Consumi e risparmio Efficienza energetica Energia Fonti rinnovabili

Firmato il D. I. sulla nuova Strategia Energetica nazionale

firmato decreto interministeriale strategia energetica

Il 10 novembre 2017 a Palazzo Chigi, alla presenza del Capo di Governo Paolo Gentiloni, è stata presentata con una serie di slide l’attesa nuova Strategia Energetica Nazionale  (SEN) nella sua versione definitiva dopo la firma apposta al relativo Decreto Interministeriale da parte del Ministro dello Sviluppo Economico (MiSE) e di quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Giunge così a conclusione un articolato processo che ha coinvolto, sin dalla fase istruttoria, gli organismi pubblici operanti sull’energia, gli operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas e qualificati esperti del settore energetico. Nella stessa fase preliminare, sono state svolte due audizioni parlamentari, riunioni con alcuni gruppi parlamentari, con altre Amministrazioni dello Stato e con le Regioni, nel corso delle quali è stata presentata la situazione del settore e il contesto internazionale ed europeo, e si sono delineate ipotesi di obiettivi e misure.

La proposta di Strategia Energetica Nazionale quale approntata dopo la prima fase è stata successivamente posta a Consultazione  alla quale hanno preso parte 251 i soggetti tra associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini, esponenti del mondo universitario, che hanno formulato complessivamente 805 tra osservazioni, commenti e proposte, tutte accuratamente esaminate e valutate, le cui schede riassuntive  sono state illustrate il 24 ottobre 2017 nel corso di un’audizione parlamentare, svolta congiuntamente dalle Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera e dalle Commissioni Industria e Territorio del Senato.

Dall’esito complessivo della consultazione – spiegano i Ministri – si può dire che è emersa un’ampia condivisione della necessità di accelerare, in coerenza con gli obiettivi europei di lungo termine (2050), il percorso per rendere il sistema energetico italiano sempre più sostenibile sotto il profilo ambientale, con molta attenzione alle ricadute sui prezzi, alla sicurezza delle forniture e agli impatti ambientali delle nuove tecnologie e della stessa trasformazione”.

“Sono quindi confermati in pieno gli obiettivi politici proposti in consultazione: aumentare la competitività del Paese allineando i prezzi energetici a quelli europei, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento e delle forniture, decarbonizzare il sistema energetico in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi”.

Rispetto alla proposta iniziale si osserva che ci sono delle novità che riguardano in particolare:
– l’abbandono del carbone per la produzione elettrica al 2025;
– il 28% dei consumi energetici e il 55% dei consumi elettrici dovranno essere coperti al 2030 da fonti rinnovabili ;
– i consumi finali di energia dovranno essere ridotti al 2030 di 10Mtep cumulati attraverso iniziative di efficienza energetica per le quali vengono previsti investimenti pari a 110 miliardi di euro.

Altri 35 miliardi di euro andranno allo sviluppo delle fonti rinnovabili e 30 miliardi per reti e infrastrutture di gas ed elettriche, dal momento che nella SEN viene ribadito il ruolo chiave destinato al gas che dovrà supportare ancora, con il contributo di altri prodotti petroliferi, il 72% dei consumi energetici totali.

Si prevede, inoltre, un uso crescente di biocarburanti sostenibili e del GNL nei trasporti pesanti e marittimi al posto dei derivati dal petrolio e la promozione della mobilità pubblica. In merito alla mobilità sostenibile, nella SEN è previsto che al 2030 siano circolanti in Italia quasi 5 milioni di auto elettriche.

Non vogliamo fare una rottamazione alla vecchia maniera – ha dichiarato il Ministro del MiSE, Carlo Calenda – pensiamo ci voglia un incentivo per svecchiare il parco circolante però è un tema delicato, la fonte finanziaria individuata – che poteva essere una componente della bolletta – è un uso della bolletta forte che prendiamo in considerazione solo se c’è un’ampia condivisione politica sull’argomento, ma per ora non sono arrivate risposte dal Parlamento a cui abbiamo chiesto di prendere una decisione insieme“.

Viene ribadito, inoltre, il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento e la riduzione dei gap di prezzo dell’energia, garantendo flessibilità dell’offerta e rafforzando l’indipendenza energetica dell’Italia.

Guarda il video di presentazione

Di certo, la nuova Strategia energetica Nazionale contiene segnali che vanno nella direzione di una decarbonizzazione del sistema energetico, che possa effettivamente conseguire tale obiettivo nel lungo periodo è tutto da verificare.

Forse si poteva “osare” di più, anche alla luce che sempre più numerosi studi convalidano la tesi che entro il 2050, usufruendo delle tecnologie disponibili e della crescita dello storage che permette di utilizzare l’energia raccolta dalle fonti rinnovabili nel momento in cui l’utente ne ha più bisogno, sia possibile portare a zero emissioni il sistema elettrico.

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