16 Settembre 2021
Consumi e risparmio Energia

Energia elettrica: il futuro green è nella corrente continua

A Milano LAPP Italia ha promosso un incontro con la stampa per illustrare l’evoluzione della tecnologia a corrente continua dal suo esordio alla fine dell’800 alle moderne applicazioni industriali in chiave di efficienza, risparmio e sicurezza.

Si è tenuto, il 28 gennaio, a Milano, presso Palazzo Giureconsulti il Press Briefing dal titolo: “Rivoluzione energetica: il futuro dell’industria è in corrente continua? a cura di LAPP – Società leader nella fornitura di prodotti per la tecnologia di connessione, nonché distributrice di cavi elettrici, pressacavi, connettori e accessori per un ampio campo di applicazioni industriali, anche in ambito Industry 4.0.

Durante l’incontro con la Stampa grazie alla presenza prestigiosa di Relatori autorevoli quali Giambattista Gruosso – Professore Associato del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milanoe Georg Stawowy – Membro del Board e CTO LAPP Holding AG, si è approfondito l’argomento di cui al titolo dell’evento ed illustrato come la tecnologia della corrente continua (quasi del tutto abbandonata dopo l’Esposizione Universale di Chicago del 1893 che, di fatto, costituì l’evento mediatico trainante della fortuna di George Westinghouse), possa offrire oggi, inusitati vantaggi in termini di risparmio.

Avendo ben chiaro l’obiettivo della improcrastinabile transizione energetica verso paradigmi più green dove la parola d’ordine è sostenibilità i promotori dell’incontro hanno voluto approfondire caratteristiche applicative e vantaggi, tanto a livello industriale che domestico – della tecnologia a corrente continua, tanto più in associazione con produzioni energetiche da fonti rinnovabili.

Allo stato attuale i motori industriali sono i maggiori consumatori di corrente nell’Occidente industrializzato (quasi il 70% del totale) e la loro conversione a un’alimentazione a corrente continua consentirebbe di ottenere enormi risparmi.

Ma andiamo per gradi.
Un prima leva sulla quale agire per conseguire un immediato risparmio in termini di consumo di energia elettrica è rappresentata dall’utilizzo di motori a risparmio elettrico – la cui auspicabile diffusione, consentirebbe, tuttavia, di ridurre il consumo del 10%.

Agendo, invece, sulla regolazione elettronica del numero di giri – dal momento che diversi motori funzionano al massimo regime anche quando non sarebbe del tutto necessario – si arriverebbe ad un risparmio potenziale che si aggira intorno al 30%.

E qui, nasce un problema, perché, i convertitori di frequenza per la regolazione del numero di giri (che lavorano a corrente continua), consumano inutilmente l’energia prodotta per conversione della corrente alternata.
Si determinano, quindi, non solo evidenti perdite di conversione ma anche riconversioni sulla rete di distribuzione dovute ad oscillazioni che rendono la rete instabile.

Una alternativa percorribile, secondo alcuni ricercatori, sta proprio nell’alimentazione dei motori elettrici direttamente con corrente continua, per la quale occorrerebbe una rete a 380V.
Una tale strategia, secondo i promotori dell’evento porterebbe evidenti vantaggi:
– ridotte perdite dovute alla conversione da corrente alternata a corrente continua grazie a una conversione centralizzata,
– maggiore stabilità delle reti energetiche grazie alla riduzione delle armoniche,
– risparmio di componenti e minore ingombro,
– maggiore semplicità di integrazione di fonti energetiche rinnovabili decentralizzate come il fotovoltaico,
– recupero dell’energia, per esempio utilizzo dell’energia frenante e accumulo in batterie.

Naturalmente lo sviluppo e la commercializzazione di nuove componenti per la tecnica di collegamento richiede normative specifiche  che attualmente sono ancora di là da venire, e tuttavia, gli organismi preposti si stanno già attivando a livello internazionale.

Tanto più che il dibattito sul potenziale offerto dalla tecnologia della corrente continua in termini di efficienza energetica è già oggetto di un intenso dibattito tra professionisti negli ultimi anni, con tanto di applicazioni e progetti pilota avviati.

Ad esempio, illustrano in LAPP: “nelle regioni con un’infrastruttura di rete inefficiente, come ad esempio, l’India, si punta fortemente sulla tecnica in corrente continua per realizzare nei villaggi un sistema di approvvigionamento energetico decentralizzato basato sulla corrente continua”.

In campo industriale, la leadership europea nella tecnologia di cui all’oggetto di questo articolo, è detenuta dalla Germania, ove diverse aziende hanno puntato sulla corrente continua avendone intravisto i vantaggi in termini economici e di sicurezza.

Tra l’altro, proprio in Germania è stato avviato un progetto congiunto che si inserisce in un programma statale di promozione della ricerca cui aderiscono soggetti provenienti da diversi settori industriali fra cui Daimler, Siemens, Bosch Rexroth, vari Istituti di ricerca e anche LAPP. Da questo progetto di ricerca stanno ora scaturendo i primi stabilimenti produttivi con macchine che verranno equipaggiate con una robusta e sicura rete DC.

In questo progetto si inserisce LAPP che da tempo sviluppa costantemente soluzioni d’eccellenza nel campo dei cavi per le applicazioni in corrente continua come quelli per la distribuzione dell’energia negli impianti fotovoltaici o quelli pensati per i sistemi di ricarica per veicoli elettrici e ibridi.
Già oggi disponiamo di una gamma completa per le applicazioni fisse e flessibili nel campo della corrente continua”, afferma Gaetano Grasso, Responsabile Product Management & Marketing di LAPP Italia, società che opera nei settori: macchine e impianti, ingegneria industriale, industria alimentare, energia e mobilità.

In LAPP individuiamo un grande potenziale nelle applicazioni in corrente continua – ha dichiarato Georg Stawowy, Presidente e CTO di LAPP Holding AG – Finora non è stato possibile esaminare in misura completa i possibili effetti sui cavi nell’intervallo a bassa tensione. LAPP contribuisce al progetto mettendo a disposizione il suo vasto know how”.

L’obiettivo della rivoluzione green non può prescindere dal fattore energia e, in questo senso solo la combinazione virtuosa fra produzione da fonti rinnovabili e riduzione dei consumi (e delle dispersioni) farà la differenza.
In questo quadro sarà determinante puntare ad una diminuzione dell’energia impiegata per la conversione della corrente da continua ad alternata e viceversa e ad un utilizzo il più sinergico possibile delle diverse fonti di produzione di energia, alternativa e tradizionale.



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