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Al via la Consultazione sulla nuova SEN. C’è tempo fino all’11 luglio 2017

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C’è tempo fino all’11 luglio 2017 per inviare commenti, segnalazioni e proposte sulla nuova Strategia Energetica Nazionale elaborata di concerto dai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente. Al Festival dell’Energia avanzate da Althesys 8 proposte per raggiungere gli obiettivi al 2030, incentrate su rinnovabili ed efficienza energetica.

Annunciata dal Ministro dello Sviluppo Economico, a margine del Forum economico internazionale di S. Pietroburgo (1-3 giugno 2017), prende il via la Consultazione sulla nuova Strategia Energetica Nazionale.

Per inviare commenti, segnalazioni e proposte, che saranno valutate per la predisposizione del documento finale, c’è tempo fino all’11 luglio 2017.

“Aumentare la competitività del Paese allineando i prezzi energetici a quelli europei, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento e della fornitura, decarbonizzare il sistema energetico in linea con gli obiettivi di lungo termine dell’Accordo di Parigi , che vanno confermati come irreversibili: sono questi i temi chiave che hanno guidato l’elaborazione di questa proposta di nuova strategia energetica nazionale – scrivono nel messaggio introduttivo il Ministro del MiSE, Carlo Calenda, e quello del MATTM, Gian Luca Galletti – Molte delle misure proposte, se condivise al termine della consultazione, comporteranno un ruolo centrale delle Autorità di regolazione e controllo del settore energetico e della tutela della concorrenza, che nell’ambito delle prerogative di indipendenza assegnate loro dalla legge dovranno svolgere anche compiti di raccordo a livello sovranazionale.

Gli organismi pubblici operanti sull’energia (Enea, Rse, Gse, Gme, Au, Ispra) e le società concessionarie del servizio di trasporto di elettricità e gas (Terna e Snam) hanno fornito un importante contributo legato alle loro competenze e al ruolo ricoperto. Inoltre, sono stati organizzati workshop con esperti internazionali del settore energetico e ascoltate le maggiori associazioni di categoria. A tutti i soggetti a vario titolo coinvolti va il nostro ringraziamento per i contributi, gli spunti e anche le critiche fornite. Con lo stesso spirito di dialogo sottoponiamo alla discussione pubblica le proposte elaborate dai nostri due Ministeri, con lo scopo di pervenire a un quadro il più possibile condiviso, che costituisca la base per il piano energia e clima che impegnerà il nostro Paese, al pari degli altri Paesi europei, a definire il contributo e le misure che intendiamo porre in campo per l’attuazione del Clean Energy Package“.

Nei giorni scorsi, al Festival dell’Energia (Milano, 7-10 giugno 2017) nel corso dell’incontro “Quale Strategia Energetica per l’Italia? Scenari e proposte per centrare gli obiettivi al 2030“, organizzato da Althesys, Società specializzata nella consulenza strategica e nella ricerca nei settori ambiente, energia, utilities e infrastrutture, l’Amministratore delegato Alessandro Marangoni aveva avanzato delle proposte, in particolare per rinnovabili ed efficienza energetica, che meritano di essere segnalate, alla luce del Documento posto a Consultazione.

Secondo il coordinatore dell’IREX Annual Report c’è necessità di un nuovo ciclo di investimenti nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica, nelle bioenergie ma anche nel termoelettrico, per l’ammodernamento degli impianti e delle reti e per la diffusione delle tecnologie “smart” e dei piccoli impianti “puliti”.
L’Italia, pur avendo già raggiunto gli obiettivi previsti al 2020, avrebbe grosse difficoltà non soltanto a raggiungere i nuovi target fissati dall’UE per il 2030 (27% di energia da rinnovabili e 30% di efficienza energetica), ma con un parco impianti ridotto, sarebbe anche difficile fronteggiare il fabbisogno di energia elettrica, con la conseguente necessità di aumentare le importazioni di circa 99 TWh rispetto alla situazione attuale. 
“I dati ci impongono una riflessione sulla questione della sicurezza energetica, a causa del possibile deficit produttivo: con la progressiva uscita di quasi 7 GW da impianti rinnovabili non più convenienti e la dismissione del termoelettrico per circa 12 GW, la nuova potenza prevista non riuscirebbe a colmare il disavanzo – ha osservato Marangoni – Non solo: se non si intervenisse ora si assisterebbe a un netto peggioramento della quota di rinnovabili sui consumi finali che potrebbero passare dal 34,3 al 27,5%; un trend in controtendenza rispetto a tutto il mondo, che potrebbe essere affrontato solo attuando politiche di rinnovamento degli impianti esistenti e con il sostegno all’efficienza energetica e alla generazione distribuita“.

