli elevati costi e tempi di trasporto, i mercati piccoli e frammentati, l’eccessiva dipendenza dal turismo, l’eccessivo ricorso ai combustibili fossili, la vulnerabilità climatica, il declino demografico, la scarsità d’acqua, il ridotto accesso ai servizi essenziali e altri costi aggiuntivi derivanti dall’insularità.

Al contempo,95 milioni di persone, ovvero il 21% della popolazione dell’UE, risiedono lungo i 70.000 km di costa dell’UE o nelle zone costiere di 22 Stati membri. Crocevia tra terra e mare, le comunità costiere europee sono una risorsa vitale. Esse combinano un ricco patrimonio ambientale, culturale e marittimo con un forte potenziale di guidare un’economia blu sostenibile. Allo stesso tempo, le comunità costiere europee si trovano in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità marina e costiera e l’inquinamento marino, fattori che incidono sulla loro resilienza a lungo termine e sulla crescita economica. Alcune di esse devono affrontare anche ulteriori pressioni, tra cui uno squilibrio nel turismo, la carenza di alloggi a prezzi accessibili, la stagionalità dell’attività economica e le limitate opportunità di lavoro, che portano all’emigrazione giovanile e all’instabilità economica.

Per questo motivo, un approccio personalizzato è essenziale. Le 2 Strategie lavorano in sinergia, rafforzandosi a vicenda per affrontare le pressioni comuni e al contempo rispondere alle specificità delle isole e delle comunità costiere.

Riconoscendo queste pressioni interconnesse, l’UE ha sviluppato2 strategie complementari per costruire un quadro coeso nell’ambito delle politiche e dei finanziamenti esistenti, al fine di rafforzare le opportunità economiche, la qualità della vita e la resilienza.

LaStrategia per le isolesi basa su un’ampia consultazione pubblica, compresi i contributi delle parti interessate del contributo del Parlamento europeo, del Comitato delle regioni, del Comitato economico e sociale europeo e delle comunità insulari, che da tempo auspicavano un quadro politico dedicato.

La strategia mira a integrare le esigenze delle isole e a riflettere le sfide che esse affrontano nelle politiche più ampie dell’UE, adattandole alle loro specifiche necessità. È strutturata attorno a 4 pilastri fondamentali:
Sviluppo economico, connettività, competitività e innovazione: promuovere l’imprenditorialità, diversificare le economie locali, il turismo sostenibile e la digitalizzazione, affrontando al contempo le lacune di connettività che limitano l’attività economica e la vita sulle isole.
Sicurezza energetica, tutela ambientale e resilienza climatica: accelerare la decarbonizzazione, le energie rinnovabili, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la protezione della biodiversità.
Comunità e demografia: rafforzare i servizi pubblici, la sanità, l’edilizia abitativa, l’istruzione e l’inclusione sociale per invertire il declino demografico e trattenere i giovani.
Sicurezza e preparazione alle crisi: rafforzare la resilienza contro i disastri naturali legati alla crisi climatica, ai rischi marittimi e ad altre minacce emergenti.

La Strategia promuove l’instaurazione di un dialogo regolare tra le istituzioni dell’UE e le parti interessate che rappresentano gli interessi delle isole, nonché diverse misure di sostegno tecnico, tra cui ilrafforzamento delle capacità e lo scambio di buone pratiche. Gli Stati membri sono invitati a includere misure mirate per lo sviluppo delle isole nei loro piani futuri, compresi  quelli legati all’insularità in settori quali la connettività, i servizi e le infrastrutture. Gli Stati membri sono inoltre invitati a elaborare strumenti di investimento territoriale per promuovere strategie integrate per le isole e facilitare una migliore cooperazione.

LaStrategia sulle comunità costiere resilienti, prospere e vivibilisi concentra su3 priorità:
Promuovere la prosperità, il piano incoraggia un’economia blu dinamica, competitiva e diversificata, favorendo l’innovazione, nuovi modelli di business – come ilpescaturismo, labioeconomiae leenergie rinnovabili offshore– e creando opportunità di lavoro di alta qualità.
Rafforzare la resilienza, migliorando l’adattabilità ai cambiamenti climatici e alle sfide ambientali, economiche, sociali e di sicurezza più ampie, in particolare attraverso l’attuazione della recente iniziativaOceanEye.
Migliorare la qualità della vita, promuovendo luoghi vivaci, inclusivi e attraenti in cui persone di tutte le età possano prosperare, lavorare, vivere e godersi l’ambiente circostante, salvaguardando al contempo la cultura marittima, il patrimonio e l’identità locale.

La Strategia pone l’accento su soluzioni personalizzate e gestite a livello locale, riconoscendo le diverse esigenze delle comunità costiere, dai remoti villaggi di pescatori alle principali città portuali.

Le misure principali includono:
Dare maggiore autonomia alle comunità costiere nella pianificazione dello spazio marittimo attraverso la prossima Legge sugli Oceani, promuovendo l’uso sostenibile del capitale naturale degli oceani, favorendo l’adattamento ai cambiamenti climatici e sbloccando opportunità per una crescita sostenibile.
– Sostenere i cluster e le filiere della bioeconomia blunelle zone costiere attraverso progetti guidati dalle comunità locali, nell’ambito della futura Iniziativa europea per l’innovazione nella bioeconomia blu.
Sviluppare un sistema di certificazione per i crediti di carbonio blu al fine di creare nuove opportunità per i servizi dell’economia blu e per il reddito delle comunità costiere.
– Promuovere la resilienza climatica attraverso una maggiore valutazione dei rischi, la mappatura degli investimenti e il sostegno allo sviluppo delle capacità per l’adattamento costiero, con il coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti e delle missioni dell’UE sull’adattamento ai cambiamenti climatici e sul ripristino dei nostri oceani e delle nostre acque.

Il26 giugno 2026aPafos(Cipro) laConferenza ad alto livelloRafforzare le isole e le comunità costiere dell’Unione europea” riunirà leader europei, ministri, alti funzionari politici, autorità regionali e insulari, rappresentanti delle istituzioni europee, esperti e principali parti interessate per discutere del futuro sviluppo dei territori insulari e costieri in tutta l’UE. alla luce dell’adozione delle 2 Strategie, offrendo una piattaforma per un dialogo politico su come le politiche, i programmi e le strategie nazionali dell’UE possano affrontare al meglio le sfide e le opportunità specifiche delle regioni insulari e costiere in tutta l’Unione.

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