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Inquinamento atmosferico: in UE è il principale rischio ambientale per la salute

In occasione dell’UE Clean Air Forum (Rotterdam, 23-24 novembre 2023) l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato un briefing che fa parte del Pacchetto “Qualità dell’aria in Europa nel 2023”, che evidenzia come, nonostante dei miglioramenti, l’inquinamento atmosferico rimanga il più importante fattore di rischi ambientale per gli europei, contribuendo in particolare all’insorgere di cardiopatie ischemiche e di cancro ai polmoni.

L’inquinamento atmosferico in Europa rimane ben al di sopra dei livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), rappresentando una minaccia significativa per la nostra salute. In UE si sarebbe potuto evitare 253.000 decessi se le concentrazioni di particolato fine (PM2.5) avessero soddisfatto le Linee Guida dell’OMS.

È la conclusione delBriefingHarm to human health from air pollution in Europe: burden of disease 2023” (Danni alla salute umana derivanti dall’inquinamento atmosferico in Europa: l’impatto delle malattie nel 2023), l’ultima valutazione sanitaria della qualità dell’aria che l’Agenzia europea per l’ambiente (EEA), ha presentato il 24 novembre 2023, in occasione del4° EU Clean Air Forum(Rotterdam, 23-24 novembre 2023), l’annuale evento sul tema della protezione dell’ambiente, dell’inquinamento atmosferico e della qualità dell’aria, che riunisce i portatori di interessi di tutta l’UE per un dialogo sulle principali questioni relative all’aria pulita,

Il briefing presenta informazioni sui danni stimati alla salute umana nel 2021 causati da 3 principali inquinanti atmosferici:particolato fine(PM2.5), biossido di azoto (NO2) eozono(O3). La valutazione di quest’anno presenta anche una stima degli impatti sulla salute associati amalattie specifiche a cui contribuisce l’inquinamento atmosferico. Tali impatti sono espressi utilizzando parametri di misurazione del carico di malattia, vale a dire “morbilità” (lo stato di malattia o disabilità) e “mortalità” (morti avvenute a causa di una malattia specifica o di un gruppo di malattie).

Le morti attribuibili all’inquinamento atmosferico rimangono troppo alte
Tra il 2005 e il 2021, ilnumero di decessi nell’UE attribuibili al PM2.5, uno degli inquinanti atmosferici più dannosi,è diminuito del 41%. Tuttavia, l’inquinamento atmosferico continua a rappresentare il principale rischio ambientale per la salute degli europei (seguito da altri fattori come l’esposizione al rumore, allesostanze chimichee aicrescenti effetti sulla salute delle ondate di caldo legate al clima), causandomalattie croniche e decessi attribuibili, soprattutto nelle città e nei centri abitati. aree urbane.

Secondo le ultime stime dell’EEA, almeno 253.000 decessi nell’UE nel 2021 sono attribuibili all’esposizione all’inquinamento da PM2.5, superiore alla concentrazione raccomandata di 5 µg/m3 delleLinee guida dell’OMS.

L’inquinamento da biossido di azoto ha sua volta ha provocato52.000 mortie l’esposizione a breve termine all’ozono a 22.000 decessi attribuibili nell’UE. L’inquinamento atmosferico provoca anche problemi di salute e aggiunge costi significativi ai sistemi sanitari. Queste concentrazioni raccomandate dall’OMS sono stabilite in base al livello di inquinamento al di sopra del quale esiste una chiara evidenza degli effetti sanitari associati.

I dati diffusi oggi dall’EEA ci ricordano che l’inquinamento atmosferico è ancora il problema sanitario ambientale numero uno nell’UE– ha dichiarato il Commissario UE per Ambiente, Oceani e Pesca,Virginijus SinkevičiusLa buona notizia è che la politica sull’aria pulita funziona e la nostra qualità dell’aria sta migliorando. Ma dobbiamo fare ancora meglio e ridurre ulteriormente i livelli di inquinamento. Ecco perché l’UE deve adottare e attuare rapidamente la proposta direvisione della direttiva sulla qualità dell’aria ambienteche mira ad allineare più strettamente gli standard di qualità dell’aria dell’UE alle raccomandazioni dell’OMS”.

Impatti sulla salute dei principali inquinanti atmosferici sulle malattie
Una novità nella valutazione di quest’anno è la quantificazione del carico sanitario associato a malattie specifiche a cui contribuisce l’inquinamento atmosferico. Ilcarico sanitario totale associato a ciascuna di queste malattie dipende non solo dai decessi attribuibili alla malattia, ma anche dal peso sanitario derivante dalla convivenza quotidiana con gli effetti della malattia.

Per alcune malattie come le cardiopatie e il cancro la maggior parte del carico sanitario è legato a decessi attribuibili, ma per altre malattie come ildiabetee l’asmac’è anche un carico sanitario significativo associato al convivere con glieffetti debilitanti di queste malattie sulla salute, nel corso di molti anni o decenni. Pertanto, quando consideriamo gli effetti sulla salute dell’inquinamento atmosferico, è importante concentrarsi non solo sui decessi attribuibili, ma anche sugli impatti a lungo termine che queste malattie possono avere sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini europei che devono affrontare il lungo periodo effetti a lungo termine di malattie come l’asma.  

Tra le malattie considerate legate all’inquinamento atmosferico, per l’esposizione al particolato fine (PM2.5), il carico sanitario maggiore è causato dallacardiopatia ischemica, seguita daictus,diabete mellito,bronco-pneumopatia cronica ostruttiva,cancro ai polmonieasma. Nel caso del biossido di azoto e delle tre malattie considerate, il carico sanitario più elevato è stato causato daldiabete mellito, seguito daictuseasma.

Sebbene negli ultimi anni abbiamo fatto grandi passi avanti per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico, i nostri dati e le nostre valutazioni più recenti mostrano che l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla nostra salute rimane ancora troppo elevato , provocando morti e malattie attribuibili all’inquinamento atmosferico– ha dichiarato la Direttrice esecutiva dell’EEA,Leena Ylä-Mononen –La notizia positiva è che le autorità a livello europeo, nazionale e locale si stanno attivando per ridurre le emissioni attraverso misure come la promozione del trasporto pubblico o della bicicletta nei centri urbani e attraverso una legislazione aggiornata”.

Scheda Italia

Insieme al briefing, l’EEA ha anche pubblicatoschede informativein cui è possibile trovare informazioni dettagliate sull’onere delle malattie a livello nazionale.

In copertina: Foto © Fani Papageorgiou, ZeroWaste PIX/EEA

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