Marangoni ha avanzato 8 proposte per una strategia energetica dell’Italia al 2030.
1) L’Italia deve adottare un obiettivo di efficienza energetica pari almeno a quello indicato dalla Commissione Europea (30%), se non maggiore: un target elevato è tutt’altro che irrealistico, dato che oggi l’Italia ha già raggiunto e superato i livelli di efficienza indicati dalla Strategia Energetica Nazionale del 2013.
2) Politiche per rinnovare gli impianti eolici e idroelettrici, che consentano di recuperare circa 15 TWh di energia al 2030 rispetto a uno scenario no action, con costi decisamente contenuti pari a complessivi 1,3 miliardi di euro. Ciò è attuabile prevedendo aste e contingenti dedicati al rinnovamento (circa 3,5 GW di eolico) per l’assegnazione di “contratti per differenza” (CFD). Gli investimenti in nuova capacità permetterebbero di rilanciare lo sviluppo degli impianti utility scale in Italia, con impatti contenuti sul contatore degli oneri. Secondo Althesys, l’introduzione di nuove aste dedicate all’eolico fino ad un massimo di 6,4 GW a partire dal 2020, produrrebbe 12,8 TWh al 2030.
3) Nuovo impulso al fotovoltaico di taglia industriale: aste dedicate con contingenti compresi tra 3,4 e 8,7 GW, a seconda dell’andamento dei consumi, che permetterebbeo di ottenere 5-12,6 TWh aggiuntivi al 2030.
4) Contributo del fotovoltaico commerciale e residenziale per il rilancio della generazione distribuita. Per il primo, si ipotizzano 800 MW-4,7 GW di capacità (a seconda dei consumi), favorendo l’autoconsumo nel settore industriale, lo sviluppo dei Sistemi Efficienti di Utenza (SEU) e tramite strumenti di detrazione fiscale. Per la taglia residenziale vanno estese le attuali detrazioni fiscali, che da sole ne permetterebbero una crescita stimata in 300 MW/anno (4,2 GW al 2030).
5) Introdurre il “contract for difference”, della durata di 10 anni, per evitare il phase-out delle bioenergie (circa 16 TWh al 2030) una volta terminato il periodo di sostegno, commisurati ai costi di approvvigionamento delle specifiche tecnologie.
6) Soddisfare il fabbisogno di energia al 2030 anche con la capacità termoelettrica attualmente installata in Italia, una volta completato il processo di decommissioning degli impianti più obsoleti. Anche il ricorso alle fonti fossili consentirà di ridurre al minimo l’import elettrico. Ciò porterà anche a superare le difficoltà patite dagli operatori negli anni scorsi.
7) Investire nella smart energy, cioè nelle reti intelligenti, nei contatori di seconda generazione, negli accumuli e più in generale nell’innovazione tecnologica, è essenziale per gestire la trasformazione in corso nel sistema elettrico.
8) Potenziare le interconnessioni con l’estero, realizzando i progetti in essere e valutandone di nuovi, permetterà di aumentare la flessibilità del sistema, riducendone i rischi di inadeguatezza. Il crescente ruolo di import ed export (visto negli scenari) richiede inoltre un rapido allineamento del mercato elettrico italiano ai meccanismi europei.

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