Inquinamenti e bonifiche Salute

Inquinamento atmosferico in Europa: i danni alla salute umana

Un report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), pubblicato in occasione del V Forum UE sull’Aria Pulita (Bonn, 1-2 dicembre 2025), rileva che in 20 anni l’impatto stimato sulla salute attribuibile all’esposizione a lungo termine ai 3 inquinanti atmosferici chiave (PM2.5, NO2 e O3) continua a diminuire, anche se coloro che vivono nelle città europee (95%) sono esposti a livelli di inquinamento atmosferico notevolmente superiori a quelli previsti dalla Linee guida dell’OMS.

Nel 2023 nell’Unione europea sono stati poco più di 180.000 i decessi attribuibili all’esposizione a concentrazioni di particolato fine (PM2.5) superiori ai livelli indicati dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). 

Lo riporta il briefing Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease status, 2025” (Danni alla salute umana causati dall’inquinamento atmosferico in Europa: impatto dello stato di malattia) che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato In occasione del V Forum UE sull’Aria Pulita (Bonn, 1-2 dicembre 2025), l’evento biennale più importante per il dibattito su politiche, monitoraggio e ricerca sulla qualità dell’aria.

L’analisi dell’Agenzia copre 41 Paesi europei, inclusi i 27 Stati membri dell’UE, altri Paesi membri e cooperanti dell’EEA e altri microstati europei. La Turchia non è inclusa nelle stime del PM2.55 poiché il numero di stazioni di monitoraggio di fondo da cui sono disponibili dati era troppo basso per produrre mappe di concentrazione del particolato fine.

Il report fornisce le stime più recenti (dati al 2023) degli impatti sulla salute della popolazione causati dall’esposizione a lungo termine a particolato fine, biossido di azoto e ozono, confermando la tendenza degli ultimi 19 anni secondo cui l’impatto stimato sulla salute attribuibile all’esposizione a lungo termine ai tre inquinanti atmosferici chiave continua a diminuire, anche se quasi tutti coloro che vivono nelle città europee (95%) sono esposti a livelli di inquinamento atmosferico notevolmente superiori a quelli previsti dalla Linee guida dell’OMS.

In particolare, tra il 2005 e il 2023, nell’UE i decessi prematuri attribuibili al PM2.5 sono diminuiti del 57%, raggiungendo l’obiettivo del 55% previsto entro il 2030 dal Piano d’azione UE per l’inquinamento zero.

Secondo le stime dell’Agenzia, la riduzione dell’inquinamento atmosferico ai livelli indicati dalle linee guida dell’OMS avrebbe potuto prevenire 182.000 decessi attribuibili all’esposizione al PM2.5, 63.000 all’ozono (O3) e 34.000 al biossido di azoto (NO2) nell’UE nel 2023.   

I Paesi dell’Europa orientale e sud-orientale sono quelli che subiscono gli impatti più significativi sulla salute a causa degli elevati livelli di inquinamento.

Mortalità attribuibile all’esposizione a lungo termine al PM2.5 al 2023 (Fonte: EEA, 2025)

I numeri assoluti più elevati di decessi attribuibili a mortalità per tutte le cause nel 2023 si sono verificati in Italia, Polonia e Germania (in ordine decrescente), tuttavia gli impatti relativi più elevati sono stati osservati nei paesi dell’Europa sud-orientale, sia per l’analisi di tutti i paesi (Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Albania, in ordine decrescente) sia considerando solo i paesi dell’UE-27 (Bulgaria, Grecia e Romania, in ordine decrescente).  

In Italia, si stima che il tasso di decessi naturali per tutte le cause attribuibili all’esposizione a lungo termine a Polveri sottili superiori a 5 µg/m3 si sia ridotto del 43,4% tra il 2005 e il 2023.

Oltre alle morti premature, l’impatto della convivenza con malattie legate all’inquinamento atmosferico è significativo. Per alcune patologie causate e/o aggravate dall’inquinamento atmosferico, come l‘asma, l’impatto principale è un peggioramento della salute. Per altre, come la cardiopatia ischemica e il cancro ai polmoni, si tratta di una morte prematura. Nuove evidenze suggeriscono che l’inquinamento atmosferico possa anche causare demenza. Si stima che il carico di malattia della demenza sia superiore a quello di altre patologie rilevanti, afferma il briefing dell’EEA.

Le persone più vulnerabili della società sono più suscettibili agli impatti dell’inquinamento atmosferico, tra cui i gruppi socio-economici più bassi, gli anziani, i bambini e le persone con patologie pregresse sono più vulnerabili. 

Oltre ai problemi di salute, l’inquinamento atmosferico può avere un impatto considerevole sull’economia europea a causa dell’aumento dei costi sanitari, della riduzione dell’aspettativa di vita e della perdita di giornate lavorative in vari settori. Danneggia, inoltre, la vegetazione e gli ecosistemi locali, la qualità dell’acqua e del suolo.  

Per l’EEA la Direttiva rivista sulla qualità dell’aria ambiente, entrata in vigore lo scorso anno, avvicinando gli standard di qualità dell’aria dell’UE alle raccomandazioni dell’OMS, favorirà ulteriori riduzioni dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute nei prossimi anni. Tuttavia, l’inquinamento atmosferico continua a rappresentare il principale rischio ambientale per la salute degli europei (seguito da altri fattori come l’esposizione al rumore, alle sostanze chimiche e ai crescenti effetti delle ondate di calore legate al clima), causando malattie croniche e decessi attribuibili, soprattutto nelle città e nelle aree urbane.

In copertina: foto di José Ángel Arias Tomás, Environment&Me 2025 EEA

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