3 Ottobre 2022
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Discariche abusive: più della metà sono state bonificate

È stata presentata la V Relazione semestrale sui risultati raggiunti dalla missione commissariale sulla bonifica delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale ed in infrazione europea, da cui emerge che, grazie all’attività della task-force dedicata, la multa semestrale di 42 milioni di euro si è ora ridotta a 8,6 milioni.

La sanzione di 42 milioni di euro per ogni sei mesi, inflitta all’Italia a seguito della Sentenza della Corte di giustizia europea per essere venuta meno agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti stabiliti dalle Direttive relative ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche di rifiuti, con 218 discariche ubicate in 18 italiane non conformi alla legislazione UE, si è oggi ridotta a 8.600.000 euro (compresi i dossier proposti a dicembre 2019 al vaglio ancora della Commissione UE,  con un risparmio economico per l’Erario e, soprattutto, restituendo zone più salubri alle collettività.

È questo il primo risultato del lavoro della Struttura di missione, voluta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2017 e che oggi lavora in completa sinergia con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) per azzerare il debito contratto con l’Europa, qual emerge dalla V Relazione semestrale (giugno-dicembre 2029) sulle attività e risultati raggiunti dalla missione commissariale sulla bonifica del siti di discarica abusivi presenti sul territorio nazionale ed in infrazione europea, presentata via Web l’8 maggio 2020.

L’iniziativa è stata promossa con la partecipazione del Comandante Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, Ciro D’angelo, di Mariano Grillo, Capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del MATTM, con la moderazione del Dott.ssa Silvia Paparella, General Manager  di RemTech Expo di Ferrara, l’unico evento internazionale permanente specializzato sui temi delle bonifiche, e con il Direttore dell’Istituto di Ricerca sulle acque e territori del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari, Prof. Vito Felice Uricchio, nonché  la Dott.ssa Ilde Gaudiello, Dirigente coordinatrice delle procedure di infrazione in materia di rifiuti del MATTM.

L’iniziativa voluta insieme al Sottosegretario Morassut e nella casa comune del Ministero dell’Ambiente è conferma della sinergia di azione collegiale come base della strategia che guida questa struttura. Regioni, Comuni, Agenzie Regionali per l’Ambiente hanno risposto senza esitazione all’invito di questo Commissariato a recuperare porzioni di territorio – ha evidenziato il Generale di Brigata Giuseppe Vadalà a capo della task-force, composta tutta da Carabinieri, che attraverso le attività effettuate ha ciclicamente inseguito e raggiunto gli obiettivi fissati nel cronoprogramma operativo – Così gli organismi scientifici di primo piano a livello nazionale (ad esempio: RemTech, SNPA–ISPRA, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università del Sannio) nonché i soggetti pubblici nelle zone di riferimento (professionisti e associazioni di cittadini) sono stati attori compartecipi in questo peculiare agire d’insieme, infatti gli obiettivi di risanamento e bonifica possono essere raggiunti unicamente con una sinergia d’intenti e che stabilisca gli obiettivi, le tempistiche e i procedimenti da attuare. L’obiettivo non è solo decontaminarli, ma anche restituirli ai cittadini risanati e funzionali, assicurando nel contempo le tempistiche che ci impone l’Europa“.

Il nostro è un Paese fragile e fortemente inquinato, il Green New Deal deve partire proprio da un grande programma di recupero del territorio, intervenendo su risanamento del suolo, dissesto idrogeologico e rigenerazione urbanaha sottolineato nel corso della presentazione il Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente, Roberto MorassutAbbiamo il dovere di rendere ai cittadini i territori usurpati da anni di inquinamento e di avviare al contempo nuove prospettive di sviluppo economico e di sostegno delle comunità. È il momento, anche in vista della ripresa post pandemia, di mettere in atto un nuovo paradigma di crescita, basato su sostenibilità ambientale, economica e sociale e innovazione tecnologica. I suoli bonificati potranno essere una risorsa per nuovi insediamenti industriali, per aree rinaturalizzate e per impianti di produzione di energia pulita e rinnovabileIl risanamento ambientale, come spesso sottolinea il Ministro Sergio Costa, richiamando l’attenzione del legislatore, è una delle priorità nella fase della ripartenza”.

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