Circular economy

“Circolari per natura”: programma per materiali di origine biologica

La Fondazione Ellen McArthur (EMF) ha pubblicato un Rapporto in cui si sostiene che le strategie globali per l’economia circolare hanno prestato scarsa attenzione ai materiali di origine biologica (cotone, legno, fibre naturali, gomma, cuoio e prodotti biochimici) perdendo un notevole potenziale economico e ambientale.

La maggior parte dei materiali di origine biologica (cotone, legno, fibre naturali e gomma) sono alla base di alcune delle più grandi industrie del mondo, maviene ancora prodotta e consumata all’interno di sistemi lineari.Un’economia circolare per i materiali di origine biologica può sbloccare nuove fonti di reddito, rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento e ripristinare i sistemi naturali da cui dipendono questi materiali.

A sottolinearlo è Ellen McArthur Foundation (EMF) che il 10 giugno 2026 ha pubblicato ilRapportoCircular by Nature. A policy agenda for bio-based materials in a circular economy”, come contributo indipendente di discussione all’interno dellaCircular Economy Coalition for Latin America and the Caribbean, la piattaforma coordinata dall’UNEP per lo scambio di buone pratiche in materia di economia circolare e per promuovere la cooperazione tra governi, imprese e società nella regione.

Il rapporto analizza13 strategie nazionali per l’economia circolare e18 quadri normativi sui materiali di origine biologica provenienti da diversi paesi del mondo, rilevando che governi e aziende hanno compiuto progressi significativi nell’applicazione di strategie di economia circolare ai materiali non rinnovabili, tuttavia i materiali di origine biologica sono stati in gran parte trascurati, e con essi, una grande opportunità per la resilienza economica, l’azione per il clima e il recupero della biodiversità. Le politiche per un’economia circolare tendono a considerare i materiali di origine biologica principalmente come sostituti di input non rinnovabili. Allo stesso tempo, le politiche relative ai materiali di origine biologica li trattano come materie prime rinnovabili da estrarre, lavorare e convertire in energia, senza sfruttare le opportunità economiche associate alla riparazione, al riutilizzo, al ricondizionamento e al riciclo. Conseguentemente,si perde un valore economico e sociale significativo e i progressi in materia di clima, biodiversità e inquinamento risultano limitati.

Per i paesi produttori di materiali di origine biologica, ovvero quelli derivati ​​da risorse biologiche rinnovabili e utilizzati in applicazioni durevoli, comelegno,pasta di cellulosa e carta,fibre tessili naturali, gomma ecuoio(sono esclusi le risorse biologiche come alimenti, combustibili o cosmetici), applicati in diversi settori tra cui l’edilizia, l’arredamento, lamodae laproduzione automobilistica,il passaggiodalle esportazioni di materie prime alla produzione rigenerativa, produce valore aggiunto e i sistemi di ricircolo locali possono contribuire a catturare un maggiore valore economico a livello nazionale, a costruire industrie più diversificate e resilienti e a creare posti di lavoro qualificati lungo tutta la catena del valore, dall’agricoltura rigenerativa e dall’innovazione dei materiali alla riparazione., riciclaggio e bioraffinazione. 

Un approccio circolare alle catene del valore dei materiali di origine biologica
Integrare i princìpi dell’economia circolare nelle catene del valore basate su materiali di origine biologica è fondamentale. I materiali di origine biologica possono essere considerati rinnovabili se gli ecosistemi che li producono hanno spazio e tempo per rigenerarsi. Un quadro di riferimento per l’economia circolare definisce le condizioni per questo, stabilendocome dovrebbe essere un sistema circolare efficiente in tutti i settori.

Nell’economia circolare, i materiali, i componenti e i prodotti di origine biologica sono:
provenienti dafonti rigenerative e da materie prime di seconda generazione, concedendo ai terreni lo spazio e il tempo necessari per rigenerarsi;
– progettati per esseresicuri per le persone e perl’ambiente, senza compromettere il sicuro ritorno al suolo;
progettati perdurare nel tempo, conservare valore, facili da riparare.

Per una transizione coerente sono5 le aree di intervento che possono accelerare i progressi:
1.Progettare per la circolarità e valorizzare il principio della rigenerazione: adattare gli standard di progettazione circolare ai materiali di origine biologica, basandosi su modelli esistenti e collaudati, e integrando la rigenerazione come standard fondamentale, oltre a rendere obbligatoria la tracciabilità.

2.Consentire una circolazione efficace e sicura dei materiali: rivedere le classificazioni dei rifiuti che spingono prematuramente i materiali di origine biologica verso trattamenti a basso valore, e stabilire percorsi chiari per il loro riutilizzo secondario.

3.Promuovere incentivi finanziari ed economici che modifichino le regole del gioco: reindirizzare i sussidi agricoli verso pratiche rigenerative, implementare sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR) eco-modulati, ridurre l’IVA sulle riparazioni e sulle applicazioni secondarie, ed eliminare gradualmente gli incentivi che consolidano la produzione lineare.

4.Investire in innovazione, competenze e infrastrutture: dalle tecniche di coltivazione rigenerativa e dal riciclo fibra-fibra alle bioraffinerie e agli impianti di compostaggio, con lo sviluppo di competenze integrato nella formazione professionale, agricola e industriale.

5.Collaborare tra istituzioni, settori e oltre i confini: istituire task force interministeriali, rafforzare il riconoscimento reciproco e l’interoperabilità dei requisiti di sostenibilità nei diversi mercati e allineare la politica commerciale agli obiettivi climatici e di biodiversità.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.