L’Agenzia Europea dell’Ambiente in un briefing riassume le principali tendenze e fattori determinanti delle emissioni di gas serra in UE, quali emergono dal Rapporto sull’inventario dei gas ad effetto serra che viene obbligatoriamente presentato ogni anno all’UNFCCC.
Le emissioni di gas serra dell’Unione europea sono diminuite di un ulteriore 3% tra il 2023 e il 2024, portando la riduzione totale delle emissioni dell’UE al 40% rispetto ai livelli del 1990.
È quanto emerge dalBriefing“Key trends and drivers in greenhouse gas emissions in the European Union” (Principali tendenze e fattori determinanti delle emissioni di gas serra nell’Unione europea)che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato il 17 aprile 2026, dopo aver presentato all’organismo apposito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) l’annuale rapportoper conto dell’UE.
Negli ultimi 34 anni,il calo complessivo delle emissioni nette interne dell’UE è stato determinato da una maggiore quota di energie rinnovabili,dall’utilizzo di combustibili fossili a minore intensità di carbonio,da una maggiore efficienza energeticae dacambiamenti economici strutturali.
Principali tendenze e fattori trainanti
I tagli assoluti più consistenti si sono registrati nella produzione di elettricità e calore, nell’industria manifatturiera e delle costruzioni, nella combustione residenziale e nel settore siderurgico (comprese le emissioni legate all’energia).
Le emissioni del trasporto su strada sono aumentate sia per il trasporto passeggeri che per quello merci, nonostante la maggiore efficienza dei veicoli e l’introduzione di modelli elettrici, poiché la crescita della domanda di trasporto ha superato tali progressi.
Leemissioni di idrofluorocarburi (HFC)derivanti dalla refrigerazione e dal condizionamento dell’aria sono aumentate vertiginosamente dal 1990 al 2014, ma sono diminuite per dieci anni consecutivi, grazie alla progressiva riduzione e alla recente eliminazione dei gas fluorurati (gas fluorurati) nell’UE.
L’assorbimento netto di carbonio da parte delle foreste si è indebolitoprincipalmente a causa dell’invecchiamento delle foreste (minore incremento annuo), dell’aumento del prelievo di legname e degli impatti climatici.

Il settore energetico come principale motore della riduzione delle emissioni
Laproduzione di elettricità e calore, ilsettore residenzialee quelloindustrialehanno registrato le tremaggiori riduzioni delle emissioni.
Leemissioni derivanti dalla produzione di elettricità e calore sono diminuite del 58% dal 1990, a seguito dei miglioramenti in termini di efficienza e del passaggio a combustibili a basse emissioni di carbonio.
Tra il 1990 e il 2024,l’utilizzo di combustibili solidi e liquidi nelle centrali termoelettriche è diminuito rispettivamente del 68% e dell’86%, mentre l’utilizzo di gas naturale è aumentato del 44% (sebbene le emissioni derivanti dal gas siano diminuite di quasi il 18% dal 2022). Il consumo di carbone nel 1990 era più del triplo rispetto al livello del 2024.
Laquota delle energie rinnovabili nella produzione di elettricità e calore è cresciuta in modo sostanziale, e le emissioni di CO2 per unità di energia fossile prodotta sono diminuite.
Le significative riduzioni nel settore residenziale sono attribuibili a unmigliore isolamento degli edifici, a unamaggiore efficienza energeticae ainverni più miti, che hanno ridotto la domanda di riscaldamento.
Contributo politico
Gran parte del calo è stato determinato dalle politiche dell’UE e degli Stati membri: misure agricole e ambientali a partire dagli anni ’90 e politiche climatiche ed energetiche dal 2005. In particolare, ciò include ilsistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) e lemisure nazionali per i settori non inclusi nell’ETS.
Quasi tutti gli Stati membri dell’UE hanno ridotto le loro emissioni e hanno quindi contribuito alla performance complessiva positiva dell’UE. Anche l’Italiaha portato il suo contributo, come si evidenzia nel Rapporto dell’ISPRA, messo online il 10 aprile 2026, da cui emerge che nel nostro Paese nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente.

